alimentazione
Da Anarchopedia.
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[modifica] Etica e alimentazione
Per molti libertari, ma non solo, la questione alimentare assume soprattutto un valore etico. Nascono per questo motivo forme di boicottaggio a catene alimentari responsabili di devastazioni ambientali e omologazioni culturali (es. McDonald’s), forme di consumo critico (commercio equo-solidale, prodotti biologici ecc.), alimentazione vegetariana\vegan ecc.
Quest’ultimo aspetto ha sempre affascinato molti anarchici (es. Lev Tolstoj, Élisée Reclus ecc.), sempre sensibili alle ingiuste sofferenze commesse su ogni essere vivente, proponendo anche un modo diverso di produzione basato sull’agricoltura biologica o sulla permacultura. Guardare all’alimentazione da un punto di vista etico vuol dire, avere rispetto del nostro corpo e della nostra salute, rispettare gli altri esseri viventi e confutare effettivamente l’opera di poteri economici in grado di condizionare le nostre abitudini alimentari e le nostre stesse coscienze.
[modifica] Alimentazione vegetariana
Articolo principale: Vegetarismo
- "Il cibarsi di carne è un residuo della massima primitività; il passaggio al vegetarismo è la prima e più naturale conseguenza della cultura". (Lev Tolstoj)
L’alimentazione vegetariana è una forma di alimentazione che esclude il consumo della carne di qualsivoglia animale (vegetariani) o che esclude dall’alimentazione tutti gli alimenti di origine animale (vegan), in genere sulla base di motivazioni etiche, ecologiche, salutistiche o religiose.
L’origine dell’alimentazione vegetariana risale agli insegnamenti di Buddha e di Pitagora (cinque secoli avanti Cristo). Questa dottrina è stata sostenuta nel corso del tempo dalla sapienza di filosofi come Plutarco, Epicuro, Platone ed altri. Numerose popolazioni hanno posto le proprie fondamenta sul non-consumo della carne (catari, bogomili, mennoniti), così come numerose confessioni religiose (le suore carmelitane tra i cristiani cattolici; i quaccheri, gli avventisti del 7° giorno o i mormoni tra i cristiani protestanti; i sufi tra i musulmani; gli induisti, i jainisti, i buddhisti o gli hare krishna tra le religioni orientali).
Per i libertari, ma non solo, l’alimentazione vegetariana deve contrastare l’antropocentrismo umano che è alla base dello sfruttamento dell’ambiente circostante e degli altri animali-non umani. L’idea è che non cesserà la violenza fra il genere umano fino a quando verrà contrastata la sofferenza quotidiana di milioni di animali innocenti e senzienti. Inoltre i vegetariani\vegan ritengono che la quantità d’alimenti utilizzati per nutrire gli animali, destinati alla consumazione umana, potrebbero servire per alimentare buona parte dell’umanità affamata.
L’idea vegetariana diffonde un concetto di tolleranza, ovvero di un valore di non violenza, e di non sfruttamento dell’altro, permettendoci di percepire la condizione dei più deboli e consentendoci di rispettarli, cioè impedendo che diventino potenziali vittime della nostra indifferenza, del nostro disprezzo verso la vita e la sofferenza altrui.
- "Al fondo della mia rivolta contro i potenti trovo, più antico, il ricordo delle torture inflitte alle bestie... e più l'uomo è feroce verso la bestia, più è carponi davanti agli uomini che lo dominano". (Louise Michel)
[modifica] Alimentazione, sovrapproduzione e fame nel mondo
Almeno tre miliardi di persone vivono in condizioni di estrema povertà, di cui circa 13 milioni di uomini, ogni anno, muoiono di fame, mentre per contralto altrettanti muoiono invece per cause connaturate con l’eccessivo consumo di carne.
L’industrializzazione agricola comporta l’utilizzo di circa 2/3 della loro produzione cerealicola per l’allevamento del bestiame (sono circa 15 miliardi di capi di bestiame allevati dall’uomo). Circa 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto viene utilizzato per l’alimentazione animale. E’ lampante che se i terreni coltivabili della terra venissero usati solo ed esclusivamente per vegetali per l’alimentazione umana, il problema della fame nel mondo scomparirebbe.
Per ottenere 1 kg di carne occorre somministrare circa 15 kg di cereali; una buona quantità di alimento quindi “finisce in escrementi”, difficilmente riassorbibili dal terreno e quindi che contribuiscono ad immettere ammoniaca e metano nell’atmosfera (questi sono uno delle cause delle piogge acide e dell’effetto serra).
Per allevare una quantità di animali così elevata è necessario sovraprodurre e quindi disboscare, per trovare nuovi pascoli, ed utilizzare grandi quantità di fertilizzanti ed erbicidi, determinando l’inquinamento delle falde acquifere e dell’ambiente in generale.

