Mario Merlino

Da Anarchopedia.

Mario Merlino è un fascista che negli “anni 60”, nel quadro della strategia della tensione, si infiltrò, in varie occasioni, in gruppi della sinistra antagonista, con chiari intenti provocatori e delatori.

Indice

[modifica] La vita

Mario Merlino, pur essendo d’origine romagnola, nasce a Roma il 2 giugno 1944. Laureato in filosofia, sin da ragazzo si avvicina agli ambienti neo fascisti romani.

[modifica] Merlino il fascista

Dal 1962 al 1968 milita attivamente in vari gruppi: Avanguardia Nazionale, Giovine Italia e Ordine Nuovo. Nel 1965 e 1966 frequenta i campi di addestramento clandestini organizzati dai neo nazisti di “Nazione Europa”; nel 1965, dal 3 al 5 maggio, partecipa al convegno sulla "guerra rivoluzionaria" organizzato dall'Istituto di studi militari Alberto Pollio a Roma e a cui partecipano, tra gli altri, anche Pino Rauti e Stefano Delle Chiaie, con i quali entra in stabili rapporti d'amicizia.

Durante gli scontri di Valle Giulia del febbraio 1968, che vede contrapposti gli studenti di sinistra e le forze dell’ordine, Merlino, insieme ai militanti di Avanguardia Nazionale, è tra quelli che si scontra tanto con gli studenti quanto con i poliziotti. Lo scopo di AN (Avanguardia Nazionale) è quello di fare quanta più confusione possibile. Nel marzo del 1968 è tra gli squadristi, alla cui testa si pongono gli on. Giorgio Almirante e Luigi Turchi, che danno l’assalto alla facoltà di lettere di Roma, occupata dagli studenti di sinistra. Nell’aprile del 1968 partecipa al viaggio nella Grecia dei Colonnelli organizzato dall’ESESI (lega degli studenti fascisti greci in Italia), da Pino Rauti e Stefano Delle Chiaie, dove vengono ricevuti, quasi fossero delle autorità ufficiali, dai gerarchi della dittatura greca, ricevendo preziosi consigli su nuove strategie operative da attuare contro l’antagonismo sociale italiano.

[modifica] Merlino l’infiltrato

Dopo il rientro dalla Grecia Merlino si fa crescere barba e capelli e inizia ad infiltrarsi negli ambienti della sinistra extraparlamentare. Inizialmente fonda un fantomatico gruppo denominato XXII Marzo (da non confondersi con il 22 marzo di Valpreda che si costituirà successivamente), che si rende protagonista di numerosi atti vandalici. Merlino e i suoi camerati vengono però riconosciuti come spie fasciste, per questo sono costretti a sciogliere il gruppo e a provare ad infiltrarsi in altri gruppi. Merlino a questo punto decide di tenere un profilo basso e si inserisce, quale semplice militante, in Avanguardia Proletaria, ma anche qui l’approccio fallisce perché viene riconosciuto come militante fascista. Merlino prova ad inserirsi nel Partito Comunista d’Italia, ma viene nuovamente scoperto e cacciato in malo modo. A questo punto, nell’estate del 1968, decide di trasferirsi per qualche settimana in Germania, con la speranza anche di far dimenticare il proprio volto. Al ritorno (autunno dello stesso anno), ricomincia ad infiltrarsi in vari gruppi della sinistra extra parlamentare, ma viene anche qui più volte scoperta la sua natura fascista e provocatrice. A questo punto l’ultima possibilità che gli rimane è quella di provare ad infiltrarsi negli ambienti anarchici.

[modifica] Merlino “anarchico”

Nel settembre del 1969 riesce a infiltrarsi nel circolo Bakunin di Via Baccina, a Roma; contemporaneamente partecipa a convegni dell’MSI ed è sempre un assiduo frequentatore della messa domenicale e degli ambiente cattolici radicali. Il circolo Bakunin è diviso in due fazioni: una parte “moderata” e un’altra più “arrabbiata”: di quest'ultima fanno parte parte, oltre all’infiltrato, anche gli anarchici Pietro Valpreda, Emilio Bagnoli, Roberto Gargamelli e Emilio Borghese. Questi decidono di fondare un proprio circolo autonomo dal "Bakunin": il circolo anarchico 22 marzo. Gli atteggiamenti di Merlino sono ambigui ed egli pare interessato solo ed esclusivamente alle azioni violente; il circolo subisce alcune perquisizioni, ma lui "miracolosamente" è sempre assente. Merlino riesce nell'intento di far infiltrare nel gruppo anche il suo amico fascista Pino D’Auria (D’Auria aveva anche una vaga somiglianza con Valpreda e questo potrebbe aver indotto all’errore il supertestimone, il tassista Cornelio Rolandi, che sosteneva di aver riconosciuto Pietro Valpreda).

Il 12 dicembre una bomba esplode a Piazza Fontana, a Milano, altre ne esplodono a Roma. L’infiltrato fascista viene immediatamente indagato, insieme ad altri militanti del circolo 22 marzo e agli anarchici milanesi del Ponte della Ghisolfa. La sera stessa del 12 dicembre, Merlino viene interrogato e si mostra subito molto loquace rispondendo alle domande dei magistrati, grazie alle quali è possibile incastrare gli anarchici del "22 marzo" (Valpreda verrà arrestato la sera del 15 dicembre, mentre si recava a Palazzo Giustizia per rispondere di una vecchia questione giudiziaria).

Le indagini, incredibilmente lacunose e superficiali, porteranno alla fine alla caduta di ogni accusa nei confronti di Merlino.

[modifica] Merlino oggi

Attualmente è insegnante di storia e filosofia, scrive articoli, tiene conferenze e rappresentazioni teatrali, in cui “commemora” le gesta fascista. Collabora attivamente con i neofascisti dell’Ass. culturale Raido e della casa editrice Settimo Sigillo.

[modifica] Voci correlate

Fascismo

Pietro Valpreda

Circolo 22 marzo

[modifica] Collegamenti esterni

Il taccuino di Merlino

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