Pietro Valpreda

Da Anarchopedia.

Pietro Valpreda
Pietro Valpreda

Pietro Valpreda (1933-2002), anarchico italiano e vittima della repressione istituzionale.

Indice

[modifica] La vita

Pietro Valpreda nasce a Milano il 29 agosto 1933. La professione di ballerino lo porta in giro per l’Italia e proprio a Roma e a Milano che si accosta agli ambienti anarchici.

Nel capoluogo lombardo entra in contatto con il circolo Ponte della Ghisolfa; a Roma, nel 1969, frequenta il circolo Bakunin, ma poi se ne distacca per fondare, insieme ad alti compagni più giovani di lui, un gruppo dalle idee radicali e dagli "slogan truculenti": il circolo 22 marzo.

Il gruppo di Valpreda si caratterizza per numerose azioni ritenute sconsiderate e provocatorie, e per questo sarà inviso a buona parte degli anarchici italiani: nel 1969, durante un corteo a Milano, si caratterizzano per il coro urlato a squarciagola: “Bombe, sangue e anarchia!”; negli stessi mesi, questa volta a Roma, scrivono un volantino molto cruento, mettendo quale indirizzo della propria sede quello della redazione romana di Umanità Nova; nel marzo 1969 Valpreda ed altri due giovani compagni pubblicano “Terra e libertà” in cui elogiano Ravachol e l’azione diretta violenta.

Valpreda a questo punto non è più gradito tanto al circolo milanese Ponte della Ghisolfa quanto ai compagni della FAI di Roma, anche perché la strutturazione del 22 marzo si prestava facilmente alle infiltrazioni di ogni tipo. Infatti più tardi si scoprirà che nel circolo si erano infiltrati anche il poliziotto Salvatore Ippolito e il neo fascista Mario Merlino.

Nel quadro della strategia della tensione, il 12 dicembre 1969, esplode a Milano, in Piazza Fontana, una bomba che provoca 16 morti e 88 feriti, mentre altre tre vengono programmate a Roma (vedi strage di Piazza fontana). Quel giorno Valpreda è a casa della zia Rachele Torri, ma ciò non impedisce a “qualcuno” di accusarlo di essere l’autore materiale della strage (insieme a Valpreda verranno accusati altri anarchici, tra questi Giuseppe Pinelli che morì in “circostanze misteriose”... ma non troppo… ). Inizia a questo punto una grande mobilitazione di controinformazione a favore di Valpreda e degli anarchici, poiché è sempre più evidente che si tratta di una vera e propria montatura orchestrata dall’alto.

Valpreda, come forma estrema di protesta, decide di candidarsi nelle liste elettorali de “Il Manifesto”. Nel 1972 viene promulgata una legge che consente la scarcerazione di Valpreda, evidentemente anche in “alto” ci si accorge che il ballerino-anarchico è innocente.

Nel 1979 verrà la prima assoluzione, nel frattempo Pietro partecipa a convegni e manifestazioni, apre un locale (“La Barricata”) nel popolare quartiere di Milano, vende libri per Einaudi, scrive alcuni libri insieme all’amico Pietro Colpaprico e dall’unione con la sua compagna nasce suo figlio, Tupac Libero Emiliano.

Intanto la malattia che lo affligge alle gambe (n.d.r il morbo di Brugher), peggiora sempre più, aggravando considerevolmente le sue condizioni di salute; Pietro Valpreda muore il 6 luglio 2002 a Milano. I funerali, organizzati dal circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, si sono svolti l’8 luglio e la salma, successivamente cremata, è stata accompagnata da un corteo di 3000 persone.

[modifica] Video

Intervista a Valpreda. I Parte

Intervista a Valpreda. II Parte

[modifica] Collegamenti esterni

Pietro Valpreda su A-Rivista

Sulla strage di Piazza Fontana

[modifica] Voci correlate

Storia del movimento libertario in Italia

strage di Piazza Fontana

Mario Merlino

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