Subcomandante Marcos

Da Anarchopedia.

Il Subcomandante Marcos, chiamato anche il “Delegato Zero”, è lo pseudonimo dietro il quale si cela il portavoce (vocero) dell’EZLN.

Secondo il governo messicano, dietro il passamontagna che cela il volto del Subcomandante, si nasconderebbe un laureato in filosofia ed ex-ricercatore dell'Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM): Rafael Sebastián Guillén Vicente (nato a Tampico, Messico, il 19 giugno 1957). Marcos ha tuttavia sempre negato di essere Rafael Guillén.

Indice

[modifica] Subcomandante Marcos. Un messicano qualsiasi

Subcomandante Marcos
Subcomandante Marcos

Del Subcomandante Marcos non si sa granché: si sa che cela il suo viso dietro il celeberrimo passamontagna, si sa che è un abile comunicatore, si sa che ha contribuito in prima persona alla riscoperta della questione indigena del Messico e si sa che è il portavoce dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Il resto è lui stesso a raccontarlo:

"Lo Stato in cui sono nato confina con il Rio Bravo a nord e il Rio Suchiate a sud; e con l’oceano Atlantico a est e l’oceano Pacifico a ovest.

Ho studiato in qualche università di questo paese, non a Oxford, all’estero, anche se adesso è molto di moda studiare da quelle parti. Ho studiato in un’università messicana, sono arrivato in fondo, il che è già molto, mi sono laureato, ho fatto un corso di specializzazione (non so come si chiamino adesso, ma quando ero giovane si chiamavano corsi di specializzazione), e sono stato felice per qualche tempo, finché non mi sono ubriacato, ho preso l’autobus sbagliato e sono finito nella Selva Lacandona. Quando me ne sono reso conto, ormai ero lì, e non ne potevo uscire; questo è successo undici anni fa. Ed eccomi qui, ancora una volta.

Non posso dire di più, ma possiamo sempre chiedere alla Procura Generale della Repubblica, magari è riuscita a mettere insieme maggiori informazioni. Comunque sono un messicano qualsiasi […]sono come qualsiasi compagno di quelli che stanno qui. Forse in questo momento si è fatto troppo leva sulla mia immagine perché sono l’unico che parla castigliano, ma il mio compito non consiste nel comando assoluto. E quando dicono: “Marcos è il capo”, non è vero, i capi sono loro. Io ho assunto un livello di dirigenza che riguarda soprattutto le questioni militari. Loro mi hanno detto di parlare, perché so parlare in spagnolo. I compagni parlano attraverso di me. Sono loro che dirigono, sono loro che pongono limiti e confini: ”Questo lo puoi dire e questo non lo puoi dire, qui puoi sbilanciarti e qui no”. Sono loro i miei capi e io ho il dovere di obbedire, loro decidono entro che limiti. Non c’è niente di straordinario in me che gli altri non abbiano, siamo tutti mossi dallo stesso desiderio di un paese giusto, diverso. (Io, Marcos. Il nuovo Zapata racconta, Marta Duràn de Huerta, Feltrinelli)

[modifica] L'ideologia politica

Dopo la sollevazione popolare del 1994, Marcos ebbe a dire che l'EZLN "non è marxista" e in varie interviste si è dichiarato "[[più influenzato dall'intellettuale messicano Carlos Monsiváis che da Karl Marx". Oltre che a Emiliano Zapata, ha dichiarato grande ammirazione per il rivoluzionario argentino Ernesto Che Guevara.

In molte occasioni istituzionali (per es. elezioni politiche e amministrative) si è schierato apertamente per l'astensionismo, manifestando pubblicamente la sua sfiducia per i partiti politici e per le istituzioni. Il Subcomandante ha dichiarato più volte che l'EZLN non è un partito che vuole conquistare il potere ma è un'organizzazione che intende mettere in discussione le strutture socio-politiche del Messico, per cercare di cambiarle in una direzione maggiormente popolare e libertaria. Le parole dello stesso Marcos d'altronde non lasciano dubbi sulle sue idee antiparlamentariste:

"Perché vogliono farci diventare un partito politico se noi non vogliamo il potere? Non riescono a capire che un movimento politico possa non essere interessato al potere politico? Ci sono già abbastanza partiti politici. Perché dovremmo aggiungerne un altro? Non vogliamo. Noi non stiamo promuovendo niente. Noi non chiediamo il governo. Noi vogliamo abbattere il governo. Noi vogliamo vivere in pace, in democrazia, libertà e giustizia".

Marcos comunicatore

Il Subcomandante Marcos ha sempre dedicato particolare attenzione alla comunicazione con il resto del mondo; in questo modo ha impedito che la questione zapatista venisse emarginata come una questione meramente messicana. Per questo Marcos è stato uno dei primi ad attribuire una grande importanza alla tecnologia in genere, e ad Internet in particolare, strumento grazie al quale gli è stato possibile diffondere i comunicati dell’EZLN.

Proprio nell'ottica internazionalista e comunicativa, che lo ha sempre contraddistinto, il 12 ottobre 2002 una sua lettera indirizzata a Ángel Luis Lara (alias el Ruso), nella quale definì "un pagliaccio grottesco" il giudice spagnolo Baltasar Garzón, per aver ritenuto infondate le accuse contro il tiranno Pinochet, riguardo a possibili violazioni dei diritti umani contro cittadini spagnoli, scatenò, sui media nazionali e internazionali, un polemico botta e risposta con il giudice spagnolo ([1]).

Marcos è inoltre un fine scrittore: oltre ai comunicati indirizzati sempre a tutti i popoli del mondo, è l’inventore letterario di due personaggi: il vecchio Antonio e Don Durito della Lacandona. Il primo, che simboleggia la sua cultura, è uno scarafaggio che pensa di essere una sorta di Don Chisciotte e per questo tratta lo stesso Marcos come fosse il suo scudiero. Il secondo è invece l’espressione della cultura occidentale.

Il vocero ha recentemente instaurato stretti rapporti letterari con numerosi scrittori sudamericani, tra i quali Paco Ignacio Taibo II e Manuel Vázquez Montalbán.

Opere

Opere del Subcomandante Marcos

  • Dalle montagne del sud-est messicano, Edizioni Lavoro, 1995
  • Dal Chiapas al mondo. Scritti, discorsi e lettere sulla rivoluzione zapatista, 2 Vol., Erre Emme, 1996
  • Il sogno zapatista, Mondadori, 1997
  • I racconti del vecchio Antonio, Moretti & Vitali, 1997
  • Don Durito della Lacandona, Moretti & Vitali, 1998
  • La storia dei colori, Minimum Fax, 1999
  • La spada, l’albero, la pietra e l’acqua, Giunti, 2000
  • Racconti per una solitudine insonne, Mondadori, 2001
  • Nei nostri sogni esiste un altro mondo. Appunti dal movimento zapatista, Mondadori, 2003
  • Morti scomodi, Marco Tropea Editore, 2005 (romanzo scritto insieme a Paco Ignacio Taibo II)
  • Libertad y dignidad. Scritti su rivoluzione zapatista e impero, Datanews, 2006

Opere sul Subcomandante Marcos

Collegamenti esterni

Voci correlate

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