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Gogliardo Fiaschi

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Gogliardo Fiaschi

Gogliardo Fiaschi (Carrara 21 agosto 1930Carrara, 29 luglio 2000), è stato un anarchico italiano.

Biografia[modifica]

Gogliardo Fiaschi nasce a Carrara il 21 agosto 1930.

8 settembre 1943: Gogliardo ha solo tredici anni e, spacciandosi per un quindicenne, entra nella Brigata Lucetti. Il 31 dicembre 1944 valica l'Appenino e si trasferisce sulle montagne modenesi dove continua la sua attività  partigiana. La liberazione lo vede entrare a Modena in testa alle formazioni partigiane della zona. Rientra a Carrara, riprende il suo lavoro alle cave (iniziato all'età  di otto anni) e continua la militanza anarchica e sindacale a fianco di Meschi. Nel 1956, al circolo “Pietro Gori” conosce José Lluis Facerias e Luis Augustin Vincente. Insieme decidono di partire per la Spagna per continuare la lotta antifranchista. A fine novembre Gogliardo è a Tolosa, alla ricerca di Francisco Sabaté Llopart (“il Quico”), che, però, è già  rientrato in Spagna. Lì, nel marzo del 1957, viene raggiunto da Facerias e Vincente che lo mettono al corrente dell'accusa di rapina a una banca di Casale Monferrato, fatto avvenuto il 15 gennaio 1957. Facerias gli assicura che, una volta rientrati in Italia, avrebbe presentato parecchie prove a dimostrazione della sua estraneità . Cosa che, purtroppo, non accade. Nell'agosto si trasferiscono in Spagna, in un rifugio intorno alle montagne di Barcellona, ma vengono traditi e il 30 agosto cadono in una imboscata della polizia catalana. Facerias viene ucciso, Vincente e Gogliardo arrestati. Nel 1958 vengono condannati rispettivamente a 24 e 20 anni di carcere. Ne trascorre quasi otto nelle carceri spagnole e nel 1966, su richiesta del governo italiano, viene estradato per i fatti di Casale. Il 12 aprile 1960, Gogliardo aveva chiesto una revisione del processo, senza ottenere risultati. Imprigionato inizialmente nel carcere di Lucca, per poi essere trasferito a Lecce e quindi a Portolongone, dove passò 13 mesi in isolamento, viene liberato il 30 marzo 1974. Rientra a Carrara e apre il Circolo Culturale Anarchico, che diventa, ben presto, un punto di riferimento per tutto il movimento. È uno dei protagonisti della lotta ambientalista contro la Farmoplant, è in prima fila durante l'occupazione del Germinal in risposta allo sfratto e per contrastare la speculazione edilizia dell'intero palazzo e, soprattutto, è l'ideatore e il motore dell'Archivio Germinal. Senza la sua volontà  e testardaggine da cavatore carrarese questo grande progetto non avrebbe visto la luce. Purtroppo non fa a tempo a vederne la definizione. Muore un anno prima, il 29 luglio 2000 – cento anni esatti dall'attentato di Bresci – stroncato da una malattia che, nonostante la brutalità , non lo ha mai rallentato nella sua lotta.

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Collegamenti esterni[modifica]