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Zone di autonomia temporanea

From Anarchopedia
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Hakim Bey, "inventore" delle TAZ
La "zona di autonomia temporanea" (TAZ, temporary autonomous zone) non è altro che un momento d'azione in cui proprio la forma effimera d'autonomia ne garantisce la sua piena indipendenza, in particolare durante le manifestazioni, quando la suddetta zona viene liberata dalle influenze statali e commerciali.

TAZ. Origine e definizione[modifica]

Il concetto di zona autonoma temporanea è stato introdotto nel libro T.A.Z.: The Temporary Autonomous Zone, Ontological Anarchy, Poetic Terrorism (1991) da Hakim Bey, pseudonimo dietro il quale si cela Peter Lamborn Wilson, uno stravagante personaggio maestro di Sufi, nonchè anarco-situazionista ed uno dei maggiori esponenti della controcultura americana degli anni Ottanta che vive senza fissa dimora apparendo raramente in pubblico.

Wilson ha vissuto diversi anni nel nord dell'India dalla quale è stato poi espulso per ragioni politiche, ha pubblicato numerosi saggi in raccolte e riviste americane d’avanguardia, autodefinendosi "terrorista poetico" e "anarchico ontologico".

Dare una definizione ad una Zona Autonoma Temporanea (TAZ, Temporary Autonomous Zone) non è affatto semplice né scontato; lo stesso Bey non ne dà  una definizione precisa e spesso risulta difficile distinguere la concezione metafisica del concetto dalla sua applicazione materiale. Bey scrive che si tratta di «un luogo liberato, dove la verticalità  del potere viene sostituita spontaneamente con reti orizzontali di rapporti», le TAZ sono esperienze in grado di sparire se la pressione repressiva diviene troppo forte, per riformarsi in un altro posto e in epoche differenti, cambiando nome e identità ; sono sia uno spazio mentale che fisico, un posto dove fuggire, allontanandosi dalle necessità  indotte e dai condizionamenti, spiazzando così il nemico, sparendogli davanti e riapparendo a fianco, o dietro o mai.

Teorico che da ampio spazio alla cultura cypherpunk, Bey ha un occhio particolare per la rete o “Tela”, e sembra spesso che proprio nel web veda la possibilità  del formarsi di "TAZ virtuali", isole nella tela che si fanno spazio di lotta, di discussione e di vita, spazi virtuali in cui sperimentare e vivere un esperimento sociale da trasporre poi nella realtà .

Un tratto distintivo delle TAZ, intese come spazio fisico, è la loro dimensione: comunità  piccole e circoscritte territorialmente, le TAZ, svolgono una funzione vitale nella "TAZ-tela", diventando una sorta di campo base dove fanno tappa i viaggiatori che passano da una TAZ all'altra o quelli che semplicemente non possono ancora costruirsene una su misura. Per fare un esempio, le TAZ possono essere: «un corteo, una flashmob, una casa occupata, le iniziative di “Critical Mass” o “Reclaim the Streets”, spazi temporanei liberati che possono essere di breve durata temporale e che comunque non devono mai divenire “istituzionalizzati”, zone pirata fuori dal controllo dell'autorità  che si spostano, compaiono e scompaiono, riapparendo o meno in altri tempi e luoghi o modalitá a seconda delle circostanze e della volontá delle persone che hanno dato vita alla realtá liberata, comunitá piccole e circoscritte che peró nel loro insieme possono formare una rete di rapporti correlati fra loro.» [1]

Bibliografia[modifica]

  • Hakim Bey, TAZ, Shake edizioni
  • Hakim Bey (scritto con il suo vero nome, Peter Lamborn Wilson), Le Repubbliche dei pirati, Shake edizioni
  • Hakim Bey, Millennium, Shake edizioni
  • Hakim Bey, Orge dei mangiatori di hashish, Shake edizioni

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

  • Zone Temporaneamente Autonome (TAZ).