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Alimentazione

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Un abitante di un villaggio della rete Sarvodaya mette in vendita in strada la propria produzione agricola
L'analisi della questione alimentare, con tutte le problematiche connesse, è di particolare interesse per il movimento libertario perché permette di rilevare le pratiche di sfruttamento, denunciando l’invadenza del capitalismo e del liberismo, con tutto ciò che ne consegue riguardo alla nostra salute e alla devastazione della Terra. La produzione alimentare agricola, oramai controllata da una strettissima minoranza di persone (in passato la maggior parte delle persone aveva a che fare in qualche modo con l’agricoltura), ha assunto caratteri industriali, per cui l’obiettivo non è sfamare, ma commerciare: le multinazionali impongono le cultivar, le sementi, i luoghi in cui produrre, quanto deve produrre ecc. Analizzare le tematiche alimentari significa quindi sviscerare i rapporti gerarchici sviluppatisi tra esseri umani e esseri umani, tra esseri umani e gli animali-non umani e tra gli umani e l’ambiente circostante.

Etica ed alimentazione[modifica]

Per molti libertari, ma non solo, la questione alimentare assume soprattutto un valore etico. Nascono per questo motivo forme di boicottaggio a catene alimentari responsabili di devastazioni ambientali e omologazioni culturali (es. McDonald’s), forme di consumo critico (commercio equo-solidale, prodotti biologici ecc.), alimentazione vegetariana\vegan ecc. Quest’ultimo aspetto ha sempre affascinato molti anarchici (es. Lev Tolstoj, Élisée Reclus ecc.), sempre sensibili alle ingiuste sofferenze commesse su ogni essere vivente, proponendo anche un modo diverso di produzione basato sull’agricoltura biologica o sulla permacultura (forma "estrema" di agricoltura biologica).

Raccolta di cibo Freegan

A tal proposito è necessario evidenziare come la diffusione dell'agricoltura biologica sia dovuta certamente allo sviluppo di una coscienza etica di natura ecologistica e salutistica, però spesso il business che si sviluppa attorno ad essa rappresenta pura speculazione a causa dei finanziamenti europei che i bioagricoltori (esclusi quelli che praticano la permacultura) ricevono per sostenere la loro attività . Tuttavia è fuor di ogni dubbio l'esistenza di una coscienza ecologista che ha portato alla nascita di consumatori disposti a remunerare maggiormente i "veri" prodotti biologici (per intenderci non quelli derivanti da terreni in conversione o quelli sui quali non vengono effettuati seri controlli dalle organizzazioni addette) come si trovano anche piccoli bioproduttori convinti e impegnati nella salvaguardia dell'ambiente e che non praticano di certo questa tipologia d'agricoltura solo a fini di lucro. L'agricoltura biologica ha il suo vantaggio anche in termini della salute umana, derivante dal mancato uso di presidi sanitari fitosanitari di elevata classe tossicologica e di concimi di sintesi; per il consumatore vi è un rischio potenziale in termini di igienicità  dei prodotto agricoli relativamente a contaminazione da micotossine o alla presenza di eventuali residui di fitofarmaci di origine naturale ammessi in agricoltura biologica: alcuni di essi sono ritenuti dannosi alla salute umana, soprattutto se usati impropriamente ed in quantità  eccessive (un uso corretto dei presidi sanitari ammessi ed un controllo costante sia a monte che a valle del prodotto agricolo, basterebbero a risolvere efficacemente tali fattori di rischio).

Guardare all’alimentazione da un punto di vista etico vuol dire avere rispetto del nostro corpo e della nostra salute, rispettare gli altri esseri viventi e confutare effettivamente l’opera di poteri economici in grado di condizionare le nostre abitudini alimentari e le nostre stesse coscienze.

Alimentazione vegetariana[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Vegetarismo e Veganismo.
«Il cibarsi di carne è un residuo della massima primitività ; il passaggio al vegetarismo è la prima e più naturale conseguenza della cultura». (Lev Tolstoj)

L’alimentazione vegetariana è una forma di alimentazione che esclude il consumo della carne di qualsivoglia animale (vegetariani) o che esclude dall’alimentazione tutti gli alimenti di origine animale (vegan), in genere sulla base di motivazioni etiche, ecologiche, salutistiche o religiose.

L’origine dell’alimentazione vegetariana risale agli insegnamenti di Buddha e di Pitagora (cinque secoli avanti Cristo). Questa dottrina è stata sostenuta nel corso del tempo dalla sapienza di filosofi come Plutarco, Epicuro, Platone ed altri. Numerose popolazioni hanno posto le proprie fondamenta sul non-consumo della carne (catari, bogomili, mennoniti), così come numerose confessioni religiose (le suore carmelitane tra i cristiani cattolici; i quaccheri, gli avventisti del 7° giorno o i mormoni tra i cristiani protestanti; i sufi tra i musulmani; gli induisti, i jainisti, i buddhisti o gli hare krishna tra le religioni orientali).

Per i libertari, ma non solo, l’alimentazione vegetariana deve contrastare l’antropocentrismo umano che è alla base dello sfruttamento dell’ambiente circostante e degli altri animali-non umani. L’idea è che non cesserà  la violenza fra il genere umano fino a quando verrà  contrastata la sofferenza quotidiana di milioni di animali innocenti e senzienti. Inoltre i vegetariani\vegan ritengono che la quantità  d’alimenti utilizzati per nutrire gli animali, destinati alla consumazione umana, potrebbero servire per alimentare buona parte dell’umanità  affamata.

L’idea vegetariana diffonde un concetto di tolleranza, ovvero di un valore di non violenza, e di non sfruttamento dell’altro, permettendoci di percepire la condizione dei più deboli e consentendoci di rispettarli, cioè impedendo che diventino potenziali vittime della nostra indifferenza, del nostro disprezzo verso la vita e la sofferenza altrui.

«Al fondo della mia rivolta contro i potenti trovo, più antico, il ricordo delle torture inflitte alle bestie... e più l'uomo è feroce verso la bestia, più è carponi davanti agli uomini che lo dominano». (Louise Michel)

Alimentazione, sovrapproduzione e fame nel mondo[modifica]

Almeno tre miliardi di persone vivono in condizioni di estrema povertà , di cui circa 13 milioni di uomini, ogni anno, muoiono di fame, mentre per contralto altrettanti muoiono invece per cause connaturate con l’eccessivo consumo di carne.

L’industrializzazione agricola comporta l’utilizzo di circa 2/3 della loro produzione cerealicola per l’allevamento del bestiame (sono circa 15 miliardi di capi di bestiame allevati dall’uomo). Circa 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto viene utilizzato per l’alimentazione animale. E’ lampante che se i terreni coltivabili della terra venissero usati solo ed esclusivamente per vegetali per l’alimentazione umana, il problema della fame nel mondo scomparirebbe.

Per ottenere 1 kg di carne occorre somministrare circa 15 kg di cereali; una buona quantità  di alimento quindi “finisce in escrementi”, difficilmente riassorbibili dal terreno e quindi che contribuiscono ad immettere ammoniaca e metano nell’atmosfera (questi sono uno delle cause delle piogge acide e dell’effetto serra).

Per allevare una quantità  di animali così elevata è necessario sovraprodurre e quindi disboscare, per trovare nuovi pascoli, ed utilizzare grandi quantità  di fertilizzanti ed erbicidi, determinando l’inquinamento delle falde acquifere e dell’ambiente in generale.

Business dell'industria alimentare e farmaceutica[modifica]

Luigi Veronelli
Simbolo dell'organizzaizone anarchica Food Not Bombs
Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Gli allevamenti intensivi.

La medicina ha alimentato miti assolutamente privi di qualsiasi base scientifica, come la credenza comune secondo la quale una dieta ricca di colesterolo e di altri grassi causi diabete mellito (le popolazione del Nord Europa con una dieta infinitamente più grassa di quella mediterranea hanno un percentuale di diabete mellito di 1/3 rispetto a quella italiana) e malattie cardio-circolatorie (nessun serio studio a riguardo); tutte queste mistificazioni sono fatte per far vendere gli inutili ma costosi prodotti poveri di grasso e di colesterolo e per sviluppare il proficuo business della case farmaceutiche.

In contrapposizione alle idee dominanti in materia di cibo, agricoltura e alimentazione in genere, gli anarchici hanno spesso auspicato un ritorno alla genuinità  contadina di un tempo (senzo però auspicare un ritorno alla fatica fisica di quel periodo) e alla valorizzazione delle tipicità  locali, ben lontani dall’appiattimento dei gusti tipico dei fast-food e da quanto viene proposto dalle multinazionali alimentari ed agricole. In questo campo Luigi Veronelli, anarchico ed enogastronomo, è stato tra i più accaniti “nemici” della globalizzazione alimentare:

«Ogni scoperta ed ogni invenzione - nate tutte (oso credere) dal proposito di essere vantaggiose all’uomo - sono state deviate ed utilizzate, contro l’uomo […]Ad ogni ora del giorno persuasori tutt’altro che occulti esaltano ciò che dovrebbe civilmente essere condannato. Fanno consumare le stesse cose in ogni angolo del mondo, costringono a consumi non necessari anche i più poveri, impongono alimenti geneticamente manipolati di cui si ignorano gli effetti a tempo lungo sull’organismo umano - i cosiddetti alimenti transgenici, che si propongono l’uniformità  dei gusti - ed annullano il mutare delle stagioni. Mi limito ai due prodotti - simbolo: la coca - cola e l’hamburger (se dis inscì?), uguali - pensa tè - in ogni luogo del mondo.» (Luigi Veronelli in Lettera ai giovani estremi)

Bibliografia[modifica]

  • Luigi Veronelli, Alla ricerca dei cibi perduti. Guida di gusto e di lettere all'arte del saper mangiare, DeriveApprodi, 2004
  • Luigi Veronelli, Pablo Echaurren, Bianco, rosso e Veronelli. Manuale per enodissidenti e gastroribelli IIº, Nuovi Equilibri, 2005
  • Luigi Veronelli, Carlo Leidi, Carlo Petrini, Scrivere di vino. Articoli sul gusto e la gola, Lubrina-LEB, 2004
  • Luigi Veronelli, Vietato vietare. Tredici ricette per vari disgusti, Eleuthera, 2007
  • Luigi Veronelli, Salute & buona cucina, Defendente Febbrari Mauro, 2008, Seminario Luigi Veronelli
  • Luigi Veronelli, Sagre e feste d'Italia. Quasi 700 luoghi alla ricerca dei sapori della nostra terra, Seminario Luigi Veronelli, 2004.
  • Luigi Veronelli, Gianni Salvaterra, Indigenous wine in Friuli Venezia Giulia. Ediz. multilingue , Charta, 2003
  • AA.VV., Terra e libertà /critical wine. Sensibilità  planetarie, agricoltura contadina e rivoluzione dei consumi, DeriveApprodi,
  • Andrea Perin, Ricette scorrette. Racconti e piatti di cucina meticcia, Eleuthera, 2010

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]