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Umberto Marzocchi

Da Anarcopedia.

Umberto Marzocchi (Firenze, 10 ottobre 1900 - Savona, 4 giugno 1986) é stato un anarchico, un antifascista degli Arditi del Popolo, un miliziano nella rivoluzione spagnola e uno dei fondatori della Federazione Anarchica Italiana.

Indice

[modifica] La vita

Umberto Marzocchi a ventisette anni

Umberto Marzocchi nasce a Firenze il 10 ottobre 1900 e sin da ragazzo si avvicina alle idee anarchiche.

[modifica] La gioventù e la situazione locale

Terminata la prima guerra mondiale, Marzocchi lavora come operaio metallurgico nell'officina Vickers dei cantieri navali di La Spezia. Milita nell'Unione Sindacale Italiana, settore metallurgico, ed a soli 17 anni diviene segretario dell'Unione degli Operai metallurgici (aderante all'USI), distinguendosi per coraggio e capacità nell'organizzare la propaganda politica. La sua fama era tale che i compagni di fabbrica lo soprannominano "Lenin", nonostante comunista certo non fosse e nonostante fosse conosciuto a tutti come un militante dell'Unione Anarchica Italiana. In quel periodo infatti Lenin rappresentava la Rivoluzione Proletaria, indipendentemente dalla specifica impostazione politica che lo contraddistingueva, e il soprannome "Lenin" veniva affibbiato a molti rivoluzionari (anche ad Errico Malatesta fu affibiato il sopranome di "Lenin italiano"... che fra l'altro lui non gradiva troppo).

Con l'avvento del fascismo Marzocchi si schiera con gli Arditi del Popolo, partecipa alla difesa di Sarzana da un attacco squadristico, durante il quale, caso unico per l'epoca, i carabinieri del capitano Guido Jurgens [1] e gli Arditi del Popolo impartiscono una durissima lezione ai fascisti, dei quali almeno venti cadranno durante gli scontri.

Umberto Marzocchi all'epoca é uno degli antifascisti più conosciuti dello spezzino ma dopo l'avvento del fascismo é costretto a riparare in Francia, non prima però di aver dato il suo contributo alla difesa di Savona da una nuova aggressione fascista. (In quel periodo La Spezia, Livorno, Piombino e Pisa sono oggetto di feroci attacchi squadristici e la risposta degli Arditi del Popolo e delle formazioni di difesa proletaria è proporzionata agli attacchi subiti. A La Spezia e zone limitrofe della Lunigiana, la forte industrializzazione, dovuta sopratutto alla costruzione dell'Arsenale, aveva stimolato un afflusso di molta mano d'opera non del posto, portando alla costituzione di un movimento operaio variegato ed in grado di rispondere allo squadrismo fascista con durezza, decisione ed una certa preparazione militare. La presenza a La Spezia di capi storici sia del movimento operaio che anarchico, come Pasquale Binazzi, nonché di elementi dei futuristi di sinistra molto vicini al movimento anarchico, come Renzo Novatore, Auro D'Arcola e Dante Carnesecchi[2][3], furono riferimenti importanti per il fermento antiautoritario della classe operaia.)

[modifica] Dalla Francia alla Legione straniera

Marzocchi con l'avvento del fascismo é costretto ad espatriare in Francia, non solo per la repressione che avrebbe potuto subire a livello "legale" ma anche per evitare persecuzioni fisiche visto che il suo nome era noto a tutti. In Francia, come molti altri fuoriusciti, giunge prima a Nizza, poi si sposta a Lilla, dove vi è un notevole fermento organizzativo e propagandistico ad opera del "fuoriuscitismo anarchico" che portò a molti fermi ed arresti da parte degli organi di repressione dello Stato francese. Nel 1935, a Sartrouville (nei pressi di Parigi), si forma il "Comitato Libertario segreto" che si pone come obiettivo la lotta antifascista ad oltranza. Marzocchi è uno dei dirigenti del "Comitato", nato da una organizzazione conosciuta come "Convegno d'Intesa" e formata da italiani di estrazione libertaria. In Francia ha anche due figlie, Adria e Marisa, nate nel primo periodo d'esilio d'oltralpe.

Allo scoppio della rivoluzione spagnola, Umberto Marzocchi lascia la Francia e si dirige in Spagna. Combatte sul fronte aragonese ed é presente nel maggio 1937 a Barcellona durante gli scontri che vede opposti anarchici, miliziani del POUM (Partito Operaio di Unità Marxista, il cui leader, Andrea Nin, sarà trucidato dagli emissari di Stalin) e antistalinisti contro e i comunisti fedeli alla linea di Stalin. Ed é proprio Marzocchi che ha lo sgraditissimo compito di riconoscere i cadaveri di Camillo Berneri e di Francisco Barbieri, assassinati dai sicari di Stalin [4] ostili a coloro che si ponevano in posizioni contrarie alle direttive di Mosca.

Dopo la sconfitta del fronte antifascista e la conseguente "Retirada" [5], Umberto Marzocchi giunge nuovamente in Francia, ma qui, come gli altri esuli, è impossibile ogni attività politica e riorganizzatrice giacché il paese transalpino era in quel momento governato dalla destra. Marzocchi allora decide di accettare l'offerta di arruolamento nella Legione straniera [6], in modo da poter aver "documenti puliti", come da regola della Legione, onde poter ritornare in seguito a proseguire la lotta contro il fascismo. Iniziata la guerra mondiale, molti antifascisti spagnoli che si trovavano in Francia accetteranno, per lo stesso motivo di Marzocchi, di entrare nella Legione partecipando ad una serie di missioni, tra cui la cosiddetta "impresa di Narvik" [7]. Bisogna anche ricordare che una volta caduto il nazismo i primi ad entrare a Parigi e raggiungere la piazza del municipio furono 5 carri armati [8] della Legione straniera francese che portavano i nomi delle battaglie che avevano combattuto contro i fascisti in Spagna[9].

[modifica] Umberto Marzocchi e Camillo Berneri

I rapporti e la condivisione di idee fra Umberto Marzocchi e Camillo Berneri nascono ben prima della Rivoluzione spagnola. Una mozione di Marzocchi, presentata al congresso di Sartrouville (ottobre 1935) assieme a Rivoluzio Giglioli e a Virgilio Gozzoli inerente la riorganizzazione del movimento anarchico, fu largamente influenzato dalle tesi di Camillo Berneri, le quali, anche se con diverse interpretazioni, erano diventate in gran parte la base comune del "fuoriuscitismo anarchico". La vicenda spagnola confermerà quanto da lui espresso, ovvero che il primo nemico da battere era il nazifascismo ed il secondo il bolscevismo, da considerare come nemico interno alla classe operaia. Quando vengono espresse queste tesi ormai siamo nella fase dello stalinismo dominante e le istanze di tipo libertario, espresse anche all'interno da diversi leaders anche all'interno del movimento bolscevico, erano state totalmente estirpate, attraverso metodi violenti che portarono molte persone all'esilio (Victor Serge [10]), al carcere o alla morte.

[modifica] Il secondo dopo la seconda guerra: la FAI e l'attivismo anarchico

Terminata la seconda guerra mondiale, Marzocchi partecipa alla fondazione della Federazione Anarchica Italiana, sancita durante il congresso di Carrara del 1945 (15-19 settembre). Sarà fra i dirigenti nazionali di associazioni di ex combattenti antifascisti (ANPI, ANPPIA e AICVAS), del sindacato CGIL e sarà nel 1977 tra i fondatori, insieme allo scrittore Carlo Cassola [11], della Lega per il Disarmo unilaterale.

Durante il convegno della FAI di Civitavecchia del 1953, vengono approvate le mozioni che riguardano le basi fondamentali dell'anarchismo, le lotte operaie, il comitato pro-vittime politiche, la stampa ed anche l'antimilitarismo, di cui nel seguito con lo scrittore Carlo Cassola sarà un alfiere. Sul primo punto, ovvero le basi dell'anarchismo, viene messa ben in risalto che l'anarchia ha carattere sia <<rivoluzionario che educativo in modo inscindibile>> e da ciò ne consegue il rifiuto delle teorie anarchiche strettamente individualiste dell'anarchismo (ruppe infatti con l'Assemblea dei Refrattari). E' proprio in questo convegno che nasce la "FAI-Movimento", ideata da Armando Borghi, ovvero una aggregazione "aperta" nella quale possano convivere anime differenti fra di loro.

Quando nel 1965 si realizza la scissione dei Gruppi Anarchici di Azione Proletaria dalla FAI, accortosi della deriva marxista, Umberto Marzocchi sceglie di restare nella FAI [12] [13]. Egli infatti, pur essendo aperto al dialogo, non vuol accettare posizioni che distorcano eccessivamente la tradizione anarchica attraverso una eccessiva centralizzazione delle strutture organizzative. Marzocchi, Alfonso Failla, Mario Mantovani e Ugo Mazzucchelli, già comandante del Battaglione Lucetti, si dedicano a questo punto soltanto alla FAI e alla ricostruzione della Internazionale Anarchica, che prenderà consistenza, per merito suo e di Alfonso Failla, durante il Congresso Internazionale di Carrara del 1968. Per una dozzina d'anni si occupa del segretariato dell'I.F.A, nel 1975, partecipa a Vendôme al 30° Congresso della Federazione Anarchica Francese.

Nel febbraio del 1977, insieme a Oreste Roseo, rientra a Barcellona, dove, pur essendo in un periodo post franchista, viene incarcerato e detenuto per qualche giorno con l'accusa di aver incontrato alcuni compagni spagnoli, a cui toccherà peraltro sorte anche peggiore: un membro del gruppo, infatti, subirà un violento pestaggio che portò alla morte pochi mesi dopo esser stato liberato.

Nonostante la tarda età il suo attivismo non conosce soste: all'età di 77 anni è arrestato in Spagna mentre si appresta a partecipare ad una riunione clandestina della Federazione Anarchica Iberica; molti suoi articoli e scritti (tra cui un libro sulla rivoluzione spagnola) trovano spazio nella stampa libertaria. Umberto Marzocchi muore a Savona il 4 giugno 1986 [14].

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. Guido Jurgens sarà esautorato da ogni incarico dal fascismo, ma Sarzana lo ricorda ancora adesso con una lapide: Piazza con targa. Stessa sorte capiterà a Federico Fusco, prefetto di Parma, che non volle appoggiare gli squadristi fascisti di Balbo, e a Vincenzo Trani, ispettore generale di pubblica sicurezza mandato ad indagare dopo l'attacco fascista a Sarzana respinto dagli Arditi del Popolo. A queste vicende é dedicato il film Nella città perduta di Sarzana ed un libro Un poliziotto per bene di Luigi Faccini. I rappresentanti degli organi di repressione dello Stato che non appoggiarono gli squadristi saranno molto rari e anche in concomitanza dell'inizio della Resistenza pochissimi poliziotti passeranno all'antifascismo militare, mentre la stragrande maggioranza servirà il fascismo fino a divenire i principali "cacciatori" degli ebrei (così afferma lo storico non di sinistra Renzo De Felice). Solo fra i militari ed i carabinieri ci sarà un qualche apporto alle bande partigiane. I poliziotti si "sporcheranno" ulteriormente con la banda Koch e la Banda Carità, gruppi di torturatori organizzati al servizio dei nazifascisti e di cui rappresentano solo due esempi dei tanti che ci furono
  2. [1]
  3. [2]
  4. [3]
  5. Durante la cosiddetta "Retirada", in cui i reduci antifascisti cercheranno di raggiungere la frontiera francese, gli ultimi ad abbandonare la Catalogna saranno i miliziani della Colonna Durruti che copriranno la ritirata dei compagni, con donne e bambini al seguito, rischiando pesantemente poiché lo fecero anche in zone controllate dai fascisti. Ed infatti diversi cadranno e altri raggiungeranno i compagni solo attraverso i sentieri di montagna.
  6. Dopo i tentativi di rimpatrio degli esuli ritornò in voga la proposta dell'arruolamento nella Legione straniera. Non era richiesta nessuna dichiarazione d’identità, la paga era quella stabilita per la truppa francese: 2.000 franchi l’anno e la concessione della cittadinanza francese alla fine della ferma a quanti si fossero comportati bene. I volontari avrebbero prestato servizio nelle colonie francesi d’oltremare: Marocco, Levante o Tonchino. Proposta che era fatta con discrezione, nessuna pressione esercitata sul candidato, assumeva la caratteristica di consiglio dato a stranieri che non avevano una situazione stabile in Francia. Tutto ciò per evitare nuove rimostranze della sinistra. (La retirada. L'odissea di 500.000 Repubblicani spagnoli dopo la guerra civile (1939/1945) di Pietro Ramella)
  7. Narvick è una cittadina siderurgica, allora di importanza strategica per l'industria pesante nella Norvegia, e per questo occupata dai germanici e poi presa con un colpo di mano da truppe anglo francesi, grazie anche al fondamentale apporto della Legione Straniera, che fece da apripista con le squadre formate dagli antifascisti spagnoli, tra cui molti anarchici
  8. Alcuni nomi dei carro armati: Guadalajara (primo ad entrare), Teruel, Ebro, Madrid. I nomi spagnoli sono indicativi del legame tra Resistenza francese e antifascismo spagnolo, anche se tale rapporto fu poi negato dagli storici stalinisti e gollisti. (Si legga il capitolo: Il revisionismo storico di gollisti e stalinisti)
  9. <<Cinquemila rifugiati, decisi a riprendere le armi contro i tedeschi, si arruolarono nei "Battallions de Marche" della Legione Straniera Francese>> (da Guerra di Spagna, di Pietro Ramella, storico). [La cifra nel proseguo della seconda guerra mondiale sarà abbondantemente superata]
  10. Biografia di Victor Serge
  11. Biografia Carlo Cassola
  12. [4]
  13. [5]
  14. da epheman.perso.neuf.fr