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Theophile Leclerc

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Theophile Leclerc
Jean-Théophile Leclerc (Montbrison, Francia, 1771-) è stata una delle figure di maggior rilievo della Rivoluzione Francese, rappresentandone l'anima decisamente più radicale e coerentemente libertaria.

Biografia[modifica]

Théophile Leclerc nasce nel 1771 a La Cotte, presso Montbrison. Nel 1789 entra nella Guardia Nazionale, nel 1790 si reca da Bordeaux come agente di commercio in Martinica dove trova un clima pre-rivoluzionario in cui s’inserisce pienamente. Nel 1791 è arrestato per propaganda rivoluzionaria ed espulso verso la Francia dove si arruola nel Primo Battaglione di Morbihan. Scelto come rappresentante dei granatieri di La Forêt, alla giovane età  di vent’anni, si fa notare nel Marzo 1792 per la sua abile e appassionata oratoria nell’Assemblea Legislativa, non risparmiando nemmeno Luigi XIV e Maria Antonietta d’Austria.

A Lione entra a far parte di gruppi ultra rivoluzionari, dove continua la sua propaganda, poi è inviato nuovamente a Parigi come deputato straordinario del Club dei Giacobini. Maximilien Robespierre si accanisce veementemente contro di lui, diventando uno dei suoi acerrimi antagonisti.

Dopo la giornata del 2 giugno 1793, Leclerc s'attribuisce il merito della caduta dei Girondini ed è per questo arrestato per qualche giorno. Entra allora nei Club dei Cordiglieri, è il membro più giovane membro degli Enragés (Arrabbiati). Il girondino Brissot definì questi militanti anche con il termine di “anarchici”, e si pone come il successore di Jean-Paul Marat, assassinato il 13 luglio 1793.

Leclerc radicalizza ancor più le proprie posizioni, rese manifeste nel suo giornale L'Ami du peuple par Leclerc, consigliando la creazione di un’armata rivoluzionaria composta solamente da partigiani del Terrore, l'esecuzione di tutti i sospetti e auspicando al posto della Convenzione (Assemblea Costituente) un governo di diretta e effettiva emanazione popolare (democrazia diretta). I Giacobini decidono di sbarazzarsene e lo allontanano dall’attività  nella circoscrizione, inviandolo a La Fère, dove però continua la pubblicazione del suo « foglio », attaccando ancor più duramente la Convenzione.

Sfiancati dalle sue continue critiche, il Club dei Girondini ne ordina l’ arresto, il 2 aprile 1794, insieme alla compagna Pauline Léon e a Claire Lacombe, le due fondatrici della Société des Républicaines Révolutionnaires ("Società  delle Repubblicane Rivoluzionarie").

Liberati nel mese d’agosto, Leclerc termina la pubblicazione del suo giornale rivoluzionario e insieme a Pauline Léon-Leclerc fa perdere per sempre le proprie tracce.

Considerazioni su Leclerc[modifica]

Théophile Leclerc è una di quelle figure spesso trascurate, se non addirittura maltrattate dalla storiografia ufficiale, che però sono quelle che spesso, più di altre, sanno cogliere i bisogni effettivi del popolo e che indirizzano l'ira di quest'ultimo verso gli speculatori e gli accaparratori. Leclerc auspicava una rivoluzione che andasse al di là  delle speranze dei Giacobini o di quelle dei Cordiglieri come Jean-Paul Marat.

Jacques Roux e successivamente Karl Marx lo descrivono come uno delle principali anime “socialiste” della Rivoluzione Francese, ma in lui sono evidenti anche forti venature di matrice anarchica, e uno dei principali animatori del movimento rivoluzionario.

Voci correlate[modifica]