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Ugo Fedeli

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Ugo Fedeli
Ugo Fedeli (Milano, 8 maggio 1898 - Ivrea, 10 marzo 1964), è stato un propagandista e anarchico italiano compagno di Clelia Premoli.

Biografia[modifica]

Ugo Fedeli nacque a Milano l'8 maggio 1898, morì ad Ivrea il 10 marzo 1964 ed era conosciuto anche sotto i falsi nomi di "Hugo Treni" e "G. Renti".

Aveva cominciato a lavorare molto giovane e non completerà  la sua formazione professionale se non seguendo dei corsi serali di una scuola tecnica. Subito membro di gruppi di giovani libertari di Milano che animano, all'epoca della guerra di Libia, una campagna antimilitarista, diventa l'amico di qualche militante appena più grande di lui, come Francesco Ghezzi e Carlo Molaschi.

Formatosi nell'ambito degli individualisti, maggioritario a Milano a quest'epoca, dove i principali rappresentanti erano Carlo Molaschi, Leda Rafanelli e Giuseppe Monnanni, Ugo Fedeli partecipò alle lotte sociali e la sua partecipazione nel 1913 a uno sciopero organizzato dall'USI gli valse il suo primo arresto e la schedatura da parte della polizia come «pericoloso anarchico». Alla vigilia della prima guerra mondiale era, insieme a Mantovani, Franceschelli, Monteverdi, Rafanelli e Molaschi, uno dei redattori del giornale «Il Ribelle» (Milano, 9 numeri dal 24 ottobre 1914 al 20 marzo 1915) di cui il responsabile era Giovanni Fontanelli, che appoggiava gli anarchici non interventisti, laddove Fedeli pubblicò il suo primo articolo Abbasso la guerra. Era, in quest'epoca, perseguitato a più riprese a causa delle sue azioni antimilitariste.

Clelia Premoli, moglie di Ugo Fedeli

Nel 1917, dopo aver lavorato per qualche mese come operaio per i militari, fu chiamato sotto le armi e molto presto, in nome dei principi tolstojani, disertava. Rifugiatosi in Svizzera, laddove ritrovava numerosi militanti milanesi, lì era implicato nel complotto detto «delle bombe di Zurigo» (insieme ad altri anarchici, tra cui Bruno Misefari e Giuseppe Monnanni) ma veniva rilasciato dopo qualche settimana di carcere. Tornato in Italia nel novembre del 1919, era amnistiato nel 1920.

Nel luglio del 1920 si sposava con Clelia Premoli che aveva conosciuto prima della guerra e che gli resterà  accanto per tutta la vita. Fu in seguito uno dei fondatori e corrispondenti di «Umanità  Nova», poi membro della redazione della rivista «Nichilismo» (Milano, dal 5 aprile 1920 al 5 marzo 1921), organo dei militanti individualisti, di cui il gestore era Giuseppe Invernizzi. Fondava, successivamente, subito dopo l'attentato del Teatro Diana, la rivista «L'individualista» (Milano, 4 numeri dal 1° febbraio al 16 marzo 1921), di cui il responsabile era Eugenio Macchi e i redattori Francesco Ghezzi, Pietro Bruzzi e lo stesso Fedeli). Egli era tra la moltitudine degli anarchici ricercato in quanto tale e non certo perché coinvolto nella strage del Diana. Fedeli fu costretto ad intraprendere un lungo viaggio che attraverso la Svizzera e Berlino lo condusse in qualche settimana prima a Pietrogrado, poi a Mosca. Durante il soggiorno in Russia, mantenne un rapporto epistolare con la moglie Clelia, sino a quando, tra la fine del 1921 e l'inizio del 1922, i due si ritrovarono a Berlino, dove Fedeli era riparato, insieme a Pietro Bruzzi, uno dei suoi vecchi collaboratori, per partecipare al Congresso internazionale anarchico. Molto presto incontrerà  Francesco Ghezzi, con cui, e sotto il falso nome di “Alfred Fidler” entrò a Mosca, dove con Ghezzi e Bruzzi, rappresentava l'USI al congresso dell'Internazionale Sindacale Rossa (ISR). Alloggiato all' hotel Lux, incontrerà  Alexander Berkman, Emma Goldman e qualche altro militante russo ancora in libertà . Poi ritornò presto a Berlino, dove partecipava come delegato degli anarchici russi al congresso di fondazione dell'Internazionale anarcosindacalista (25 dicembre 1922-2 gennaio 1923) che gli varrà  l'arresto.

Dopo aver lavorato a Berlino come carbonaio e poi in una tipografia, partiva nel 1924 alla volta di Parigi dove frequentò molti compagni russi esiliati tra i quali Nestor Makhno e Voline. S'incontrò con molti esuli antifascisti e anarchici italiani e partecipò al dibattito sulla Piattaforma d'Organizzazione dell'Unione Generale degli Anarchici (detta anche "Piattaforma di Arshinov"). Era con Sébastien Faure, Ferrandel e Buenaventura Durruti uno dei fondatori della "Libreria Internazionale", delle "Edizioni anarchiche" e della «Rivista Internazionale Anarchica» (Parigi, 8 numeri dal novembre 1924 al 15 giugno 1925), dov'era in particolare responsabile della parte italiana di questa rivista trilingue, avvalendosi della collaborazione di Virgilio Gozzoli e Tintino Rasi. Partecipava ugualmente alle campagne in favore dei militanti – di cui Francesco Ghezzi – imprigionati in Russia, come anche a quelle a favore di Mario Castagna e Ernesto Bonomini [1], Sacco e Vanzetti. ecc.

In seguito all'attentato commesso in giugno del 1924 dai fascisti contro Giacomo Matteotti, fu costituito a Parigi un "Comitato d'azione antifascista", che riuniva socialisti, repubblicani e anarchici; questi ultimi erano rappresentati da Ugo Fedeli, Erasmo Abate (vale a dire H.Rolland), Alberto Meschi e Armando Borghi. Collaborò allo stesso modo, all'Enciclopedia anarchica di Sébastien Faure.

Espulso dalla Francia e successivamente dal Belgio (dove insieme a Clelia avevano stampato a marzo ed aprile gli ultimi due numeri de La Lota Umana), allora raggiunse con la moglie l'Uruguay dove continuò a militare a Montevideo con Luigi Fabbri e molti anarchici italiani che avevano trovato rifugio in quel paese, come per esempio Domenico Aratari e Torquato Gobbi, con i quali fu dato vita al gruppo Volontà , che ben presto darà  alle stampe il periodico dell'anarchismo organizzatore Studi Sociali.

Nel dicembre del 1933, veniva estradato dalle autorità  uruguaiane e rimesso a quelle italiane che nel 1935 lo condannarono a cinque anni di confino. Era, volta a volta internato a Ponza, Colfiorito, Monteforte Irpino e Ventotene. Proprio durante la sua detenzione morirà  suo figlio di soli 8 anni, Hughetto, che spessissimo gli faceva compagnia al confino con la moglie Clelia:

«Hughetto era sempre stato nelle isole di deportazione con noi e non ha conosciuto altri se non detenuti e confinati. Per lui il mondo si divideva in due categorie di persone: confinati da una parte, dall’altra fascisti e poliziotti.
Era già  un omino e sapeva quello che bisognava fare e quello che un uomo con carattere non deve mai fare. Essendo sempre vissuto tra uomini fatti si era subito abituato a pensare come un uomo, e forse è stato un male perché così egli non ha potuto avere una vera e propria fanciullezza, che è forse il periodo più bello e felice nella vita di un uomo.” Eppure nonostante tutto anche a Ventotene, come in precedenza a Ponza e negli altri luoghi di confino ...»[2]

Nel corso del 1942 insieme alla moglie fu trasferito a Bucchianico, un paese vicino a Chieti che fu occupato dai nazisti dopo l'8 settembre 1943. Clelia Premoli fu arrestata ed internata campo di concentramento di Chieti Scalo, da dove però riuscirà  a scappare. I due si ritrovarono a Chieti, trovando rifugio all'ospedale e aiutando la Croce rossa nella cura dei feriti. Nel corso del 1944 la coppia risiedette a Bucchianico, paese del quale Ugo fu nominato sindaco per circa otto mesi. All'avvenuta liberazione, sempre insieme alla moglie, raggiunse, in buona parte a piedi, la città  di Milano.

Nell'immediato dopoguerra partecipò ai lavori della Federazione Comunista Libertaria Alta Italia, entrando poi a far parte della Federazione Anarchica Italiana. Nel 1951 lavorò come bibliotecario e responsabile delle attività  culturali dell'azienda Olivetti e redasse un gran numero di opere storiche sull'anarchismo. Ugo Fedeli e la moglie Clelia avevano raccolto un'importante mole di documenti che alla sua morte (Ivrea, 10 marzo 1964) sarà  inviata all'Istituto internazionale di storia sociale (IISG) di Amsterdam andando a costituire gli Ugo Fedeli papers.

Ugo Fedeli Papers[modifica]

Gli Ugo Fedeli Papers contengono documentazione relativa all'anarchismo internazionale relativa al periodo 1869-1964 e sono conservati all'Istituto internazionale di storia sociale (IISG) di Amsterdam. Raccolti principalmente da Ugo Fedeli e dalla moglie Clelia Premoli, i documenti contengono i diari di Fedeli del periodo 1921-1933 e 1943-1944; la corrispondenza con Diego Abad de Santillán, Emile Armand, Camillo Berneri, Giovanna Berneri, Luigi Bertoni, Armando Borghi, Pietro Bruzzi, Gigi Damiani, Severino Di Giovanni, Carlo Doglio, Luigi Fabbri, Luce Fabbri, Sébastien Faure, Italo Garinei, Ildefonso González, Jean Grave, Lucien Haussard, Renée Lamberet, Gaston Leval, Mario Mantovani, Osvaldo Maraviglia, Giuseppe Mariani, Carlo Molaschi, Maria Rossi, Nino Napolitano, Simón Radowitzky, Rudolf Rocker, Raffaele Schiavina, Augustin Souchy, Pio Turroni; le lettere dal carcere di Gino Lucetti alla sua famiglia 1930-1935, le lettere di Giovanni Domaschi alla sua famiglia 1939-1943; manoscritti, articoli, lettere di Ugo Fedeli oltre alle sue memorie Da una guerra all'altra. Brani di vita di un rivoluzionario; documentazione varia di Adriano Vanni, Giovanni Domaschi, Luigi Repossi, Augustin Souchy, Martino Stanca, Luigi Piccolo, Alibrando Giovannetti, Pasquale Binazzi, Tomaso Concordia, Pio Turroni, Ettore Sottovia, Gino Viero, Nina Weksler, Joseph Mascii, Gigi Damiani, Marco Giambelli, Antonio Dettori, Virgilia D'Andrea, Nino Napolitano, Hem Day, Luigi Fabbri, Dino Fortini, Wanda Lizzari, Erikson Nostasiode (Giorgetti), Virgilio Galassi, Gelindo Zanasi, Rino Palagi, Geno Pampaloni, Mario Perelli, Lia Bellora, Voline e Umberto Postiglione; documentazione relativa alla Conferenza di Rimini, 1872, e di Senigallia, 1962; documenti su varie organizzazioni, soprattutto italiane, come quelle dei Comitati Pro Vittime Politiche (Parigi, Milano, Livorno), Comitati di Difesa Sindacale, Federazione Comunista Libertaria Alta Italia, Federazione Anarchica Italia ed altri; vari documentazioni su organizzazioni europee e sudamericane (specialmente Francia, Spagna, Argentina, Uruguay); documentazione varia su persone e militanti, soprattutto anarchici.

Note[modifica]

  1. Mario Castagna ed Ernesto Bonomini, anarchici italiani esuli in Francia, furono accusati di aver ucciso 2 fascisti. In loro favore si sviluppò una forte campagna di solidarietà  che coinvolse soprattutto gli esuli italiani in Francia.
  2. Antonio Senta, Clelia Premoli nell'anarchismo internazionale (1916-1974) in Centro Studi Libertari, Bollettino n° 37, pag 20

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Senta, A testa alta! Ugo Fedeli e l'anarchismo internazionale (1911-1933), Milano, Zero in Condotta, 2012

Opere[modifica]

  • Da un guerra all'altra: brani di un rivoluzionario (memorie) ;
  • Fabbri e il suo primo incontro col Malatesta (in « Universo », Toulouse, n°2, dicembre 1946)
  • Luigi Fabbri (Torino, 1948) ;
  • Dogma, scienza e metodo nel pensiero malatestiano (Pisa, 1949) ;
  • Dalla insurrezione dei contadini in Ucraina alla rivolta di Krondstadt (Milano, 1950) ; - Bibliografia malatestiana (Napoli, 1951) ;
  • Appunti sulla piattaforma anarchica (Toulouse, 1951) ;
  • Luigi Molinari e gli avvenimenti del 1874 a Carrara (1952) ;
  • Il movimento anarchico a Carrara (Napoli, 1952) ;
  • Bibliografie di giornale, riviste, numeri unici anarchici stampati in italiano dal 1914 al 1952 (Toulouse, 1953) ;
  • Gigi Damiani (Cesena, 1954) ;
  • Storia del movimento operaio (Ivrea, 1955) ;
  • Storia sociale del Mexico (Ivrea, 1956) ;
  • Luigi Galleani, quarant'anni di lotta rivoluzionaria (Cesena, 1956) ;
  • Nestor Machno, la lotta libertaria nella rivoluzione russa (Milano, 1956) ;
  • E. Armand, il suo pensiero e la sua opera (Firenze, 1956) ;
  • Breve storia dell'Unione sindacale italiana (in « Volontà  », n°9-10-11, 1957) ;
  • Un viaggio alle isole Utopia (Ivrea, 1958) ;
  • Giovanni Gavilli, 1855-1918 (Firenze, 1959) ;
  • Un decennio di storia italiana, 1914-1924 (Ivrea, 1959) ;
  • Momenti e uomini del socialismo anarchico in Italia, 1896-1924 (in « Volontà  », n°10-11, 1960) ;
  • Congressi e convegni, 1944-1962 (Genova, 1963).

Altre collaborazioni di U.Fedeli[modifica]

Ugo Fedeli ha anche collaborato ad un gran numero di titoli della stampa libertaria, tra cui, tra gli altri già  citati:

Il Risveglio anarchico (Ginevra, 1920), Anarchismo (Pisa, 1922), L'Agitazione a favore di Castagna e Bonomini (Paris, 1924), L'Idée Anarchiste (1924), Libertà  (Buenos Aires, 1925), La Lotta Umana (Paris, 1927-1929), Primo Maggio (Paris, 1928), Olocausto (Forlì, 1947), Il Pensiero (Roma, 1950), Cenit (Toulouse, 1950), La Lotta Umana (Palermo, 1951), Volontà  (Napoli).

Fonti articolo[modifica]

  • Dizionario biografico degli anarchici…, op. cit (notizie di M. Granata)
  • R. Bianco « Un siècle de presse… », op. cit.
  • L. Bettini « Bibliografia… », op. cit.
  • Le Monde Libertaire, n°102, giugno 1964.

Voci correlate[modifica]