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Walter Bond

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Walter Bond

Walter Edmund Bond (Abdul Haqq) (Iowa, USA, 16 Aprile 1976) è un anarchico e antispecista americano, condannato a 12 anni e 3 mesi e attualmente detenuto per aver dato alle fiamme una fabbrica di pelli e pellami in Colorado e per altri due roghi a Salt Lake City, nello Utah.

Cenni biografici[modifica]

Walter Bond nasce il 16 Aprile 1976, in Iowa. Fin da molto giovane, dalla partecipazione alle scuole elementari, manifesta avversione e disprezzo verso l'autorità . La famiglia è molto movimentata e subisce alcuni sconvolgimenti: quando Walter ha 12 mesi i genitori si separano (il padre biologico Mark Zuehlke, veterano dal Vietnam, ha problemi di cocaina, metanfetamina e coinvolgimenti nella criminalità ) e lui si separa dai due fratelli Guthrie e Trapper (che rincontrerà  in seguito). Il nuovo padre di Walter diventa James L. Bond, uomo con problemi legati all'alcoolismo che ben presto si separerà  dalla madre di Walter. Oltre che mostrarsi sensibile al tema della liberazione animale, Walter è anticapitalista e un anarchico "di strada". Ciò lo porta ad avvicinarsi al movimento Straight Edge, e a uno spirito di rifiuto verso la droga, l'alcool e il disordine dello "svago" della società : pochi anni prima del rogo dell'industria di pellami, Walter da fuoco al covo del più grande spacciatore di metanfetamine della sua città , azione che gli costa 4 anni di prigione, anni in cui non riceverà  alcun sostegno né riconoscimento né dal movimento Straight Edge, né da nessun precedente amico. Rimarrà  deluso dopo il rifiuto rivoltogli dal movimento Straight Edge[1] nell'accettare il veganismo e la vita drug-free.[2] Nonostante ciò la band Earth Crisis, nota per la militanza vegan e Straight Edge, dedica a lui e a questa sua azione la canzone To Ashes [3].

L'inizio dell'esperienza antispecista[modifica]

Un volantino VFL (Vegan For Life) distribuito indipendentemente da Walter Bond

L'inizio dell'esperienza antispecista di Walter Bond avviene nell'inverno 1995 (19 anni), quando ottiene un lavoro per un'azienda chiamata Dakota Mechanical, il cui compito è quello di costruire mattatoi nel Midwest, principalmente in Iowa (il più grande produttore di maiale degli Stati Uniti). La sua vita viene sconvolta da un impiego per costruire una estensione per il pavimento di macellazione della struttura della IBP a Perry in Iowa. Essendo la struttura già  attiva e funzionante, Walter lavora a stretto contatto con sangue e carcasse di maiali ed è costretto a convivere per molte ore al giorno con gli odori e le grida degli animali macellati. Dopo questa esperienza e la scoperta della sua sensibilità  nei confronti degli animali (a differenza dei colleghi di lavoro), si licenzia immediatamente e diventa vegan.[4]

Dal momento in cui diventa vegan, rivolge anche il suo impegno all'attivismo legale: si impegna assiduamente in partecipazioni e collaborazioni con alcuni gruppi animalisti (con alcuni di questi avrà  anche molte controversie, per via della chiara loro manifestazione di welfarismo e collaborazionismo) e in volantinaggio, scrivendo talvolta su un blog e fondando un piccolo gruppo, Vegan for Life.

L'arresto[modifica]

Viene arrestato il 23 luglio 2010 e condannato l' 11 febbraio 2011 a 5 anni di carcere e 3 anni di libertà  vigilata, dopo essere stato ritenuto (ed essersi dichiarato) colpevole di aver incendiato l'azienda produttrice di pellami Sheepskin Factory a Glendale, nel Colorado. L'intera vicenda è dovuta alla collaborazione del fratello di Walter con le autorità , che ha aiutato l'FBI esponendo testimonianze e sospetti che il fratello potessere essere responsabile di questo attacco e di altri due nello Utah (incendi dolosi della Tandy Leather Factory e Tiburon).[5]

Poco dopo la sua incarcerazione, accetta l'incarico di Press Officer del NAALPO (North American Animal Liberation Press Office)[6] e pubblica periodicamente saggi e articoli. Ha espresso la volontà  di scrivere due libri per "liberare, educare ed agitare" una volta conclusi tutti i procedimenti giudiziari. Nel dicembre 2011 è stata pubblicata una raccolta di tutti quanti i suoi saggi e articoli fino al secondo processo in Utah sotto forma di libro, intitolato Always Looking Forward.[7]

Il 6 luglio 2011, essendosi dichiarato responsabile delle azioni firmate Animal Liberation Front a Salt Lake City (Utah), ha firmato un patteggiamento [8] per la riduzione della pena al minimo, sostenuto da un flusso di lettere indirizzate al giudice Ted Stewart [9], che ha fissato inizialmente la sentenza il 9 settembre (successivamente spostata al 13 ottobre[10]).

La sentenza pronunciata in tribunale il 13 ottobre 2011 per i due roghi nello Utah, condanna Walter Bond a 87 mesi di carcere che, sommandosi ai 5 anni per la Sheepskin Factory, arrivano a un totale di 12 anni e 3 mesi[11].

Dopo la sua carcerazione ha manifestato le sue idee contrarie all'aborto [12] e, successivamente, ha dichiarato di essersi convertito alla fede islamica[13].

Il 16 febbraio 2013, Walter Bond ha rilasciato un'intervista nel corso della quale ha dichiarato di aver rivisto completamente le proprie considerazioni in merito all'aborto. L'avvicinamento a tematiche anarco-femministe lo ha portato a riflettere maturando un punto di vista diametralmente opposto a quello adottato precedentemente: da "pro-life", è ora "pro-choice". Nel corso della stessa intervista (consultabile all'indirizzo Walter Bond Interview), Lone Wolf ha annunciato di aver abbandonato la fede islamica, alla quale si era avvicinato complice la solitudine e l'alienazione della carcerazione. Il 5 agosto 2014, Walter ha annunciato il proprio riavvicinamento all'Islam, proclamando la Shahada (dichiarazione di fede) e accettando definitivamente il nome Abdul Haqq (servitore della verità ).

Estratti dagli articoli[modifica]

Walter Bond

Sull'ALF[modifica]

«Quando penso all'Animal Liberation Front, quello che provo è un sentimento, non un pensiero. È il sentimento di autentica solidarietà  che intercorre tra tutti gli attivisti ALF. Il fatto che non conosca personalmente nessuno di loro non lo indebolisce, lo rende solo più forte. Il fatto che proveniamo da Paesi diversi, parliamo lingue diverse e probabilmente abbiamo opinioni diverse su tanti argomenti non lo indebolisce, lo rende ancora più forte! Perché il significato profondo di questa sorellanza e fratellanza sono le nostre azioni per la liberazione animale, quali che siano gli ostacoli sul nostro cammino. E prima di tutto, ci siamo auto-liberati.» (da SEMPRE ALLERTA!)

"ALF Lone Wolf"[modifica]

Walter Bond, nei suoi atti di sabotaggio economico quali i roghi alle aziende per i quali è incriminato, ha sempre agito da solo: a ciò si deve la sigla "Lone Wolf" con cui ha firmato le sue azioni. Questa scelta è dovuta, oltre che alle circostanze e alla sua storia di attivista, anche alla necessità  di motivare all'azione solitaria (che reputa la migliore, nelle pratiche di sabotaggio economico) e di trasmettere il messaggio che una persona da sola può fare molto, più velocemente e, con un potere decisionale assoluto senza vincoli di altri membri, meglio. Nell'intervista rilasciata al Press Officer Nicoal Sheen [14] e in quella rilasciata a NIO [15] Walter Bond sottolinea il significato e l'importanza dell'agire da soli per il sabotaggio economico e la Liberazione Animale:

«[...] Doing things yourself is a surefire way to know what's getting done. If every individual vegan and AR activist did that instead of waiting for a group to do it for them, animals would be saved by the millions instead of thousands(da NAALPO Interview with ALF POW Walter Bond)
«[...] Fare le cose da soli è il modo migliore per sapere cosa si sta facendo. Se ogni individualità  vegan e ogni attivista per i diritti animali lo facesse invece di aspettare qualcuno che faccia le cose per lui, gli animali verrebbero salvati a milioni, invece che a migliaia»
«[...] I used the name "Lone Wolf" to convey the message "hey, look what one person can do!" I was trying to forward a principle of action and empower others.» (da NIO Interviews the Lone Wolf: Go Vegan and Break Something!)
«[...] Ho usato lo pseudonimo "Lone Wolf" per trasmettere il messaggio:"hey, guarda cosa può fare una persona sola!" Ho cercato di promuovere un principio di azione e di incoraggiare gli altri»

Abolizionismo[modifica]

Walter Bond, attraverso i suoi scritti, tratta il tema della liberazione animale sotto molti aspetti; scritti attraverso i quali traspare la concezione di animalismo e di attivismo per la Liberazione Animale, essenzialmente abolizionista[16], e la critica verso la corrente collaborazionista, corrente che Bond indica come servile, inutile e ipocrita; non manca anche di criticare gli "pseudo-abolizionisti", descritti da lui come falsi, elitari, pretenziosi e diffidenti (lo afferma soprattutto alla luce del fatto che al suo processo, su molti attivisti che hanno promesso sostegno, se ne sono presentati solo dieci):

«La diffidenza, la pretenziosità , l'elitarismo di molti cosiddetti vegani, anarchici ed ambientalisti radicali sono il motivo per cui le prospettive e i numeri di questi “movimenti” non cresceranno mai. È già  abbastanza dura sacrificare la tua incolumità , la tua libertà , la tua sicurezza, per gli altri. Ma è difficile il doppio se il messaggio che passa agli aspiranti guerrieri è che se non ti conformi alla melma politica, verrai demonizzato dai tuoi “compagni” come potresti aspettartelo da FOX News (addirittura peggio). Sono le masse riottose che abbattono ogni forma di oppressione, non piccoli gruppi di intellettuali ed esperti di scienze politiche!» (da La Lotta Continua!)

Walter Bond, tuttavia, non vuole escludere che l'attivismo abolizionista e sincero sia anche legale (purché non sia caratterizzato da servilismo), ma tiene a sottolineare che nessuna "lotta" degli attivisti sopra citati sarà  mai paragonabile neppure lontanamente alla vita di un animale liberato.

Veganismo e azione[modifica]

Uno dei temi esposti da Walter Bond è quello del "veganismo e azione"; trattandolo, rende spesso le righe come "risposta" a coloro che credono che essere vegani sia la soluzione allo sfruttamento animale:

«Non prendere parte al massacro è chiaramente il primo passo, ma il tuo veganismo non sta salvando nessuna vita. La popolazione umana è in crescita, nel momento stesso in cui tu ed io diventiamo vegani, 100.000 bambini vengono educati ad ingozzarsi di cadaveri. E il veganismo non ti rende automaticamente un attivista, questo può farlo solo l'entrare in azione. Ad esempio, io non sono uno stupratore, non lo sono mai stato, non lo sarò mai. Ma non sarebbe forse disonesto da parte mia presentarmi come un attivista contro lo stupro? Beh, se è così semplice essere attivista anche in tema di diritti umani, allora sono un attivista contro le molestie sui bambini, sono un attivista contro la violenza domestica. In effetti, sono così tanti i crimini di cui non sono complice che sto risolvendo tutti i problemi del mondo senza muovere un dito?»
«Chiaramente, se reputi deplorevole un comportamento o un sistema, il minimo che puoi fare è non appoggiarlo.» (da In Difesa della Resistenza Clandestina)

Sempre riguardo al veganismo e l'azione, Walter Bond tiene a sottolineare che il veganismo dev'essere un imperativo morale, e non importano le condizioni in cui lo sfruttamento e la prevaricazione sugli animali avvengono, l'importante è il fatto stesso che sfruttamento e prevaricazione avvengano:

«Da un punto di vista elementare, è moralmente sbagliato utilizzare il cadavere o altri prodotti dello sfruttamento di qualsiasi essere che abbia interesse a vivere libero dalla schiavitù e dalla sofferenza; le circostanze entro cui eserciti questa prevaricazione non contano(da Potere Vegano!)

Arriva quindi anche a criticare, sempre in funzione dello sfruttamento animale, uno degli stili di vita considerati più rivoluzionari dal punto di vista socio-alimentare: il freeganismo:

«Consumare i prodotti della schiavitù animale è moralmente offensivo sia che tu lo faccia dallo scaffale di un supermercato, sia prendendoli da un cassonetto. Mangeresti i cadaveri smembrati di qualche bambino se te li trovassi nella spazzatura?
[...] Non li mangeresti semplicemente perché è sbagliato partecipare alla loro riduzione ad oggetti per qualsiasi ragione che non sia lo star morendo di fame.»
«Lo specismo si manifesta sotto molteplici forme passive, la prima di tutte nella nostra società  dei consumi è il “freeganismo”. Siamo vegani perché il problema è intrinseco all'utilizzo degli animali, non riguarda semplicemente le modalità  di questo sopruso.» (da Potere Vegano!)

Il fine dell'attivismo[modifica]

Tutti i temi che tratta direttamente e non Walter Bond, fanno capire quanto per lui la "Liberazione Animale", fine ultimo, sia correlata e indiscindibile al rovesciamento dell'attuale stato di cose (garante della relazione che interessa buona parte del pensiero libertario, ossia il tutt'uno costituito, per molti, dall'anarchismo e antispecismo, o meglio della necessità  di estirpare qualsiasi tipologia di dominio dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sull'animale e sulla natura); non a caso Walter Bond afferma che la sua esperienza e attuali stile di vita e convinzioni, derivano dalla sua ricerca dell'anarchia; non esita a chiamarsi anarchico e a trovare e vedere in modo critico le punte "elitarie" e i dibattiti teorici in questo movimento:

«Sono un anarchico.
Non quel tipo di anarchico un po' hippie e politicamente corretto.
Non sono un anarchico intellettualoide.
Leggere i dibattiti teorici delle varie fazioni anarchiche non mi è mai interessato più di tanto. Sono un insurrezionalista, un riottoso. Perché? Perché è così che sono fatto, da sempre. Quando ero un bambino e frequentavo la scuola materna, ricordo un colloquio genitori/insegnanti nel corso del quale la maestra disse a mia madre che ero un bimbo brillante, ma con un serio problema con l'autorità , e che un giorno questo mio atteggiamento mi avrebbe fatto finire nei guai. Aveva ragione, e così è stato.
[...]Quando i miei professori facevano le domande e i miei compagni rispondevano in coro, io me ne stavo nell'ultimo banco a leggere cose sui dinosauri, la mitologia e l'astronomia. Mi sentivo sollevato a sapere che erano esistiti luoghi e tempi così lontani...lontani dall'educazione ariana di una cittadina dell'Iowa...luoghi e tempi in cui gli umani non erano il centro dell'universo.» da (Resistere per Esistere!)

Dichiarazione finale alla corte (13-10-2011) [11][modifica]

«Mi trovo qui in quest'aula per gli incendi che ho messo in atto contro la Tandy Leather Factory di Salt Lake City e il ristorante Tiburon di Sandy nello Utah, che serve sui suoi tavoli l'abominio di crudeltà  detto fois gras. L'accusa vorrebbe darmi il massimo della pena non tanto per i miei “crimini”, quanto piuttosto perché non mi piego alla loro autorità . Qualcosa mi dice che se anche chiedessi scusa, questa corte non mi mostrerebbe alcuna pietà . Quindi anziché strisciare in ginocchio nel tentativo di salvarmi il culo, come molti fanno in situazioni del genere, permettetemi di dire per cosa sono realmente dispiaciuto.
Chiedo scusa perché quando avevo 19 anni ho contribuito a costruire due mattatoi che stanno uccidendo animali anche in questo preciso istante. Sono dispiaciuto perché la Tandy Leather vende pelli strappate dalle carcasse talvolta ancora agonizzanti di animali come mucche, struzzi, conigli, serpenti e maiali. Mi dispiace che le concerie di pellami che servono la Tandy Leather Factory inquinano la Terra con i loro veleni chimici. Mi dispiace che il ristorante Tiburon si arricchisca sull'ingozzamento a morte di oche e anatre i cui fegati vengono serviti alla gente ricca come paté da spalmare sul pane o sui crackers. Sono dispiaciuto perché si arricchiscono sui cadaveri mutilati di animali un tempo selvaggi ed esotici. Mi dispiace che viviamo in un'epoca in cui puoi stuprare un bambino o massacrare una donna e ricevere pene più lievi rispetto a quelle inflitte a un attivista per la liberazione animale che ha agito contro la proprietà  senza ferire anima viva.
Mi dispiace che mio fratello fosse così oppresso dai debiti da prendere un volo Iowa-Colorado appositamente per registrare le nostre conversazioni e venderle all'FBI. Mi dispiace di avere un legame biologico con un traditore insignificante come lui. Chiedo scusa per aver aspettato tanto prima di diventare un attivista ALF. Per tutte queste cose proverò sempre un certo rammarico. Ma per quanto riguarda gli incendi, non ho assolutamente nessun rimorso.
Ho capito che le leggi di questo Paese sono dalla parte di quelle aziende che traggono profitto dallo sfruttamento degli animali. Un tempo quelle stesse leggi favorivano i possidenti terrieri bianchi che schiavizzavano i neri nelle coltivazioni. Favorivano quei mariti che disponevano delle loro mogli come se fossero oggetti. Quelli che infrangevano la legge e danneggiavano la proprietà  per combattere queste forme di oppressione venivano chiamati “terroristi” e “fanatici”, ma ciò non ha impedito alla società  di progredire lungo il sentiero tracciato dalle loro rivolte.
Quindi oggi il cattivo di turno sono io. È solo una questione di prospettiva. Chissà , forse verrà  il giorno in cui avremo una società  in grado di comprendere che la vita e la Terra sono più importanti che i prodotti della morte e della crudeltà . E se anche non fosse, al diavolo comunque! Che i miei detrattori e i miei sostenitori mi considerino un guerriero per la libertà  o uno piromane psicopatico, per me non fa nessuna differenza. Ho passato anni a promuovere, supportare e lottare per la Liberazione Animale. Ho visto con i miei occhi le vittime dell'ingiustizia umana, e quello che ho visto è sangue, orrore e violenza! Ho promesso a quegli animali e a me stesso che avrei lottato per loro in tutti i modi possibili. Non mi pento di nulla, e mai lo farò!
Potete prendervi la mia libertà , ma non mi sottometterò mai a voi.»

Un'immagine raffigurante l'edificio ormai bruciato dell'azienda di pellami Sheepskin Factory

Critiche[modifica]

Sono state mosse delle critiche all'abolizionismo e a Walter Bond da alcuni antispecisti nell'opuscolo Per una critica all'abolizionismo | Per la Liberazione Animale[17]. La critica all'abolizionismo (che viene così definito nella critica: «l'eliminazione di una determinata legge, e ciò è possibile solo attraverso un referendum abrogativo»), consiste nel prendere le distanze da questa corrente identificata in Gary Francione, Egualdad Animal-Animal Equality (organizzazione autrice di diverse liberazioni a volto scoperto) e appunto Walter Bond: i punti della critica sono:

  • Walter Bond si definisce anarchico insurrezionalista («sulla prima posizione non ci pare ci sia alcunché da dire...è abbastanza esplicita e miserabile senza aggiungere altro»).
  • Walter Bond ha affermato che l'attivismo abolizionista sincero può essere anche legale, purché non caratterizzato da servilismo, il che viene visto come contraddizione con il primo punto.
  • Walter Bond «esprime una sorta di sacrificio (la nostra libertà  per quella degli altri animali) senza comprendere che la loro libertà  è anche la nostra e quindi lottare per la liberazione animale significa lottare per la nostra stessa liberazione».

Si prende però anche atto positivamente della sua capacità  ad agire senza attese e mediazioni, dell'analisi critica degli scritti, della tenacia con cui sta affrontando la repressione e del fatto che non si sia mai dissociato dall'azione diretta.[18]

Posizioni antiabortiste[modifica]

Walter Bond ha espresso posizioni antiabortiste in un articolo pubblicato il 14 novembre 2011[12]. [12]. Questa presa di posizione ha suscitato lo stupore di una parte del movimento antispecista e anarchico, in particolare emerso dopo l'Assemblea per l'Azione Antispecista, dalla quale è uscito un comunicato[19]. La posizione viene vista come frutto «delle più vili tendenze del conservatorismo cristiano, mescolate con un po' di presupposto antirazzismo ed ecologismo», nonché come una posizione sessista, poiché promuove la repressione contro le donne e il loro diritto a vivere una vita scelta e non indotta.

Walter Bond conclude il suo articolo scrivendo:

«These are my basic beliefs concerning a Vegan pro-life ethic and also a basic tenet of Vegan Hardline. It is what it is. If you disagree it’s because you are wrong. You should adjust your worldview and actions and become right.»
«Questo è ciò che sostanzialmente penso riguardo a un'etica vegan a favore della vita e riguardo anche a un principio basilare del veganismo "hardline". Questo è quanto. Se non sei d'accordo con me, hai torto. Dovresti quindi riadattare le tue posizioni e le tue azioni per entrare nel giusto.»[12]

In risposta a quanto scritto nella frase conclusiva dell'articolo, nel comunicato dell'Assemblea per l'Azione Antispecista si legge:

«Una volta che Bond, alla fine della sua presa di posizione, ci dice che se non siamo d’accordo con lui è perché abbiamo torto, gli rispondiamo che non abbiamo bisogno di un nuovo messia, e ancor meno uno che promuove la repressione contro le donne. È un paradosso, da parte di chi ha dedicato la sua vita alla liberazione di animali non umani, il non comprendere il diritto delle donne alla loro autodeterminazione. La nostra risposta all’etica "hardline" di Walter è il ritirare la nostra solidarietà .»


Revisione delle posizioni antiabortiste[modifica]

Durante un'intervista rilasciata da Walter Bond e pubblicata il 16 febbraio 2013 sul sito Profanexistence, l'attivista ha annunciato di aver mutato opinione in merito all'aborto: «I have recently begun to educate myself on feminism and in particular anarcha-feminism. The more I learn the more I feel like an ass for having displayed such an idiotic and disconnected view of abortion in the first place.» («Recentemente ho cominciato ad interessarmi di femminismo e in particolare di anarco-femminismo. Più apprendo in merito, più mi sento un idiota per la visione stupida e sconnessa che avevo dell'aborto»). «My limited comprehension of abortion as an issue was from this two dimensional idea that ‘if I am going to care deeply about the rights of shrimp, then I should care about the rights of a fetus’. This was a complete absent reference to the fact that this whole issue takes place inside a woman’s body and that there is a more complex issue of rights to be observed.» («La mia comprensione limitata dell'aborto come tematica nasceva dall'idea bidimensionale per cui 'se do tanta importanza ai diritti di un gamberetto, devo dedicare lo stesso impegno ai diritti dei feti'. Ciò che per me ha sempre rappresentato un referente assente è il fatto che l'intera questione si svolge all'interno del corpo di una donna e che l'argomento dei diritti è ben più complesso da affrontare.»). [20]

Articoli e saggi [21][modifica]

Di seguito vengono elencati alcuni saggi e articoli scritti da Walter Bond dal carcere tradotti in italiano (in ordine cronologico):

Note[modifica]

  1. Il simbolo di appartenenza al movimento Straight Edge è una X tatuata sul dorso della mano: questo deriva dal fatto che era un segno di riconoscimento che i minorenni dovevano portare per essere riconosciuti dai baristi, che rifiutavano di servire loro alcoolici; costituisce quindi il legame del movimento con il rifiuto di bere alcool e assumere stupefacenti.
  2. X To Whom it may Concerne X
  3. EARTH CRISIS - To Ashes (OFFICIAL VIDEO)
  4. Perchè sono Vegan
  5. SEMPRE ALLERTA!
  6. North American Animal Liberation Press Office - Press Officers [1]
  7. d Walter’s Book is Now Available: Always Looking Forwar
  8. Il testo del patteggiamento[2]
  9. Time for Action! Walter Bond Asks you to write to the judge TODAY! [3]
  10. Attend Walter Bond's October 13th Sentencing in Salt Lake City!!
  11. 11.0 11.1 Dichiarazione Finale alla Corte (secondo processo, Utah) - Walter Bond
  12. 12.0 12.1 12.2 12.3 An Official Statement About Abortion [4]
  13. Il prigioniero animalista Walter Bond si è convertito all'Islam
  14. NAALPO Interview with ALF POW Walter Bond [5]
  15. NIO Interviews the Lone Wolf: Go Vegan and Break Something! [6]
  16. Critica all'abolizionismo [7]. Vedi anche le critiche
  17. Il testo
  18. Leggi l'opuscolo. Per approfondire, vedi anche [8] (documento indipendente dalla critica) e [9]
  19. Atene: Comunicato dell’Assemblea per l’Azione Antispecista [10]
  20. Intervista a Walter Bond (in inglese)
  21. Vedi la raccolta di saggi tradotti in italiano da Empatia Militante a cura dello Spazio Anarchico Underground

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]