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Voltairine de Cleyre

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Voltairine de Cleyre

Voltairine de Cleyre (Leslie, Michigan (USA), 17 novembre 1866 - Chicago, 20 giugno 1912), è stata un'attivista anarchica, pacifista e femminista statunitense. [1]

Biografia[modifica]

Voltairine de Cleyre nacque il 17 novembre 1866 a Leslie, nel Michigan (USA). Libera pensatrice, suo padre fu un grande ammiratore di Voltaire, in particolare per la sua critica alla religione, cosa che spiega la scelta del nome dato alla figlia. Il nonno materno di Voltairine difese posizioni abolizioniste e militò nello “Underground Railroad” (letteralmente ferrovia sotterranea), un’organizzazione clandestina antischiavista che aiutava gli schiavi a fuggire fino in Canada. Quanto al padre di Voltairine, immigrato dalla Francia, fu un artigiano socialista e un libero-pensatore. Lavorava moltissime ore per guadagnare un magro salario, sua moglie invece faceva lavori di cucitura a domicilio, ma i loro bambini erano costantemente sottoalimentati e molto deboli fisicamente. Secondo Addie, una delle sorelle di Voltairine, la loro misera infanzia spiega il radicalismo di Voltairine e anche la «sua profonda compassione e comprensione per i poveri». Queste difficoltà materiali contribuirono anche a moltiplicare i punti d'attrito tra i loro genitori, che finirono per separarsi.

L’inferno del convento[modifica]

Voltairine studiò in seguito per tre anni e mezzo in un convento, in cui suo padre la iscrisse per provare a combattere la sua pigrizia e la mancanza di «buone maniere». Perché quest'uomo anticlericale e libero pensatore prese questa decisione? Paul Avrich pensa che egli fosse esasperato dalle gravi difficoltà economiche in cui versava la famiglia e non volesse che Voltairine conoscesse la povertà. Il padre sperava che la formazione acquisita in convento avrebbe aiutato sua figlia a difendersi nella vita. Quest'esperienza influenzerà ogni aspetto della vita di Voltairine. Se anche apprese molte cose, in particolare la conoscenza della lingua francese e del pianoforte, la frequentazione di un'istituzione cattolica radicalizzò anche il suo spirito ribelle e anti-autoritario.

Nel suo saggio Come sono diventata anarchica, Voltairine spiegò l'impatto e l'influenza avuta dal convento sul suo pensiero. «Sono riuscita finalmente ad andarmene, tre anni più tardi, che ero una libera-pensatrice anche se, nella mia solitudine, non avevo mai letto un solo libro né avevo inteso una sola parola che mi aiutasse. Ho attraversato la "valle dell'ombra della morte" [2], ed il mio cuore porta ancora indelebili cicatrici, là dove l'Ignoranza e la Superstizione mi hanno bruciato con il loro fuoco infernale, durante questo sinistro periodo della mia vita. (...) Paragonate alle lotte della mia gioventù, tutte le altre che ho dovuto portare avanti sono state facili, perché, indipendentemente dalle circostanze esterne, non obbedii ormai che alla mia sola volontà interiore. Non devo prestare fedeltà a nessuno e non lo farò mai più; mi dirigo lentamente verso un solo scopo: la conoscenza, l'affermazione della mia libertà, con tutte le responsabilità che ne derivano. Questa é, io ne sono convinta, la ragione principale del mio interesse per l' anarchismo».

Il libero pensiero[modifica]

Fin da quando lascia il convento, Voltairine si mette a dare ripetizioni di musica, di francese, di scrittura e di calligrafia, attività che le permise di "guadagnarsi il pane" fino alla sua morte. Voltairine cominciò parallelamente una carriera di conferenziera e di scrittrice. Volendo sbarazzarsi delle autoritarie influenze della Chiesa sulla sua formazione intellettuale, si lanciò con entusiasmo nel movimento dei liberi pensatori [3], all'epoca in piena crescita.

Secondo l'autrice femminista Wendy McElroy questa corrente «anticlericale, anticristiana, voleva ottenere la separazione della Chiesa dallo Stato, al fine che le questioni religiose dipendano soltanto dalla coscienza e dalla facoltà di ragionare di ogni individuo». Come spiega Paul Avrich, «anarchici e liberi-pensatori ebbero sempre molte affinità poiché condividevano un punto di vista anti-autoritario ed una tradizione comune di radicalisme laicista». È attraverso il suo impegno per il "libero pensiero" che Voltairine scoprì l'anarchismo - evoluzione classica all' epoca per molti libertari, in ogni caso quelli che erano nati negli Stati Uniti.

Nel 1886, Voltairine iniziò a scrivere per un settimanale fautore del libero pensiero «The Progressive Ageet», diventando rapidamente il redattore capo. All'epoca diede conferenze nella regione di Grand Rapids, Michigan, dove viveva, ed in altre città di questo stesso Stato. Tratta argomenti come la religione, Thomas Paine [2], Mary Wollstonecraft [4] (che fu una delle sue principali "eroine") e il libero pensiero. Voltairine prese la parola a Chicago, Filadelfia e Boston. Partecipò frequentemente a conferenze organizzate dall' American Secular Society (Associazione secolare americana) in tutto l'Ohio e la Pennsylvania. Ella si accodò ai gruppi razionalisti, ai club liberali ed alle associazioni di liberi-pensatori. La sua reputazione d' oratore crebbe ed i suoi ascoltatori trovarono le sue conferenze «ricche ed originali», come scrisse Emma Goldman. Inviò anche articoli e poesie alle principali pubblicazioni laiche del paese.

Nel dicembre 1887, Voltairine cominciò ad interessarsi alle questioni economiche e politiche, dopo avere ascoltato una conferenza sul socialismo presentata da Clarence Darrow [5] . Scrivendo un articolo sull'argomento in «The Truth Seeker», osservò: «Era la prima volta che sentivo parlare di un piano di miglioramento della condizione operaia che spiega il corso dell’ evoluzione economica. Mi sono rivolta verso queste teorie come qualcuno che corre velocemente dall’oscurità verso la luce». Alcune settimane più tardi, Voltairine si dichiarò socialista, attirata come fu dal messaggio anticapitalista di questa corrente ed il suo richiamo alla lotta di classe operaia contro l' ordine economico dominante. Tuttavia, come spiegò Emma Goldman, il suo «amore innato della libertà non poteva conciliarsi con le concezioni istituzionali del socialismo». Voltairine si trovò costretta a difendere il socialismo nei dibattiti con gli anarchici, in un momento decisivo per la storia di questo pensiero. Infatti, l'11 novembre 1887, quattro anarchici furono impiccati dallo Stato dell’Illinois. Passeranno alla storia con il nome di “martiri di Haymarket”. L'arresto, il grottesco processo e la loro esecuzione diede inizio ad un vasto movimento di solidarietà in tutto il mondo.

«Che li si impicchi!»[modifica]

Nel maggio 1886, quando Voltairine sentì per la prima volta parlare dell’arresto degli anarchici di Chicago, esclamò: «Che li si impicchi!». Ella si trovò momentaneamente trascinata dall'ondata emotiva di ostilità contro gli anarchici, i sindacati e gli immigrati, che si diffondeva nel paese. Infatti, la stampa iniziò una violenta campagna propagandistica a partire dal 5 maggio, il giorno dopo la tragedia di Haymarket. [[Immagine:Images haymarket bombing lg.jpg |300px|left|thumbnail|Illustrazione d'epoca raffigurante l'attentato di Haymarket Square (USA), che influenzò non poco lo sviluppo del pensiero anarchico di Voltairine.]] È bene ricordare il susseguirsi degli avvenimenti: il 1° maggio 1886, uno sciopero generale scoppiò nelle principali città degli Stati Uniti. Centinaia di migliaia di operai manifestarono per le strade esigendo l'applicazione immediata della giornata lavorativa di 8 ore. Le lotte per la riduzione dell'orario di lavoro si espanse dopo qualche anno nei principali centri industriali del paese. Chicago fu l'avanguardia di questo movimento, diretto ed organizzato dagli anarchici. La stampa borghese li accusò costantemente ed il padronato temette il potere crescente delle organizzazioni operaie. Il 3 maggio 1886 la polizia di Chicago aprì il fuoco sugli scioperanti, uccidendo e ferendo diverse persone. Gli anarchici annunciarono allora una manifestazione di protesta per il giorno seguente. Il 4 maggio si tenne una manifestazione ad Haymarket Square, dove conversero diverse centinaia di operai e operaie per ascoltare i sindacalisti. La polizia circondò il presidio e lo dichiarò illegale. I poliziotti caricarono i lavoratori e le lavoratrici, ma improvvisamente qualcuno, dalla parte dei dimostranti, lanciò una bomba che uccise un ufficiale di polizia e ne ferì molti altri. I poliziotti organizzarono immediatamente una serie di perquisizioni dei domicili e dei ritrovi degli anarchici, interrogando ed arrestando centinaia di anarchici\che e di simpatizzanti. Otto uomini furono giudicati responsabili dell’attentato e dichiarati colpevoli d'omicidio, anche se alcuni di loro non erano neppure presenti sui luoghi dell’attentato. Due militanti furono condannati all’ergastolo, un terzo a 15 anni, un quarto si suicidò in carcere in quanto negava allo Stato il diritto di toglierli la vita, ed i quattro ultimi furono impiccati l'11 novembre 1887.

Voltairine si rammaricò rapidamente per la sua reazione iniziale e, poco dopo l' esecuzione dei cosiddetti martiri di Haymarket, si convertì all'anarchismo. L' anniversario dell'esecuzione dei martiri di Haymarket diventò una data importante per il movimento operaio internazionale, principalmente negli Stati Uniti. Le manifestazioni organizzate in queste occasioni furono così l'occasione per contarsi e dare un nuovo impulso alle lotte contro lo sfruttamento. Molti lavoratori\lavoratrici trovarono i comizi di Voltairine particolarmente appassionati e stimolanti. Voltairine parlò accanto ad anarchici conosciuti come Emma Goldman, Alexander Berkman e Lucy Parsons, la coniuge di uno dei martiri di Haymarket, Albert Parsons, ed una delle organizzatrici più instancabili dell’intero movimento. Ogni anno, Voltairine partecipò a queste manifestazioni, anche quando era depressa o malata, poiché da queste ricorrenze traeva ispirazione e coraggio.

«L' anno 1888 segna una svolta nella vita di Voltairine de Cleyre», spiega Paul Avrich. «È l' anno in cui diventa anarchica e scrive i suoi primi saggi anarchici, ma è anche l' anno dove, durante un una serie di conferenze, incontra i tre uomini che svolgeranno un ruolo importante nella sua vita: T. Hamilton Garside, di cui si innamorerà, James B. Eliott, da cui ebbe un bambino e Dyer D. Lum, con il quale ebbe una relazione intellettuale, morale e fisica, che fu più importante di quelle con Garside e Eliott, ma che si concluse, come le altre, tragicamente».

Tre fallimenti[modifica]

Hamilton Garside dava anche conferenze sulle lotte sociali, quando Voltairine si innamorò di lui, ella non aveva che soltanto 21 anni. Il rapporto durò poco e questo rifiuto demoralizzò Voltairine, testimoniato dalle sue poesie dell'epoca. Questa prima esperienza negativa la portò verso una grave forma di depressione, che fece vivere in lei una sensazione di solitudine, ma stimolò anche il suo lato “femminista”, portandola a riflettere sulle relazioni tra i sessi e alla maniera in cui la società riduce le donne in meri oggetti sessuali.

La relazione con Dyer Lum fu di tutt’altro aspetto, poiché influenzò profondamente la sua evoluzione politica, tanto che tra i due nacque un’amicizia “indissolubile”, secondo Paul Avrich. Lum aveva ventisette anni di più ed una grande esperienza politica. Militante del movimento abolizionista, era partito volontario nella guerra di secessione per «finirla con la schiavitù». Conosceva perfettamente la maggior parte dei martiri di Haymarket, con i quali condivise molte battaglie. Fu un autore molto prolifico e con Voltairine scrisse un lungo romanzo sociale e filosofico, che non fu mai pubblicato e di cui purtroppo si è persa ogni traccia. Condussero insieme anche un lungo lavoro di riflessione politica.

All' epoca dibattiti molto violenti opponevano le diverse tendenze ideologiche del movimento anarchico. Voltairine e Dyer Lum scrissero numerosi articoli per le riviste di queste diverse correnti, avanzando l'idea di un "Anarchismo senza aggettivi" [6].

In uno dei suoi saggi più conosciuti, L'anarchismo, Voltairine difese l'idea di una maggiore tolleranza all'interno del movimento anarchico, estendendo questa tolleranza fino all'anarchismo cristiano di Lev Tolstoj e di altri pensatori molto criticati dagli atei del movimento. Se le idee di Voltairine di Cleyre e Dyer Lum conversero su numerosi aspetti, Paul Avrich sottolinea che ebbero anche divergenze importanti, in particolare per quanto riguarda «la posizione delle donne nella società attuale e quella che dovranno avere». A questo riguardo, Voltairine prese «una posizione più netta», di quella di Lum. Non avevano lo stesso parere riguardo ai mezzi per cambiare la società. Lum pensava che la rivoluzione avrebbe causato inevitabilmente una violenta lotta tra la classe operaia e quella padronale, convinzione che trasse in particolare dalla "guerra di Secessione" e dagli effetti che essa ebbe sull’abolizione della schiavitù. Voltairine fu piuttosto per la