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Ugo Mazzucchelli

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Ugo Mazzucchelli
Ugo Mazzucchelli (Carrara, 5 giugno 1903 - Carrara, 6 gennaio 1997) è stato un anarchico, antifascista e partigiano italiano. La sua lunghissima vita gli ha permesso di attraversare l'intero secolo XX° con tutte le sue lotte e tragedie, facendone un testimone diretto delle battaglie sociali e antifasciste sviluppatesi in Italia e in Europa.

Biografia[modifica]

Nato il 5 giugno 1903 nella città  che per certi versi viene considerata la patria dell'anarchia, cioè Carrara, Ugo Mazzucchelli si forma politicamente in un ambiente che immediatamente manifesta il suo antifascismo legato al conflitto tra i lavoratori del settore del marmo e la classe padronale delle cave e dell'industria che finanziava gruppi di squadristi organizzati appositamente per la repressione della classe operaia. I fascisti erano stati responsabili degli assalti alla camera del lavoro di Sestri Ponente (Genova) [1], difesa nell'occasione con tenacia dagli Arditi del Popolo.

La gioventù[modifica]

Appena diciottenne, il 9 giugno 1921, Mazzucchelli viene incarcerato, insieme ad altri giovanissimi compagni di Nozzano (frazione di Lucca), per essere stato trovato in possesso di armi che probabilmente avevano una funzione di autodifesa dagli attacchi degli squadristi fascisti[2], che, seppur con estrema difficoltà , proseguivano nella repressione degli antifascisti e nel proselitismo tra i lavoratori saltuari e/o disoccupati.

Gli anarchici sono tra i primi a contrastare militarmente l'ascesa del fascismo e le loro organizzazioni saranno quelle che riconoscevano, assieme a gruppi di socialisti massimalisti, le "squadre di autodifesa proletaria", chiamate Arditi del Popolo e costituite da ex combattenti ed Arditi d'Italia. Gli Arditi del Popolo applicavano tattiche militari assai efficaci contro i fascisti, spesso spalleggiati dalle stesse forze militari di Stato (un caso del tutto eccezionale fu quello di Sarzana, in cui il capitano dei carabinieri Guido Jurgens attaccò gli squadristi fascisti fianco a fianco degli Arditi del Popolo). Oltre ai fatti di Sarzana, Mazzucchelli, miliziano degli Arditi del Popolo, è presente alla Difesa di Parma del 1922, quando 350 Arditi, a comando del socialista internazionalista Guido Picelli e dell'anarchico Antonio Cieri, impartiscono ai fascisti di Balbo una ben più severa lezione di quella già  non trascurabile impartita loro a Sarzana.

C'é da dire che l'azione degli Arditi del Popolo non era ben vista da tutti i partiti antifascisti: il partito comunista (ma anche quello socialista), su ordine di Amedeo Bordiga, chiese ai suoi militanti di non entrare nell'organizzazione. Di posizione diversa fu Antonio Gramsci e anche la maggior parte dei militanti comunisti, che disobbedendo entrarono in gran numero negli Arditi del Popolo. Comunisti e anarchici in questa fase andavano abbastanza d'accordo (lo stalinismo solo in seguito riuscirà  a far versar sangue fratricida fra comunisti ed anarchici). Un esempio di questa coesione fu la protezione ricevuta dal comunista Francesco Leone, uno dei capi degli Arditi del Popolo di Novara e Vercelli, poi padre costituente parlamentare nonché sindacalista del partito comunista, che in un'intervista raccontò che non riusciva a comprendere come lui potesse tranquillamente passeggiare per le strade da solo e di notte, senza che i fascisti lo attaccassero, visto che era notorio che li aveva presi a revolverate...e non una sola volta. Dopo molti anni scoprì che era seguito da una squadra di anarchici che vigilava su di lui, formata in gran parte da operai decisissimi negli scontri con i fascisti[3].

Ugo Mazzucchelli dopo questi fatti, ed anche perché deve proteggere la sua famiglia che ha formato in giovane età , si trasferisce tra le montagne delle Apuane, vicino alle cave di Lorano, zona che ritroveremo quando Mazzucchelli, i suoi figli ed i compagni iniziano la Resistenza armata al fascismo nel 1943. Anche in pieno fascismo, Mazzucchelli manifesta la sua idea libertaria, pur se questo gli costa una certa precarietà  nel lavoro dato che i padroni delle cave erano restii ad assumere stabilmente un noto "sovversivo" che festeggiava il Primo Maggio non andando a lavorare [4].

La Resistenza[modifica]

Durante il regime fascista, l'isolamento riesce a proteggerlo da arresti e dal confino. Nella primavera del '44 Ugo Mazzucchelli e i suoi figli, Alvaro e Carlo, organizzano una Banda anarchica che si unisce alle altre già  attive (fra i comandanti vi è Ismaele Macchiarini che, dopo una serie di riunioni in diversi scantinati di Carrara, aveva deciso con i suoi compagni di andare in montagna ad organizzare la resistenza).

Catturato a causa dei continui rastrellamenti dei I nazifascisti, rischia di esser fucilato a Massa, ma riesce a salvarsi, e con lui altri carcerati, perché viene scambiato col figlio di un direttore di banca ostaggio di una squadra partigiana. Ritornato alla Brigata, si ritrova il problema delle SS di Walther Reder che imperversano nella zona con mezzi corazzati e macellano anche i civili, come successe a Sant'Anna di Stazzema [5] . Si forma a questo punto la brigata Gino Lucetti, nota poi col nome di Battaglione Lucetti, il cui obiettivo non è solo la caduta del fascismo e tanto meno il ritorno allo stato "democratico" borghese, ma soprattutto quello di creare le condizioni per innescare la rivoluzione sociale.

Il problema principale che attanagliava i miliziani del "Lucetti" è la tattica da adoperare contro i fascisti, visto soprattutto lo squilibro di forze in campo: «Bisogna puntare sugli attacchi di massa o sulla guerriglia fatta da piccole ed agili bande partigiane?». Questa è la domanda che si pongono Mazzucchelli e compagni, tenendo conto che i nazifascisti detenevano molti ostaggi e quindi occorreva anche pensare alla salvaguardia delle loro vite. Una volta giunto al comando del Battaglione Lucetti, che mai subirà  l'onta di essere battuto dai nazifascisti [6], Mazzucchelli opta per l'organizzazione ed il consolidamento del Lucetti, evitando però azioni insurrezionalistiche che innescherebbero rappresaglie nazifasciste ai danni della popolazione.

Per risolvere gli impellenti problemi economici, l'anarchico non si fa problemi a far pressioni su industriali del marmo, banchieri e tutti i ricchi della zona, affinché contribuiscano al finanziamento della lotta antifascista. Vista al momento la debolezza del CLN, sono quelli del Battaglione Lucetti e delle altre bande partigiane anarchiche ad assumersi questo compito, ricorrendo anche ai sequestri dei capitalisti più riottosi per costringerli a "metter mano al portafoglio". I finanziamenti recuperati saranno utilizzati per sostenere la Resistenza, finanziare l'ospedale dove vengono ricoverati i compagni feriti nei combattimenti e acquistare beni di prima necessità  da distribuire poi in svariare zone.

L'attività  partigiana nel carrarese è talmente incisiva che Carrara viene liberata nel novembre 1944, anche se dopo quattro giorni le "brigate" ripiegheranno per mancanza di mezzi e sussistenza [7]. I durissimi rastrellamenti che colpiscono i partigiani, costringono Mazzucchelli a rompere l'accerchiamento e riparare temporaneamente a Lucca. Egli racconta che in quel periodo ha l'impressione di essere "minacciato" anche da alcune formazioni comuniste, d'altronde le vicissitudini della Spagna sono troppo vicine per minimizzare il sospetto. Poi, nel marzo del '45, riesce a ritornare nel carrarese e forma una nuova Brigata, la «Michele Schirru» [8] e nell'aprile del 1945 le Brigate partigiane entrano a Carrara con gli alleati e finalmente la città  è definitivamente liberata. [9]

L'immediato dopoguerra: le cooperative[modifica]

Nell'immediato dopoguerra la frangia antifascista anarchica è focale anche per l'aiuto dato alla popolazione, principalmente attraverso la costituzione di una Cooperativa del Partigiano che si riproponeva l'obiettivo di osteggiare il mercato nero. A tal proposito la Cooperativa contava su 25 centri di vendita, dove i generi alimentari venivano distribuiti a prezzi molto bassi per non costringere le masse a rivolgersi a chi speculava sulla fame post-guerra. Intanto, caduto il fascismo, che aveva fatto strage del prezioso marmo statuario, i lavori nella cave sono quasi azzerati.

Poiché la vita di Carrara é incentrata sul marmo, Ugo Mazzucchelli fonda la Cooperativa edile Gino Lucetti che (auto)gestisce il lavoro di circa 1500 operai nonostante l'ostracismo del solito PCI, ormai asservito alla linea di Stalin e al discorso geopolitico delle "sfere di Influenza", che probabilmente intendeva accaparrarsi questo genere di lavori. La "Gino Lucetti" deve fronteggiare la concorrenza del gruppo Montecatini, che dopo essersi occupata dell'estrazione del marmo, attraversando indenne il ventennio, aveva dato vita ad un gruppo di false cooperative per accaparrarsi gli appalti per lavori pubblici.

La nascita della FAI e le istanze rivoluzionarie[modifica]

A Carrara, nei giorni compresi tra il 15 e il 19 settembre 1945, i sopravvissuti a fascismo, stalinismo, guerra di Spagna e repressione carceraria danno vita ad un congresso che sancisce la nascita della Federazione Anarchica Italiana. Tanti sono anche i giovani che la Resistenza armata al fascismo l'hanno intesa come propedeutica alla rivoluzione sociale. Come da tradizione, gli anarchici di Carrara sono in prima fila a portare la loro lunghissima esperienza di sindacalismo rivoluzionario, quale bagaglio di lotta per l'emancipazione della classe operaia.

Ugo Mazzucchelli e i suoi figli pensano che la loro sia la città  più adatta per mettere in atto le istanze rivoluzionarie. La situazione locale permette anche una buona disponibilità  di denaro, cosa non usuale per gli anarchici, sempre alla ricerca di fondi per attuare i propri progetti, che rende possibile anche organizzare convegni a cui invitare personaggi come Ugo Fedeli, Alfonso Failla, Umberto Marzocchi, il giovane Pier Carlo Masini, futura "memoria storica" dell'anarchia del XX° secolo, ecc.

In alcune situazioni tale impostazione darà  i suoi frutti, come nel caso di Alberto Meschi che in Emilia dirigerà  la locale Camera del Lavoro fino all'inizio degli anni 50, ma nella maggior parte dei casi gli auspici rivoluzionari si scontreranno col patto controrivoluzionario fatto dai "partiti parlamentaristi" (fatte sempre le solite debite eccezioni individuali o di correnti di partito che peraltro erano alquante isolate). Alcuni militanti del partito comunista, come quelli che confluirono nella Volante Rossa[10], oppure come Pietro Secchia, che confidava impropriamente nello stalinismo, da lui identificato con la rivoluzione proletaria. Queste correnti comuniste erano ben intenzionate a far sfociare la Resistenza in guerra rivoluzionaria, ma non comprendevano però che le mire di Palmiro Togliatti e Stalin in Italia erano diametralmente opposte alle loro (non a caso alla fine Secchia si scontrò con Togliatti ed alla fine fu messo ai margini del partito). [11]

Le associazioni partigiane[modifica]

Quando Ugo Mazzucchelli diventa titolare di un importante concessionario per la cavatura del marmo, i suoi interessi diventano teoricamente antagonisti delle istanze dei lavoratori, tuttavia il suo interesse primario è sempre quello di preservare la Lotta Antifascista. Per questo nel 1963 fonda la sezione di Carrara della Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane (FIAP), associazione decisamente orientata a sinistra ma sostanzialmente con dirigenza appartenente all'ex Partito d'Azione, che a partir da Carlo Rosselli [12] in Spagna, per arrivare alle vicende di Emilio Canzi, comandante unico della XIII zona operativa, avevano quale riferimento il Partito d'Azione, senza che però venisse meno il rispetto reciproco e la collaborazione fra anarchici e Liberalsocialisti.

Colonna commemorativa dell'anarchico Bresci
Nella zona delle Apuane l'interazione è così sviluppata che FAI e FIAP sembrano quasi sovrapporsi e questo grazie al carisma di Ugo Mazzucchelli, dirigente di entrambe le organizzazioni e stimatissimo per l'atteggiamento responsabile avuto durante la resistenza.

Il monumento a Gaetano Bresci e la collaborazione con Carlo Cassola[modifica]

Negli anni '70 Mazzucchelli riprende la collaborazione con lo scrittore Carlo Cassola, pacifista impegnato in una lotta che finalizzata al disarmo internazionale, da cui scaturisce la fondazione della Lega per il Disarmo Unilaterale. Intanto, non senza scontrarsi con i pretestuosi ostacoli posti dai rappresentanti dello Stato, riesce dopo molti anni a posizionare un cippo di marmo in ricordo a Franco Serantini, ucciso dai poliziotti a Pisa nel maggio 1972 quando aveva appena venti anni. Ma il caso più duro da digerire per lo Stato è il monumento a Gaetano Bresci, che scatena la rivolta dei reazionari italiani; la magistratura fornisce sentenze contraddittorie in merito, ma Mazzuchelli indice nel 1985 un convegno a cui invita importantissimi storici che chiariranno le responsabilità  e le pesantissime repressioni a danno della classe proletaria sotto il regime umbertino: il monumento a Gaetano Bresci rimarrà  dov'era.

Il periodo più recente[modifica]

Alla fine degli anni '80 Ugo Mazzucchelli propone di ammodernare alcune linee guida in relazione alla tradizione anarchica, tacciate però dal movimento anarchico come "moderate" e "mediatrici" con la democrazia borghese, che lo porteranno a doversi dimettere dalla FAI [13].

Ugo Mazzucchelli muore a Carrara il 6 gennaio 1997.

«Perseguitato e costretto alla semiclandestinità  nel periodo fascista. Organizzatore di formazioni anarchiche partigiane, fondatore della Cooperativa del Partigiano, a Carrara è attivo nell'espropriazione dei possidenti locali per il finanziamento del CNL cittadino, per la ricostruzione della città  e delle organizzazioni dei lavoratori. Tra i suoi tanti meriti vi è certamente anche quello di essere stato uno degli artefici dell'affrancamento del movimento anarchico italiano dal controllo degli anarchici individualisti de "L'Adunata dei Refrattari", con la loro espulsione al congresso di Livorno nel 1965, che ridette vita all'iniziativa di classe dell'anarchismo» (Ricordo della FdCA, Alternativa Libertaria, febbraio 1997).

Note[modifica]

  1. Difesa_della_Camera_del_Lavoro_di_Sestri_Ponente
  2. Articolo Corriere della Sera
  3. «[...] Vedi, c'era un gruppo di anarchici. Qui c'era stato Luigi Galleani, che era stato in America e per un certo periodo poi era stato anche qui. Anzi, io credo che questo gruppo di anarchici si chiamasse il gruppo Galleani. E questo gruppo era composto da elementi molto decisi, molto decisi. Ricordo, per esempio, dopo quella lotta lì con i fascisti, io son sempre uscito tutte le sere, nonostante che ci fossero sempre scontri, una volta mi hanno anche sparato da un viale: a pochi metri di distanza non m'hanno preso. Ebbene, questi anarchici, a mia insaputa, dopo questo atto, si distribuivano la notte nei giardini proprio a mia difesa, senza che io neanche lo sapessi. [...]» (Intervista rilasciata a Cesare Birmani storico e studioso antifascismo)
  4. Da un'intervista del Corriere della Sera: «Il fascio aveva abolito la festa dei lavoratori, ma io e pochi altri che la pensavano come me continuavamo a celebrarla. E sa come? Rifiutandoci di lavorare. Il padrone ci denunciò, stilò un elenco e lo spedì in questura»
  5. Il rabbino Elio Toaff in una intervista televisiva, disse «"Chi non ha visto potrebbe anche non crederci"»
  6. Maurizio Maggiani nel suo libro Il Coraggio del pettirosso, rivela che nessun nazifascista riuscì a portare a velle incatenati i miliziani del Battaglione Lucetti, solo i carabinieri ci riuscirono dopo la Liberazione.
  7. È da sottolineare che il generale Alexander invitò le bande partigiane ad auto-sciogliersi in vista dell'inverno, ma la sua preoccupazione non fu certo per i partigiani, bensì egli voleva che la Liberazione formalmente fosse fatta dagli alleati, togliendo quindi ogni merito alle Brigate partigiane. Questo avverrà  anche in molte altre città , fra le quali Genova: prima della liberazione della città  ligure, alcune colonne partigiane che scendevano dalla montagna, disobbedendo agli ordini degli americani, furono bombardate dagli stessi, ma nonostante tutto la città  ligure verrà  comunque liberata dalle colonne partigiane che riuscirono ugualmente a confluire in città 
  8. Michele Schirru, condannato a morte per aver pensato di uccidere Mussolini, é uno dei pochi casi in cui la chiesa, attraverso l'«Osservatore Romano», critica il regime sottolineando che si fucilava la gente per le idee
  9. Poco prima l'anarchico Romualdo Del Papa, miliziano in Spagna e poi mediatore verso i partiti antifascisti, aveva costituito una nuova formazione a cui aveva data pure a questa il nome di «Gino Lucetti». Romualdo Del Papa nello specifico era quello che aveva guidato la banda che aveva preso le armi, nell'immediato dell'8 settembre del 1943, ai soldati Italiani della caserma Dogali di Carrara prima che le armi fossero prese dai tedeschi e con tali armi si erano equipaggiate le rime bande partigiane di montagna.
  10. La Volante Rossa ebbe forse la copertura del prefetto di Milano, proveniente dalle bande partigiane del Partito d'Azione, poi esautorato dall'incarico. Approfondimenti: La Volante Rossa di Cesare Bermani
  11. Stesso discorso vale per il comunista Gaetano Perillo, capo degli Arditi del Popolo di Genova che, seppur abbastanza avanti negli anni, rientrò nei ranghi del partito seguendone la linea in modo critico. Il PCI abbandonò al loro destino tanti di questi militanti, alcuni dei quali dovettero subire la repressione dello Stato.
  12. Carlo Rosselli e Camillo Berneri due vite parallele di Massimo Ortalli
  13. Approfondimento di questo periodo e della vicenda di Mazzucchelli si trovano in A come anarchia o come Apua anarchico a Carrara Ugo Mazzucchelli, Quaderni della FIAP, Carrara, 1987 di Rosaria Betolucci. Altra documentazione importante si trova in Testimonianze. Carrara e i suoi monumenti. La forza della ragione e le sue evoluzioni proprio di Mazzucchelli. Per il perido della Lotta Partigiana Gli anarchici nella resistenza apuana di Gino Cerrito, Gli anarchici italiani nella lotta contro il fascismo Pietro Bianconi ed anche A proposito di Ugo Mazzucchelli, Umanità  Nova di Claudio Venza

Bibliografia[modifica]

  • Rosaria Bertolucci, "A" come anarchia o come Apua: un anarchico a Carrara : UgoMazzucchelli Pubblicato da Federazione italiana associazioni partigiane, 1988
  • Gaetano Manfredonia, La Resistenza sconosciuta: gli anarchici e la lotta contro il fascismo: i giornali anarchici clandestini: 1943-1945 Pubblicato da Zero in condotta, 1995
  • Voline, Ugo Mazzucchelli, La rivoluzione sconosciuta Pubblicato da Franchini, 1977
  • Piero Calamandrei, Il Ponte Pubblicato da La Nuova Italia, 1957
  • Ugo Mazzucchelli, Testimonianze: Carrara e i suoi monumenti Pubblicato da Tipografia Catelani di Carrara, 1993

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]