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Brigate Anarchiche operanti nella Resistenza[modifica]

Informazioni su consistenza e localizzazione delle Brigate Anarchiche[modifica]

Per generalità ed inquadramento storico vedere

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Anarchici_e_Resistenza .

Viene riportata di seguito in modo semplificato e approssimativo consistenza e dislocazione delle Brigate Anarchiche sul territorio italiano , in alcune zone le informazioni permettono un approfondimento migliore. [1]

Toscana[modifica]

Pistoia e zone limitrofe[modifica]

  • A Pistoia combatte la Brigata Anarchica "Silvano Fedi" , Squadre Franche Libertarie [2]di Silvano Fedi ,formata da 53 miliziani.Sorge come nucleo ad opera di Egisto e Minos Gori[3], Tito e Mario Eschini, Tiziano Palandri , Silvano Fedi.Si occupa, la Brigata Anarchica , anche di rifornimento dii armi per altre formazioni partigiane e della liberazione dei compagni catturati.Silvano Fedi , figura di combattente divenuta leggendaria , cade in un'imboscata il cui svolgersi e' poco chiaro in quanto tesa da italiani [4]come testimonia l'anarchico Enzo Capecchi che sara' successore di Silvano Fedi al comando per breve periodo . La Brigata Silvano Fedi e' la prima ad entrare a Pistoia liberata dai nazifascisti al comando di Artese Benesperi[5].Appena la Brigata Anarchica entra in citta' ,alle 5 del mattino , posiziona la bandiera rossa e nera sul campanile del duomo , alle 10 viene tolta e messa una bandiera tricolore .
  • A Lucca e Garfagnana agisce la brigata autonoma Manrico Ducceschi , formata in buona parte da anarchici , che ha al suo attivo la cattura di circa 8000 nazifascisti e perde circa 300 uomini [6]

Carrarese e Lunigiana[modifica]

Una citazione dal sito ANPI sintetizza in modo chiaro la situazione in questa zona

di seguito alcuni versi della canzone del Battaglione LucettiTemplate:quote La "Lucetti" è messa in luce nel libro Il corraggio del pettirosso di Maurizio Maggiani ed è una della tante formazioni anarchiche di cui la bibliografia di massa ha dato scarse informazioni. Secondo Maggiani non ci riuscirono i nazi-fascisti a portarli giù dalle montagne i partigiani della "Lucetti", bensì i carabinieri dopo la Liberazione.I versi succitati son riportati proprio nel libro di Maggiani.

Altri gruppi operavano in zona ,Elio , Sap R.Macchiarini, Sap-Fai .La Resistenza anarchica era particolarmente sviluppata in una zona dalle solide tradizioni libertarie e nella quale venivano perpetrati massacri immondi da parte dei nazifascisti come quello di Sant'Anna di Stazzena (560 morti), di Vinca (173 morti) di San Terenzo Monti (163 morti)tutti nell'agosto del 1944 ecc.. [10]

Livorno[modifica]

A Livorno la squadre anarchiche sono le prime ad impossessarsi delle armi custodite nelle diverse caserma dalla citta' e nei locali dell'accademia navale di Antignano , vengono di seguito inquadrati nei Gap e nelle Brigate d'assalto Garibaldi. Zone di intervento delle formazione con forte componente anarchica sono Pisa , Livorno e zone limitrofe e la Maremma anche al fine di rifornire le bande partigiane di armi .Nomi noti sono Virgilio Antonelli, confinato ed incarcerato dai fascisti senza soluzione di continuità dal 1926 al 1941 e Giovanni Biagini , questi ultimi due si son ricordati in modo particolare per le iniziative per la liberazione di partigiani catturati e/o rastrellati.

Firenze[modifica]

A Firenze il Partito_d'azione forma una Banda armata sul Monte Morello, comandante e' un anarchico Lanciotto Ballerini, morira' in combattimento, Lanciotto affrontò da solo il nemico, dando modo di fuggire al grosso dei compagni, infliggendo grosse perdite agli attaccanti e cadendo infine eroicamente alla mitragliatrice ,gli viene assegnata Template:Onorificenzealla Memoria e la sua vicenda ricorda quella del sovietico Fjodor il gigante russo (soldato dell'Armata Rossa fuggitivo ed ancora adesso molto amato dai genovesi ) , e di Mario Betto ,Spartaco ,nella zona operava un altro noto comandante partigiano Aligi Barducci , nome di battaglia POTENTE insignito di Template:Onorificenze anche lui , nella cui formazione confluiranno i miliziani di Ballerini dopo la morte di quest'ultimo.

Grosseto[modifica]

si ricordano Pietro Bianconi [11]

Lombardia[modifica]

Milano[modifica]

A Milano, oltre a gruppi indipendenti la Brigata Anarchica di notevole peso operativo fu la Brigate Bruzzi Malatesta

Pavia , Como , Brescia[modifica]

A Como e' attiva la Banda "Amilcare Cipriani" comandata da Tarcisio Robbiati, nella zona di Pavia le Brigate Bruzzi Malatesta nello specifico la 2a Brigata "Errico Malatesta" al comando di Antonio Pietropaolo, mentre a Brescia l'ala anarchica converge in una formazione mista Giustizia e Liberta' e Garibaldina,fra questi Bortolo Ballarini e Ettore Bonometti.

Lomellina[modifica]

Pure qui a parte squadre anarchiche indipendenti con pochi miliziani la più importante Brigata Anarchica era la Brigate Bruzzi Malatesta

Piemonte[modifica]

Torino[modifica]

A Torino industriale, con base formativa all'interno della Fiat, combatte contro i nazifascisti la Brigata Anarchica chiamata 33° battaglione Sap "Pietro Ferrero A".Fra i caduti da ricordare Dario Cagno, già miliziano degli Arditi del Popolo a Piombino , fucilato in quanto corresponsabile dell'uccisione del gerarca Domenico Giardina, e Ilio Baroni che Torino ha ricordato con una lapide, già combattente negli Arditi del Popolo che muore durante l'insurrezione nella zona delle "Ferriere Piemontesi" [12]

Gruppi di difficile inquadramento[modifica]

Nelle zone predette agivano anche squadre anarchiche autonome di piccola consistenza e di difficoltoso reperimento documenti relativi

Emilia Romagna[modifica]

Ravenna[modifica]

A Ravenna nella 28 brigata Garibaldi si ha una massiccia presenza anarchica. Si ricordano Pirro Bartolazzi che con Merli e' fra i dirigenti del CLN provinciale ; Guglielmo Bartolini, che ha gia' subito 25 anni di carcere fascista , e Pasquale Orselli comandante della prima squadra partigiana che giunge a Ravenna per la Liberazione, Fabio Melandri, responsabile settore sostentamento e munizioni che verra' ucciso con la figlia dai nazifascisti.

Bologna, Modena , Reggio Emilia[modifica]

Nelle zone di Bologna e Modena sono da ricordare per numero ed importanza di azioni militari Primo Bassi di Imola,Vindice Rabitti, Ulisse Merli,Aladino Benetti, Attilio Diolaiti che fu fucilato nel 1944 alla Certosa;questo e' di particolare rilievo in quanto aveva partecipato ed organizzato le prime brigate partigiane di Imola, militando nella formazione "Bianconcini", fu presente anche a Bologna con la formazione "fratelli Bandiera" e la 7a Gap. A Reggio Emilia la 26a brigata d'assalto "Garibaldi" prende il nome di Enrico Zambonini [13]fucilato su ordine del Tribunale speciale ed era stato catturato con gli uomini della squadra di Don Pasquino Borghi [14] , partigiano combattente in contatto con i fratelli Cervi e fucilato con Don Pasquino Borghi a Villa Minozzo, nella piazza comunale e' stata posta una lapide a ricordo del partigiano anarchico che davanti al plotone di esecuzione in segno di disprezzo e sfida per i suoi carnefici grido' Viva l'Anarchia.

Piacenza[modifica]

A Piacenza son di gran rilievo i partigiani anarchici Savino Fornasari e Emilio Canzi comandante unico della XIII zona operativa del piacentino,entrambi moriranno per strani incidenti dovuti ad automezzi alleati dopo la Liberazione. Al comando di Emilo Canzi ci sono 10000 partigiani. Entrambi moriranno dopo la Liberazione in modo sospetto investiti "casualmente" da automezzi alleati.

Liguria[modifica]

Continuita'[modifica]

La Liguria gia' qualche anno prima della seconda guerra mondiale aveva dato un contributo non indifferente all'antifascismo con la partecipazione alla guerra di Spagna per gli anarchici ricordiamo Carlo Baccigalupo ,il periodo di intervento in Spagna e' del 1937 , Virgilio Bertola , miliziano della Colonna Buenaventura Durruti,che partecipa agli scontri di Madrid , sul fronte d'Aragona ed Huesca ,Adamo Agnoletto ,Nicola Turcinovich ,Marcello Bianconi , Antonio Casella della colonna Francisco Ascaso, dopo prenderea' il nome di Carlo Rosselli, Natale Cicuta anche lui della Francisco Ascaso e cosi' Aldo Fiamberti, come Pompeo Crespi che nella battaglia di Almudevar verra' ferito, Adelmo Godani , Renato Gori , Giuseppe Nardi che militano successivamente in diverse formazioni , Giacomo Repetti che pur anarchico combatte in una Brigata Garibaldi e viene ripetutamente ferito (Brigata Garibaldi,poi vi e' Mario Traverso caduto in Estremadura miliziano della Colonna Carlo Rosselli , Umberto Marzocchi Commissario politico della Colonna Carlo Rosselli che riesce a tornare in Italia dopo essersi arruolato nella Legione Straniera,fra i rimasti in Liguria finiti al confino per aver fornito fondi tramite raccolte ricordiamo Wanda Lizzari e Giuseppe Lapi .I miliziani antifascisti Liguri che dopo l'internamento nei campi francesi dopo La Retirada , ovviamente quelli sopravissuti alla guerra di Spagna li ritroviamo nella Resistenza dopo l'8 settembre del 1943 e già a prepararla un anno prima.[15]

  • Buona parte degli studi , riscoperta e divulgazione della Resistenza Anarchica sono dovuti a Guido Barroero mentre altri sull'opposizione anarchica al fascismo inseriti nella storia dell'anarchia genovese e del suo interagire col movimento operaio di Genova son dovuti a Gaetano Perillo , che fu fra i comandanti degli Arditi del Popolo a Genova , comunista "di sinistra" a cui Genova ha dedicato un fondo per lo studio del movimento operaio Genovese situato a Palazzo_Ducale_(Genova).

[16]

Genova[modifica]

Il caso di Sestri Ponente[modifica]

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Anarchici_e_Resistenza_a_Sestri_Ponente .

per notizie storiche sull'ambiente antifascista sestrese e Genovese vedere

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Formazioni_di_difesa_proletaria_a_Genova e Storia_del_movimento_operaio_a_Genova.

La vicenda di Sestri Ponente e' particolare sia in Liguria che a livello nazionale sia per il legame con periodi storici del primo antifascismo che per la precisa documentazione raccolta da Guido Barroero.

Inizio della rivolta a Genova[modifica]

Per lo specifico della formazioni Anarchiche Sap e GAP vedere

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Anarchici_e_Resistenza_a_Sestri_Ponente .

Uno dei primi momenti di rivolta contro i nazifascisti a Genova vede fra i suoi protagonisti un anarchico di Sestri Ponente , Eugenio Maggi ,dopo l’8 settembre 1943 a Sestri Ponente dove i sentimenti antifascisti son comunquer ben arroccati dove e' ben vivo ancora il ricordo dellaDifesa della Camera del lavoro di Sestri Ponente ad opera degli Arditi del Popolo e delle Formazioni di difesa proletaria a Genova, i giovani e meno giovani , pure, cominciano a raccogliere armi abbandonate dai tedeschi e l'11 settembre si puo' considerare come atto di inizio della Resistenza di citta' a Genova, quando un reparto di tedeschi allertato per un deposito di armi abbandonate situato in Via Andrea Costa accorre per impossessarsene ma una squadra di Sestresi fra cui Maggi e i compagni Vittorio Zecca e Giacomo Pittaluga circondano il gruppo dei nazisti ed inizia un furioso combattimento , viene fatto saltare il camion delle armi ma i neo-partigiani pur se in maggior numero sono ben poco armati rispetto ai tedeschi e debbono ritirarsi , Maggi si rifugia all'interno del chiosco con funzione di edicola di Viale Canepa ( ed il 5 dicembre 2003 Maggi morira' improvvisamente a pochi passi da quell'edicola che oltre mezzo secolo prima lo aveva salvato ). Maggi diventera' miliziano della Brigata SAP Errico Malatesta, al comando di Antonio Dettori ed emanazione della Federazione Comunisti Libertari, Vittorio Zecca si assocerà Brigata Autonoma Langhe mentre Giacomo Pittaluga operera' Divisione garibaldina Coduri, che combatte nel Tigullio.[17] Oltre le gia' citate formazioni anarchiche nonché gli anarchici che militarono nella Resistenza occorre ricordare la Brigata SAP Crosa di Genova Nervi in cui ha militato Lorenzo Parodi , che poi passando prima nell'esperienza dei GAAP (Gruppi Anarchici Azione Proletaria ) diverra' uno dei leader piu' carismatici di Lotta Comunista . Sulla direttrice Genova-Arenzano operano squadre di azione della Federazione Comunista Libertaria .Individualmente si ricordano ancora per il loro valore, Bianconi , membro del CNL di Pontedecimo , Grassini (della formazione SAP Errico Malatesta che operava a Sestri , Cornigliano , Sampierdarena), Caviglia, Sardini, Pittaluga .[18]

La Spezia , Sarzana[modifica]

Nella zona della Spezia e Sarzana agiscono formazioni ovviamente in stretto contatto con la Bande Partigiane di Carrara e Lunigiana , vi sono due gruppi consistenti comandati dai due anarchici Fernando Contri e del Carpio,nella zona cadono in scontri a fuoco coi nazifascisti altri due partigiani anarchici assai conosciuti Renato Olivieri , che aveva gia' subito 23 anni di carcere fascista, e Renato Perini.

Lazio[modifica]

A Roma gli anarchici non son presenti come formazione autonoma ma militano in diverse formazioni partigiane ,a parte il gruppo autonomo di operai a comando di Riziero Fantini un anarchico passato nel periodo al partito comunista , nel 1910 emigrò negliUSA,divenne anarchico e conobbe Sacco e Vanzetti, e nel 1921 fu in Italia per costituire comitati in favore di Sacco e Vanzetti[19] . Le formazioni partigiane in cui militano gli anarchici grosso modo sono Bandiera Rossa Roma , esempi ne Raffaele De Luca[20] ed Umberto Scattoni[21] ma principalmente nelle formazioni di Giustizia_e_Libertà comandate da Vincenzo Baldazzi , amico di Aldo Eluisi[22] , azionista ma molto vicino ideologicamente al movimento anarchico . I due legati da antica e profonda amicizia furono fra i fondatori degli Arditi del Popolo , provenendo entrambi dalle fila degli Arditi, Baldazzi aveva avuto come maestro Errico Malatesta.Altro partigiano anarchico molto conosciuto fu Ettore Dore miliziano antifascista in Spagna nella Colonna Ascaso che fu al comando di Carlo Rosselli nella guerra di Spagna e poi prese il nome di Colonna Rosselli.

Veneto[modifica]

A Verona si ricorda l'anarchico Giovanni Domaschi, il quale fondo' ed organizzo' il CLN operante in zona , dal 1922 al 1943 aveva subito 11 anni di carcere fascista e 9 di confino con all'attivo 2 evasioni [23]catturato viene portato a Dachau ove morira'.

Friuli Venezia Giulia[modifica]

Una parte di anarchici opera all'interno di formazioni comuniste , ad esempio nella divisione "Garibaldi-Friuli",mentre a Trieste Giovanni Bidoli coordina il lavoro delle squadre autonome anarchiche con i partigiani di altra estrazione politica , verra' deportato nei campi di concentramento tedeschi e non tornera' come Carlo Benussi ,mentre Nicola Turcinovich, già miliziano della Colonna Francisco Ascaso , (comandata per un certo periodo da Carlo Rosselli di cui nel seguito portera' il nome), da Trieste va a Genova a combattere con le squadre anarchiche locali. Bande anarchiche costituiscono in Carnia una zona libera autogestita, sul tipo repubblica partigiana, fra questi i partigiani anarchici della zona si ricorda Italo Cristofoli caduto durante un attacco alla caserma dell'esercito tedesco a Sappada.

Marche[modifica]

Gli anarchici, per tradizione numerosi in tale regione , non hanno formazioni autonome di rilievo ma confluiscono in diverse Brigate Partigiane ad Ancona, Fermo, Sassoferrato. A Macerata muore Alfonso Pettinari, che aveva già subito numerosi anni di confino e che al momento era commissario politico di una brigata Garibaldi.

Nomi di Spicco[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • L'antifascismo rivoluzionario, BFS, Pisa, 1993
  • La resistenza sconosciuta, Zero in Condotta, Milano, 1995
  • Pietro Bianconi, La resistenza libertaria, TraccEdizioni, Piombino, 1984
  • Paola Feri, Il movimento anarchico in Italia (1944-1950), dalla resistenza alla ricostruzione, FIAP, Roma, 1978
  • Gaetano ManfredoniaLa Resistenza sconosciuta: gli anarchici e la lotta contro il fascismo 1995
  • Roberto Gremmo L'ultima Resistenza: le ribellioni partigiane in Piemonte
  • Gino Cerrito, Adriana Dadà Gli anarchici nella resistenza apuana
  • Atti della giornata di studi su L'Antifascismo rivoluzionario. Tra passato e presente, Pisa 25 aprile 1992, BFS 1993;
  • Giornali anarchici della Resistenza 1943-'45 / Gli anarchici e la lotta contro il fascismo in Italia, Ediz. Zero in Condotta, Milano 1995;
  • Adriana Dada', L'anarchismo in Italia: fra movimento e partito. Storia e documenti dell'anarchismo italiano, Teti Milano 1984;
  • I.Rossi, La ripresa del movimento anarchico italiano e la propaganda orale dal 1943 al 1950, RL Pistoia 1981;
  • Pietro.Bianconi, Gli anarchici nella lotta contro il fascismo, Ediz. Archivio Famiglia Camillo Berneri, Pistoia 1988;
  • G.Cerrito,con Adriana Dadà, Maria Pacini Gli anarchici nella resistenza apuana, a c. di Fazzi Editore, Lucca 1984;
  • M.Rossi, Avanti siam ribelli..." Appunti per una storia del movimento anarchico nella Resistenza, BFS Pisa 1985;
  • M.Lampronti, L'Altra Resistenza. L'Altra Opposizione (comunisti dissidenti dal 1943 al 1951), Antonio Lalli , Firenze 1984;
  • C.Venza,Umberto Tommasini. L'anarchico triestino, ediz. Antistato Milano 1984;
  • L.Cavalli, C.Strada, Nel nome di Matteotti. Materiali per una storia delle Brigate Matteotti in Lombardia, 1943-1945, Franco Angeli, Milano 1982;
  • G.Manfredonia, Les Anarchistes italiens en France dans la lutte antifasciste, in "Collection de l'Ecole francaise de Rome", Roma n.94/1986;
  • M.R. Bianco, Les anarchistes dans la Resistance, vol. 2, Témoignages 1930-1945, in "Bulletin" C.I.R.A. Marseille, n.23/25 del 1985;
  • I.Tognarini , Guerra di sterminio e Resistenza. La provincia di Arezzo 1943-1944, E.S.I. Napoli 1990;
  • L.Bettini, Bibliografia dell'anarchismo, vol.1, tomi I e II, C.P. editrice Firenze 1972-1976;
  • Giorgio Sacchetti, Resistenza e guerra sociale. Il movimento anarchico e la lotta di liberazione 1943-1945, in "Rivista Storica dell'Anarchismo" Pisa, a.II, n.1/1995;
  • Giorgio Sacchetti, Gli anarchici contro il fascismo, 'Sempre Avanti', Livorno 1995;
  • "Almanacco Socialista", Milano, ed. Avanti! 1962;"A-Rivista anarchica" Milano, n.4/1973
  • Gaetano Perillo , Gibelli Camillo Storia della Camera del lavoro di Genova : Dalle origini alla seconda guerra mondiale , 1980
  • Bibliografia inerente la Brigate Franche Libertarie di Silvano Fedi
  • C.O. Gori, Arrivano i partigiani, Pistoia è libera, in “Microstoria”, n. 35 (mag./giu. 2004).
  • A. Ciampi, Virgilio Gozzoli, vita irrequieta di un anarchico pistoiese, in “Microstoria”, n. 37 (set./ott. 2004).
  • S. Bardelli-E. Capecchi-E. Panconesi, Silvano Fedi. Ideali e coraggio, Pistoia, Nuove esperienze, 1984, pp. 45-68.
  • G. Petracchi, Al tempo che Berta filava. Alleati e patrioti sulla linea gotica (1943-1945), Milano, Mursia, 1996, pp. 89-91.
  • R. Risaliti, Antifascismo e Resistenza nel Pistoiese, Pistoia, Tellini, 1976, pp. 213-214.
  • Marco Francini La guerra che ho vissuto. I sentieri della memoria, Pistoia, Unicoop Firenze-Sezione soci Pistoia, 1997, p. 364.
  • R. Corsini, Le tappe della vita di Silvano Fedi, in “Bollettino Archivio Giuseppe Pinelli”, n. 5 (lug. 1995).
  • R. Bardelli-M. Francini, Pistoia e la Resistenza, Pistoia,
  • Tellini, riedizione 1980, pp.59-61;
  • I. Rossi, La ripresa del Movimento Anarchico e la propaganda orale dal 1943 al 1950, Pistoia, RL, 1981, pp. 26-30, 133-143;
  • Pietro Bianconi, Gli anarchici italiani nella lotta contro il fascismo, Pistoia, Archivio Famiglia Camillo Berneri, 1988, pp. 83-97;
  • Gli anarchici contro il fascismo: Pistoia, in “A Rivista Anarchica”, n. 20 (1973);
  • La scuola nel regime fascista: il caso del Liceo classico di Pistoia, Pistoia, Amministrazione comunale, 1977, pp. 51, 55.

Collegamenti esterni[modifica]

Note[modifica]