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Mazzini Society

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Testata dello storico giornale di Carlo Tresca attraverso cui denunciò le "malefatte" dei fascisti riciclati
La Mazzini Society é stata un'associazione di antifascisti italo-americani, fondata a New York nel 1939, che si oppose al fascismo partendo da principi social-liberali.

Fondazione e principi[modifica]

«Era una società  piena di tensioni. Ogni cosa diventava motivo di grandi discussioni. Si discuteva molto del programma politico, naturalmente, ma anche le cose minori erano motivo di litigi e di discussioni. Per esempio, il distintivo. Cosa mettiamo sul distintivo della Mazzini Societyì Chi voleva la testa dell'Italia turrita, chi Garibaldi, chi Mazzini. A un certo punto Salvemini perse la pazienza e gridò, con il suo fortissimo accento pugliese: "Che cosa volete metterci se non Mazzini? Ci volete mettere una donna nuda?!". Le agitazioni si calmarono e la testa di Mazzini fu il distintivo e il simbolo della nostra associazione». [1]

La Mazzini Society si costituisce nel 1939 a New York per merito soprattutto di Gaetano Salvemini [2]. Fortemente ostili alla monarchia, i personaggi più importanti sono stati un gruppo di repubblicani e di militanti di Giustizia e Libertà : Lionello Venturi, Randolfo Pacciardi, Michele Cantarella, Aldo Garosci, Carlo Sforza, Alberto Tarchiani, Max Ascoli, Roberto Bolaffio, Renato Poggi, Giuseppe Antonio Borgese.

L’associazione nasce come organismo “democratico borghese”, non influenzabile dai partiti e apertamente ostile a fascisti e comunisti, per questo in principio i militanti sono intenti a mantenere l’unitarietà  dei militanti in nome del comune antifascismo e anticomunismo.

Inizialmente la Mazzini Society si occupa soprattutto della raccolta di fondi per i fuoriusciti antifascisti italiani, caratterizzandosi come semplice aggregazione di intellettuali della "sinistra" più o meno moderata. In seguito diventa un vero e proprio organismo di aggregazione delle forze antifasciste italo-americane e di indirizzo di queste verso i “principi democratici”: il cambiamento sostanziale si ha a partire dal 14 giugno 1940, quando Max Ascoli entra nella "società ", divenendone presidente qualche mese dopo, e si impegna per trasformarla in un gruppo di collegamento tra antifascisti e governo americano. Per questo, dalla fine del 1940, la Mazzini Society penetra negli ambienti sindacali italo-americani che sono allineati alla linea poliitca di Roosvelt, tra questi Luigi Antonini che poi ritroveremo più avanti quale acerrimo "nemico" di Carlo Tresca.

Per Ascoli, e quindi anche per il governo federale, l'associazione é solo un mezzo propagandistico da usare tra gli italo-americani per diffondere la politica roosveltiana e far accettare gli obiettivi che si prefiggono gli americani con l'entrata in guerra (a partire dal 1941 la Mazzini Society si doterà  anche di un periodico propagandistico, Nazioni unite).

Un'altra "corrente" importante della Mazzini Society é quella che fa capo a Carlo Sforza, il quale invece vorrebbe usarla come un mezzo per giungere poi alla nascita di un Consiglio nazionale e di un'unità  di combattimento che affiancasse i nuovi alleati nella campagna di liberazione dell'Italia. La "linea Sforza", che sarà  poi rilanciata al "congresso di Montevideo" (agosto 1942) che vede la presenza degli antifascisti italiani del sud america, non sarà  mai accolta favorevolmente dal governo americano e si rivelerà  mera utopia.

Nonostante gli sforzi, la strategia di Max Ascoli é per ammissione sua e del governo federale decisamente non penetrante tra gli italo-americani, che vedono la Mazzini Society come un'aggregazione di intellettuali distante dalla comunità  italo-americani. Da questo momento l'amministrazione americana decide di conseguenza di disinteressarsi un pò della Mazzini Society e di affidarsi a vecchi personaggi "pro-fascismo" improvvisamente e incredibilmente convertitisi all'antifascismo e ai "principi democratici" americani. [3]

I "Comitati per la Vittoria" e la "questione comunista"[modifica]

L'anarchico Carlo Tresca si dichiarò favorevole all'ingresso dei comunisti nei "Comitati della Vittoria"

Alla fine del 1942 Tresca ed altri militanti sono impegnati nella creazione dei cosiddetti Comitati della Vittoria, che spontaneamente si andavano formando nelle comunità  italo-americane e che furono sostenuti dal Owi (Office war information), a cui però era inizialmente negato ogni possibilità  di ingresso agli ex-fascisti e ai comunisti. Tresca per lungo tempo rimane allineato alla posizione anticomunista dell'organizzazionee (es. il 14 maggio 1942 Il Martello pubblica un articolo intitolato I pretoriani di Stalin all’assalto della Mazzini Society), tuttavia, verso la fine dell’anno, riprende più favorevolmente in considerazione la possibilità  di concedere l'ingresso degli antifascisti social-comunisti nei "Comitati", rimanendo fermamente contrario a chi invece avesse appoggiato il fascismo in tempi recedenti, come per esempio Generoso Pope [4] (editore di giornali diffusi tra gli italo-americani, nonché “grande elettore” di Frank Rooslvelt e amico di mafiosi italo-americani[5]). Questa nuova posizione di Tresca scatenerà  le ire del gruppo che ruotava intorno ad ambigui personaggi della Mazzini Society come Luigi Antonini e Vanni Montana (vero nome Giovanni Buscemi, ex spia dell'OVRA fascista e poi futuro agente OSS [6]), ostili invece all'ingresso dei comunisti ma favorevoli agli antifascisti dell’ultima ora come Generoso Pope.

La nascita di questi comitati, che alcuni militanti vedevano come uno strumento da cui sarebbe potuto scaturire un possibile governo provvisorio in esilio dopo la caduta del fascismo (ormai prossima e inevitabile), portò ad un periodo di molti conflitti interni all'organizzazione, che poi sfociarono nell'assassinio di Carlo Tresca (11 gennaio 1943).

Il "caso Tresca"[modifica]

Il caso dell'assassinio di Carlo Tresca dimostra il tentativo di riciclaggio dei sostenitori del fascismo come Generoso Pope, ma anche il possibile tentativo di infiltrazione dei servizi segreti, della mafia e dei fascisti (già  nel 1940 proverà  ad infiltrarsi Ricciotti Garibaldi), con lo scopo di fermare le avanzate delle "sinistre" e le richieste per la nascita di un'Italia effettivamente libera e democratica, avvalendosi della probabile complicità  di una serie di dirigenti sindacali, tra cui Luigi Antonini ed il suo segretario Vanni Montana, che propugnavano la causa di personaggi come Generoso Pope legato ai più noti boss mafiosi italo-americani.

Ultime divisioni interne alla Mazzini Society[modifica]

Dal 1943 la Mazzini Society si divise su quale strada dovesse prendere l'Italia una volta liberatasi da Mussolini. Carlo Sforza auspicava una via diplomatica che portasse al riconoscimento degli sforzi italiani da parte degli anglo-americani e alla nascita di un paese libero ma direttamente rapportato agli alleati. Gaetano Salvemini invece riteneva necessaria una "rivoluzione democratica", indipendentemente dalle scelte degli anglo-americani, e l'epurazione dei collaborazionisti dalla nuova Italia, temendo che si giungesse a formare un governo fascista senza Mussolini. Questa nuova divisione segnò l'inizio di una serie di contrasti che portarono ad una crisi definitiva e irreversibile all’interno dell’associazione.

Tanto le idee di Sforza, quanto quelle di Salvemini, non furono mai ben accolte dagli americani, d'altronde é bene ricordare che gli statunitensi si mostrarono sempre ostili a qualsiasi progetto che propugnasse la nascita di "Consigli Nazionali" o di "governi in esilio" che dessero dignità  all'Italia liberata e la ponessero in condizione di trattare da pari a pari con gli alleati anglo-americani.

Note[modifica]

  1. Tullia Calabi Zevi, La mia autobiografia politica
  2. Biografia Salvemini
  3. L'articolo Le rôle de la Mazzini Society dans l'émigration démocratique antifasciste italienne aux Etats-Unis, 1940-1943 cita come fonte di questo cambiamento di strategia del governo federale il libro "Carlo Sforza", di J.A. Miller, pag 839-841. L'articolo non riferimento direttamente a Generoso Pope, tuttavia bisogna ricordarsi che Pope é editore di alcuni giornali molto diffusi negli ambienti italo-americani (Il Progresso italo-americano, Corriere d’America) inoltre si era pubblicamente allontanato dal fascismo nel settembre 1941.
  4. Tutta la verità  sul caso Tresca di Mauro Canali
  5. Carlo Tresca, combattente libertario
  6. Si legga in particolare la nota 27 di Carlo Tresca, combattente libertario

Voci correlate[modifica]