Stragi capitaliste

Da Anarchopedia.

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Le stragi capitaliste vengono spesso definite dai media, edulcorandone il senso, "morti bianche". Con questo termine ci si riferisce alla morte di persone avvenute luogo di lavoro, generalmente a causa della totale o parziale mancanza di rispetto delle più elementari norme di sicurezza. Per il capitalista investire in sicurezza significa ridurre i profitti e per questo preferisce trascurare tale aspetto, spesso con il silenzio dei sindacati e delle istituzioni.

Indice

[modifica] Stragi del capitalismo


Capitolo in buona parte estratto da 1


I morti sul lavoro in Italia ammontano a circa 1300-1400, secondo i dati ufficiali; i dati si riferiscono al triennio 2003-2005, tanto che anche a questo "fenomeno" hanno dovuto dedicare una giornata; altri 300 morti dovute a malattie professionali. L'ILO fa una stima di oltre 13 mila morti l'anno per esposizione a sostanze chimiche.

Questi i dati ufficiali, cioè le morti e gli infortuni contabilizzati, poi c'è il sommerso.

Ultimamente i media, i politici i sindacalisti, fanno un gran parlare di questo "fenomeno" in termini scandalizzati persino, ma nonostante tutto i morti non e gli infortuni non diminuiscono. Visto che le morti e gli infortuni sono connaturati al lavoro salariato e loro gestiscono o cogestiscono lo sfruttamento del lavoro salariato, resta difficile capire di cosa si scandalizzano. Alle parole rituali i fatti non seguono: e come potrebbero? Non possono abolire lo sfruttamento, e così la catena dei morti si perpetua di giorno in giorno.

[modifica] L'incendio della fabbrica Triangle


Articolo principale:incendio della fabbrica Triangle


Il 25 marzo 1911, un incendio alla Shirtwaist(New York, USA) uccise 146 donne. La maggioranza di esse erano giovani italiane o ebree dell’Europa orientale.

[modifica] La strage della ThyssenKrupp

Nella notte tra il 5-6 dicembre 2007, presso lo stabilimento di Torino della ThyssenKrupp, una vasca di olio bollente, utilizzato per il raffreddamento dei laminati, ha preso fuoco, ma mentre il gruppo degli operai cercava di spegnere le fiamme con gli estintori prima, e con le manichette poi, è stato investito da una enorme fiammata sprigionata da una tubatura d'olio ad alta pressione, che ha ceduto e l'olio nebulizzato è uscito prendendo fuoco, investendo in pieno gli operai intenti nel tentativo di domare il principio di incendio e causandone, in tempi diversi, la morte. Immediatamente il reparto è diventato un inferno.

Poiché l’impianto di Torino era in fase di dismissione, con la concentrazione dell’azienda a Terni, l’azienda ha ridotto consistentemente la manutenzione degli impianti e tralasciato di seguire le norme di sicurezza. Per questo motivo gli estintori che avrebbero dovuto spegnere i fuochi sono stati trovati in parte vuoti e per questo il gruppo di operai era in servizio da più di 4 ore rispetto al normale turno lavorativo. Per questo, Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe De Masi sono morti in una maniera così orribile.

[modifica] Collegamenti esterni

La regola senza l'eccezione

Dalla strage di Piazza Fontana a quella di ThyssenKrupp

[modifica] Voci correlate

Capitalismo

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