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Vera Figner

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Vera Figner nel 1883
Vera Nikolaevna Figner (in russo: Вера Николаевна Фигнер (Kazan, Russia, 7 luglio 1852 – Mosca, 15 giugno 1942), è stata prima un'anarchica russa e poi una rivoluzionaria di Narodnaja Volja. Fu membro del Comitato esecutivo dell'organizzazione populistica russa che assassinò lo zar Alessandro II.

Biografia[modifica]

Vera Figner nasce il 7 luglio 1852 nella provincia di Kazan', un distretto della Russia centrale. La madre, Ekaterina Christoforovna, è figlia di un certo Kuprijanov, giudice del distretto di Tetyushy che aveva ammassato una discreta fortuna economica, tra cui più di 70.000 acri di terre. Al momento della sua morte aveva però lasciato un tale disordine nei suo affari che i suoi parenti preferiranno non usufruire dell'eredità . Il padre di Vera, Nikolaï Alexandrovitch Figner, è invece impiegato nell'ambito forestale. Dopo l'abolizione della servitù della gleba, nel 1861, si dimette dalla sua professione e diviene giudice di pace.

Vera è la figlia maggiore di otto fratelli, tutte le quattro sorelle saranno più o meno intensamente coinvolte in attività  rivoluzionarie. Dopo gli studi all'istituto femminile Rodionovsky a Kazan' (1863-1869), Vera si trasferisce in Svizzera nel 1872, a Zurigo e Berna, dove intende terminare gli studi di medicina. Nelle città  svizzere entra in contatto con il fervente movimento anarchico: aderisce in particolare alla Federazione anarchica del Giura e partecipa al II congresso dell'Internazionale antiautoritaria di Ginevra nel 1873.

Rientrata in Russia nel 1875, Vera Figner entra a far parte del movimento Zemlja i Volja (Terra e Libertà ), poi in Narodnaja Volja (Volontà  del Popolo), partecipando nel biennio 1880-81, in qualità  di membro del Comitato esecutivo, a diversi attentati contro Alessandro II. Lo zar sarà  assassinato da un commando di «Volontà  del Popolo» il 13 marzo 1881.

Arrestata il 10 febbraio 1883, viene condannata a morte il 28 settembre 1884 (Processo ai Quattordici), poi pena commutata in ergastolo da scontare nella fortezza di Schlüsselbourg fino al settembre 1904, poi in Siberia, dove viene deportata ed amnistiata nel 1905 (siamo in piena rivoluzione del 1905).

Soggiorna ancora in Svizzera dal 1906 al 1915, impegnandosi nell'immigrazione russa, in particolare nel Comitato di soccorso ai prigionieri del suo paese. Ritornata in Russia nel 1915, Vera Figner dopo la Rivoluzione sovietica, a cui non partecipa attivamente, rimane fedele ai propri ideali. Ella riteneva, come del resto i menscevichi e gran parte dei socialisti-rivoluzionari, che prima del passaggio al socialismo « un periodo di libertà  parlamentare fosse necessario per l'educazione politica e civica delle masse popolari ». Nel 1921, alla morte di Pëtr Kropotkin, viene eletta presidente della società  fondata per perpetuare la memoria del grande rivoluzionario anarchico, la cui casa natale fu trasformata in museo. Attraverso saggi (tra cui Memorie di una rivoluzionaria), articoli giornalistici e altro critica il sistema sovietico e le persecuzioni politiche fino a quando Stalin le proibisce di parlare.

«La sua veneranda età  e la sua situazione morale assai eccezionale le risparmiarono la prigione, poiché lei non nascondeva per niente le sue rivolte» (Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario)

Vera Figner muore a Mosca alla veneranda età  di 90 anni il 15 giugno 1942.

Curiosità [modifica]

Vera Figner a Pietrogrado nel 1917

Nel documentario Padenie dinastii Romanovych di Esfir' Š ub del 1927 è possibile vedere Vera Figner ripresa a Pietrogrado nel 1917, nei primi giorni della Rivoluzione. Si vede appena in un automobile, a fianco dell'autista.

Lo scrittore Hans Magnus Enzensberger gli dedicò un saggio nel suo Politica e crimine: nove saggi (Torino, Bollati Boringhieri, 1998).

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]