Victor Serge

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Viktor L'vovič Kibal'čič (in russo Виктор Львович Кибальчич, meglio conosciuto come Victor Serge) è stato scrittore e rivoluzionario (prima anarchico poi marxista) russo.

Indice

[modifica] La vita

Victor Serge

Victor Serge nasce a Bruxelles il 30 dicembre 1890 da esuli esuli russi. Suo padre era stato un ufficiale della Guardia Imperiale, membro del gruppo "Terra e Libertà" e simpatizzante del movimento politico "Volontà del Popolo" (Narodnaja Volja) di Nikolaj Ivanovič Kibal'čič, che tra l'altro era pure un suo lontano parente. Dopo l'arresto di Kibal'čič, conseguenza dell'assassinio di Alessandro II (nel 1881), il padre di Victor Serge si vide costretto a lasciare il paese, fino a giungere in Belgio, dove trovò lavoro come insegnante presso l'Istituto di Anatomia di Bruxelles.

L'infanzia trascorse in un ambiente molto povero (il fratello, Raoul-Albert, muore a nove anni di tubercolosi e di fame), segnando indelebilmente la sua vita: da quel momento sentirà grande avversione verso ogni tipo di ingiustizia e di oppressione, il disprezzo per l'ipocrisia mascherata dei benpensanti, la profonda umana attrazione verso chi soffre. Inizialmente si avvicinò all'anarchismo, abbracciando in particolare la corrente individualista (n.d.r Victor Serge visse queste esperienze in diversi paesi: Belgio, Francia e Spagna.), successivamente, quando giunse nella Russia comunista (giunge a Pietrogrado nel febbraio del 1919), sceglierà di schierarsi con i bolscevichi, nonostante non mancò mai di criticare, pubblicamente, la presa del potere da parte di Stalin e del "tradimento della rivoluzione" ("Da Lenin a Stalin. 1917-1937: Cronaca di una rivoluzione tradita"), assumendo, inizialmente, posizioni trotzkiste, ma poi allontanandosi anche da queste. Lavorò per la neonata Internazionale Comunista come giornalista, editore, traduttore.

Fu accusato di essere un nemico della rivoluzione e deportato ad Orenburg; grazie all’attivismo di alcuni intellettuali europei (Gaetano Salvemini fra tutti) gli fu concesso l’esilio in Francia prima e in Messico poi.

Morì il 17 novembre 1947 proprio in Messico, ma più probabilmente fu assassinato da Vittorio Vidali, uno dei fondatori del PCI, membro del GPU e killer fedelissimo a Stalin.

[modifica] L'anarchismo

Nella fase giovanile Serge si avvicinò agli ambiti anarchici, trovandosi fianco a fianco con una serie di personaggi legati alle diverse correnti e alle più disparate tendenze dell'anarchismo: vegetariani, individualisti, pacifisti, insurrezionalisti e semplici sbandati. Fu, per un breve periodo, direttore de L'Anarchie e fondatore del circolo La libera ricerca. Lentamente si acuirono le divergenze con gli illegalisti e con gli iper-individualisti, che vedevano in Albert Libertad e Emile Armand alcuni dei punti di riferimento più importanti.

Fu coivolto e incarcerato, alla viglia della prima guerra mondiale, nel processo contro la Banda Bonnot (Serge fu condannato a 5 anni; altri furono condannati a morte, tra cui l'amico di infanzia Raymond Cullemin. Tra gli altri processati si possono citare Octave Garnier, René Valet, e Soudy André), che sancì la seconda pesante sconfitta dell'anarchismo.

Non appena uscito dal carcere si trasferì a Barcellona, dove entrò in contatto con i movimenti operaisti che preparavano la rivoluzione; in Catalogna conobbe Salvador Segui. Proprio in quella terra si concretizzò la rottura definitiva con gli individualisti ostili, per eccessivo radicalismo, ad ogni idea rivoluzionaria. Partecipò all’insurrezione di Barcellona del 19 luglio 1937; la sconfitta lo convinse della necessità di una maggiore organizzazione, per questo decise di non partecipare all’insurrezione del mese successivo (fallita miseramente anche questa…).

A questo punto ritornò a Parigi, ma qualche tempo dopo (febbraio 1919) entrò in Russia, dove vi rimase diciassette anni.

[modifica] L'opposizione allo stalinismo

Amareggiato da quello che riteneva il fallimento dell’esperienza anarco-individualista, che determinava in primis una totale assenza di organizzazione, Serge, una volta giunto a Pietrogrado, decise che avrebbe abbracciato le idee bolsceviche, seppur “liberamente, senza abdicare al pensiero né al senso critico”. Per Serge il primo provvedimento che i boscevichi avrebbero dovuto intraprendere, sarebbe dovuto essere quello di proclamare il “rispetto della vita umana e del diritto dell’individuo, chiunque sia”. Ben presto però giunse il disincanto sulla inettitudine del regime sovietico; Serge decise di non stare zitto, come facevano tanti intellettuali, e si mise a denunciare pubblicamente la follia stalinista:

"Viene spesso detto che 'il germe dello Stalinismo era presente nel Bolscevismo fin dal suo inizio'. Io non ho obiezioni. Solo aggiungo che il Bolscevismo conteneva anche molti altri germi, e coloro che vissero gli entusiasmi dei primi anni della prima vittoriosa rivoluzione socialista dovrebbero non dimenticarlo. Giudicare l'uomo vivo dai germi che l'autopsia rivela sul suo corpo morto - e che egli poteva portare con se' dalla nascita - è questo sensato?" (da "Lenin a Stalin. 1917-1937: Cronaca di una rivoluzione tradita").

Dopo la pubblicazione di “Potenza e limiti del marxismo” i rapporti tra Serge e Trotzkij si deteriorano inconciliabilmente. Nell'ex-Urss non rinunciò mai alla critica pubblica, rifiutò la carriera politica e non si iscrisse mai al partito bolscevico.

[modifica] Citazioni da Memorie di un rivoluzionario

Memorie di un rivoluzionario è il capolavoro autobiografico di Victor Serge:

  • « Sin dall'infanzia, mi sembra d'aver sempre avuto, molto netto, il doppio sentimento che doveva dominarmi durante tutta la prima parte della mia vita: quello cioè di vivere in un mondo senza evasione possibile dove non restava che battersi per una evasione impossibile »(Incipit dell'autobiografia "Memorie di un rivoluzionario")
  • Che cos'è la vita? Penserai, lotterai, avrai fame.
  • "L'anarchismo ci prendeva per intero perché ci chiedeva tutto, ci offriva tutto: non c'era un solo angolo della vita che non rischiarasse, almeno così ci sembrava".

[modifica] Opere principali

  • Memorie di un rivoluzionario (autobiografia), Edizioni e\o.
  • E' mezzanotte nel secolo, romanzo, Edizioni e\o
  • Il caso Tulev, Edizioni Bompiani
  • Vita di Trotzkij, Edizioni La terza
  • L'anno primo della rivoluzione

[modifica] Voci correlate

La Rivoluzione Russa

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