USI

Da Anarchopedia.

L'Unione Sindacale Italiana (U.S.I.) è la storica organizzazione sindacalista rivoluzionaria italiana.

Indice

[modifica] Storia dell'USI

(Articolo estratto da U.S.I-A.I.T)

Manifesto dell'USI-1913
Manifesto dell'USI-1913

L'U.S.I. nacque a Modena nel 1912 per opera di lavoratori precedentemente iscritti alla C.G.L.. Essi ritenevano infatti che tale sindacato fosse ormai troppo asservito alla politica portata avanti in parlamento dal Partito Socialista.

All'U.S.I. aderirono rapidamente tutte le camere del lavoro più di sinistra (tra cui, in Emilia, le Camere del Lavoro di Bologna, Modena, Parma, Piacenza e Ferrara).

Durante i suoi primi anni di vita l'organizzazione fu impegnata in una serie di lotte tendenti a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei proletari, senza mai trascurare l'impegno antimilitarista che la caratterizzerà nel corso di tutta la sua storia.

Alla vigilia del primo conflitto mondiale fu attraversata, come le altre organizzazioni della sinistra, dal ciclone dell'interventismo. Espulsi coloro che, al suo interno, si erano schierati per l'intervento militare dell'Italia contro l'Austria e la Germania (De Ambris, Corridoni e, in un primo tempo, Di Vittorio), l'U.S.I. continuò, sotto l'impulso di militanti quali Amedeo Borghi e Alberto Meschi, a propagandare coerentemente l'antimilitarismo.

A guerra conclusa, nel corso delle lotte che portarono il paese molto vicino alla rivoluzione sociale, l'organizzazione raggiunse la sua massima consistenza numerica (circa mezzo milione di iscritti). In quel periodo aderì all'A.I.T) cui è affiliata la maggior parte dei sindacati autogestionari esistenti a livello mondiale.

Soppressa nel 1926 dal regime fascista, l'U.S.I.-A.I.T continuò a vivere nell'esilio e nella clandestinità, partecipando alla rivoluzione spagnola del 1936 in appoggio al sindacato CNT-A.I.T. e, attraverso l'impegno dei suoi militanti, alla resistenza antifascista.

Nel secondo dopoguerra, con l'avvento della repubblica, coloro che avevano militato nell'U.S.I. rinunciarono, inizialmente, a ricostituirla, per collaborare invece alla costruzione del sindacato unitario C.G.I.L Solo nel 1950, con la rottura dell'unità sindacale, alcuni di loro ricostituirono l'U.S.I.-A.I.T che però, fino alla fine degli anni sessanta, fu realmente attiva solo in poche regioni italiane.

Nella "seconda metà degli anni 70", nasceva, in seno al movimento anarchico italiano, la proposta di ricostruire L'Unione Sindacale Italiana. Al "congresso di Genov" del 1978, organizzato per questo scopo, si sono affrontate due posizioni che, alla fine, hanno portato da una parte alla ricostituzione dell'USI e dall'altra alla nascita del Comitato d'azione diretta (CAD)

Oggi l'U.S.I.-A.I.T. si presenta come sindacato autogestionario, che si caratterizza per la struttura organizzativa libertaria e federalista (sindacato autogestito), per il suo impegno a favore dell'autorganizzazione dei lavoratori (alla quale, ogni qualvolta è possibile, non intende sostituirsi), per la prospettiva in cui si muove, che rimane quella della costruzione di una società socialista e libertaria.

Tra i suoi obiettivi principali figurano la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, un reddito minimo garantito per i disoccupati, la difesa della sanità, dell'istruzione e della previdenza pubblica, la smilitarizzazione del paese.

[modifica] L'USI è un'organizzazione anarchica?

L'USI si ispira ad alcuni concetti dell'anarchismo quali il federalismo, l'autogestione e l'azione diretta. Nonostante ciò l'USI non è propriamente definibile come un'organizzazione anarchica, poichè sin dalle sue origini, tra i suoi militanti, sono stati presenti diverse anime del movimento di lotta dei lavoratori: l'anarchico Borghi, il comunista Di Vittorio, il sindacalista Giovannetti ecc.

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