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Storia del movimento anarchico greco

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Manifesto anarchico affisso a salonicco che richiama una frase di Bakunin

L'anarchismo greco affonda le proprie origini in alcune scuole filosofiche dell'antica Grecia, soprattutto quelle legate alla scuola cinica. Il primo dei cinici fu Antistene di Atene, che era solito tenere lezione anche ai cosiddetti "semi-cittadini" [1]. Diogene di Sinope fu invece un suo allievo, divenuto celebre anche per aver pronunciato la frase: «Sono cittadino del mondo intero». Un altro precursore dell'anarchismo fu Zenone di Cizio che, in una delle sue obiezioni alla difesa dell’autorità  fatta da Platone, argomentò che la ragione avrebbe potuto sostituire l’autorità  e la gerarchia nella gestione della società  umana.

In altri momenti della storia greca, tra l’antichità  e il Medio Evo, si formarono movimenti filosofici e sociali che difendevano i principi libertari, tuttavia mancano dati storici accreditati che possano ricostruirne con certezza la vicissitudini storiche, i loro legami con il passato e le influenze esercitate sul movimento attuale.

Storia dell'anarchismo greco[modifica]

Ricostruire la storia del movimento anarchico greco non è cosa semplice, prima di tutto a causa delle lacune della ricerca storica e poi per colpa di alcune interpretazioni ideologiche che hanno distorto alcuni fatti. Non è cosa semplice quindi stabilire legami e connessioni storiche tra i gruppi attuali e quelli del passato.

XIX secolo[modifica]

È durante gli anni intorno al 1860, soprattutto ad Atene, che si trovano tracce dei primi libertari e delle prime azioni anarchiche organizzate in “territorio greco”. La maggior parte dei testi scritti e pubblicati da anarchici e rivoluzionari lo furono sotto l'influenza delle altre organizzazioni europee, con cui i greci erano riusciti a stabilire dei contatti. Uno degli anarchici più celebri dell'epoca fu Emanouil Dadaoglou, un mercante di Smirne che scoprì le idee anarchiche probabilmente grazie ai rifugiati politici italiani giunti a Patrasso nel 1849 dopo la Guerra del Regno delle Due Sicilie [2]. Con l'anarchico italiano Amilcare Cipriani, fondatore del "Democratic Club", organizzò un collettivo e prese parte alla rivoluzione contro il re Otton nel 1862. Ci sono prove che il gruppo attuò un "blocco stradale" nelle vicinanze di Kapnikarea. [3]
Amilcare Cipriani, comunardo ed anarchico italiano, risedette per qualche anno in Grecia collaborando a diverse attività  rivoluzionarie

Dal 1864 al 1867 Dadaoglou si stabilì in Italia, nella zona di Napoli, e partecipò alle attività  dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT) (un'organizzazione che in Italia era profondamente influenzata dalle idee di Bakunin). In quel periodo incontrò Maria Pantazi, all'epoca prostituta di professione, i due si innamorarono, lei divenne una militante libertaria e seguì il suo compagno anche quando alla fine del 1860 si decise di ritornare in Grecia. Prima donna militante del movimento anarchico greco, dopo la morte di Dadaoglou nel 1870, la Pantazi si trasferì a Parigi, partecipò alle insurrezioni della Comune e poi cadde vittima della repressione insieme a migliaia di altri comunardi.

Con lo sviluppo del movimento anarchico, i giornali ellenici cominciarono ad interessarsi all'anarchia e pubblicarono in tal senso diversi articoli. Il primo di questi di cui si ha notizia fu editato nel periodico "Φώς" (Luce) n. 334 del 3 settembre 1861 e s'intitolava Anarchia. Di autore anonimo, l'articolo era suddiviso in due parti, ma dopo la pubblicazione della prima ci fu un raid poliziesco che portò al sequestro del giornale. La seconda parte non fu quindi mai pubblicata.

Gruppi si costituirono anche nelle isole Eptanisa (Isole Ionie), dove si ricordano i nomi di Mikelis Iamvlixos e Nikolaos Konemenos. Il primo studiò a Berna, in Svizzera, incontrò Bakunin ed in seguito ritornò nell'isola di Cefalonia, dove era nato, e pubblicò diversi articoli. Konemenos, che viveva nell'isola di Corfù, fu uno dei primi ad usare la parola "comunismo" e a difendere i diritti delle donne. Nel 1893 pubblicò un libro in italiano intitolato Ladri e assassini.

Il pensiero anarchico diffusosi nel decennio precedente portò alla fioritura di molte organizzazioni "rivoluzionarie" ad Atene, Syros, Messina, Aigio, Filiatra, Cefalonia e Patrasso. Nei primi mesi del 1876 proprio gli anarchici di Patrasso fondarono un gruppo denominato "Associazione Democratica", che ben presto, grazie alla favorevole posizione geografica [4], poté stabilire fruttuose relazioni con altri anarchici d'Europa, specie quelli italiani. Questo gruppo tentò di coordinare tutte le organizzazioni greche, costituendo così la prima sezione nel territorio dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori. Si costituì la "Lega Democratica del Popolo", la cui nascita fu annunciata nel giornale bolognese «Il Martello»: «...più tardi vi invieremo la poitica generale della Lega Democratica e la politica specifica della compagnia di Patrasso...Presto daremo vita al nostro giornale socialista come strumento propagandistico dell'AIT...».

Alla crescita del movimento seguì un giro di vite contro gli anarchici e i socialisti, perfettamente in linea con la repressione portata avanti da tutti gli stati europei. A tal proposito riporta il Bollettino della Federazione anarchica del Giura del 10 giugno 1877:

«La Grecia si allinea con il resto delle nazioni civilizzate, che non rifiutano di affidarsi a drastiche misure per mantenere l'ordine sociale. Come prova di questo, riceviamo la seguente lettera: "Sono stati imprigionati a Patrasso, tra il 15 e il 17 maggio 1877 mentre erano intenti a stampare il periodico: Dionisis Ampelopoulos Mpompotis Konstantinos Alexandros Evmorfopoulos Konstantinos Grimani. Siamo in carcere per avere pubblicato il primo numero del nostro giornale, Democrazia greca, di cui lei riceve copia. Saluti e solidarietà . Konstantinos Grimani».

Nel 1896 due nuove associazioni si costituirono a Patrasso e Pyrgos, i cui militanti più conosciuti furono D. Badoun D. Arnellos D. Karabilias e il poeta P. Tsekoura [5]. Questi tradussero diversi articoli anarchici e pubblicarono il giornale «Epi ta proso» ("Andando Avanti"), di tendenza anarco-socalista, intorno al quale raccolsero le simpatie dei cristiani anarchici, dei comunisti anarchici, dei socialisti e anche degli individualisti [6]. Tra gli anarchici più i più attivi in quel periodo si può citare anche Marinos Antypas, che operò in tutto il "territorio greco".

XX secolo[modifica]

Dall'inizio secolo agli anni '60[modifica]

Nei primi anni del Novecento molti dei principali centri urbani del paese ospitavano almeno un nucleo anarchico. I libertari ellenici salirono agli onori della cronaca grazie ai cosiddetti "Battellieri di Salonicco", un gruppo di anarchici macedoni (i greci allora erano minoranza a Salonicco) dediti all'azione diretta: a Salonicco, tra il 28 e 30 aprile 1903, misero in atto una serie incredibile di attentati: il 28 aprile 1903 fecero esplodere degli ordigni nel battello a vapore Guadalquivir; il 29 e 30 fecero saltare in aria la Banca imperiale ottomana, il Club tedesco, il treno espresso proveniente da Istanbul, il bar Alambra, alcune delle principali linee di gas e acqua, l’ufficio postale, il Grand Hotel, il teatro Eden e il campo militare di Top Hane. Ufficialmente 115 persone morirono negli attacchi. Si presume che i membri di questo gruppo furono arrestati, probabilmente torturati e poi impiccati.

All’inizio del secolo l'anarchico Marinos Antypas, leggendario eroe del movimento contadino, compì diverse azioni in svariate zone della Grecia. Nel 1913 un altro anarchico, Alexandros Schinas, sparò e uccise a Salonicco il re Giorgio di Grecia. Schinas fu torturato e ucciso sei settimane dopo il suo arresto.

All'epoca molti militanti facevano parte della Federazione Socialista di Salonicco guidata da Avraam Benayora e del Partito Socialista dei Lavoratori di Grecia, che nel 1923 sarebbe diventato il Partito Comunista di Grecia (KKE) e il polo d'attrazione di molti rivoluzionari ellenici. Molti altri anarchici furono coinvolti nelle lotte della classe operaia andate avanti tra il 1920 e il 1930.

Esempi straordinari di attività  anarchica tra gli anni '20 e '30 furono quelli di Constantinos Speras, sindacalista e leader dello sciopero di Serifos, e Yannis Tamtakos, figura di riferimento a Salonicco durante lo sciopero generale del 1936.

Durante la dittatura di Metaxas (1936 - 1940) e l'occupazione nazista (1941-1944), la repressione contro la classe operaia e le fazioni rivoluzionarie raggiunsero l'apice. Migliaia di persone morirono durante la guerra, in esilio, nelle carceri e nei campi di concentramento. Nel frattempo, il partito comunista stava diventando sempre più importante nel paese grazie alla sua politica di resistenza attiva racconta l'occupazione tedesca. Nel dicembre del 1944, due mesi dopo la fine dell'occupazione, il Partito comunista guidò una rivolta ad Atene contro il governo filo-britannico; durante le tre settimane di combattimenti, i comunisti attaccarono ed eliminarono molti militanti anarchici (tra cui Constastinos Speras), trotzkisti e tutti i dissidenti di sinistra bollati genericamente come "nemici di classe". Il tutto andò avanti sino a quando la British Army riprese il controllo del paese e sconfisse gli stessi comunisti. (Fu un'azione vendicativa come quella che nel maggio 1937 i comunisti spagnoli del PCE avevano messo in atto contro anarchici e "poumisti" della rivoluzione spagnola.).

La repressione successiva, contro quella che il governo chiamò «Insurrezione Comunista» (1944-1949), colpì molti anarchici, che furono perseguitati, esiliati e imprigionati poiché considerati una minaccia per il nuovo ordine mondiale imposto dalle potenze vincitrici delle guerra. Fino alla metà  degli anni '60 i principi dell'anarchismo poterono sopravvivere solamente grazie ad un pugno di scrittori e poeti. In questi anni, i pochi anarchici sfuggiti alla repressione, si opposero anche alla cosiddetta "sinistra democratica", patrocinata dai comunisti greci.

Gli anarchici di fronte alla dittatura (1967-1974)[modifica]

Il movimento anarchico in Grecia crebbe notevolmente durante il tragico periodo della dittatura militare (1967- 1974). Gli anarchici furono tra i più attivi del movimento studentesco che si oppose tenacemente al regime; a tal proposito si possono trovare numerosi riferimenti in vari testi, tra cui quello di S. Katsaros intitolato Io il provocatore, il terrorista.

Manifesto del 1982 che recita «La polizia vende eroina». Firmato "Anarchici".

Influenzato anche dalle esperienze vissute da alcuni studenti greci a Parigi durante il Maggio 1968 e dal movimento dell’autonomia operaia presente in Italia, l'anarchismo greco abbandonò l’anarco-sindacalismo e scelse la strada dell’azione diretta e della lotta di classe, rifacendosi all’anarchismo classico di Bakunin e Kropotkin. Ciò fu possibile anche grazie a diverse pubblicazioni anarchiche, o comunque critiche dello status quo, che comparvero in quel periodo: nel 1972 fu editata La società  dello spettacolo di Guy Debord; poi fu la volta di Dio e lo Stato di Bakunin e Legge e Autorità  di Kropotkin. Furono editate anche opere di Rosa Luxemburg, Ida Mett, Henry D. Thoreau, Murray Bookchin, Max Nettlau e di altri scrittori libertari. Nel 1973 cominciò a circolare Sciopero elettorale, una traduzione di un testo del 1902 contro la partecipazione alle elezioni borghesi, diffuso in Grecia come risposta al processo di democratizzazione ed elettoralistico pensato dalla giunta militare.

Il 14 novembre 1973 iniziò la rivolta degli studenti del Politecnico di Atene (quartiere di Exarchia) contro la dittatura dei colonnelli. Tre giorni dopo questi ordineranno la repressione dei rivoltosi: Papadopoulos incaricò l'esercito di porre fine alla protesta, un carro armato Amx 30 sfondò i cancelli del Politecnico provocando tra gli occupanti molti feriti, molti dei quali erano militanti nel movimento anarchico.

Dopo la dittatura (1974-1990)[modifica]

Sette mesi dopo quel fatidico 17 novembre, la dittatura dei colonnelli entrò in crisi e fu sostituita da un governo di transizione guidato da K. Karamanlis che avrebbe dovuto condurre il paese alle elezioni e la democrazia. Nel settembre 1974, per la prima volta dopo 25 anni, furono legalizzate tutte le organizzazioni di sinistra e si ricostituirono molti gruppi maoisiti, trotzkisty, guevaristi e anarchici.

Come nel resto d’Europa, anche in Grecia la cultura hippie, punk e rock ebbe notevole influenza sul movimento anarchico: verso la fine degli anni ’70 molti militanti dei partiti d’estrema sinistra abbandonarono le linee guida dei rispettivi partiti e si schierarono con gli anarchici e gli autonomi. A partire dal 1976 fece la sua comparsa il giornale comunista anarchico «Eleytheros Typos» ("Stampa libera"); in quegli anni, nel quartiere Exarchia di Atene, al cui interno c’è il Politecnico Universitario, gli anarchici crearono una sorta di zona libera dalle influenze dello Stato. Lo stesso movimento studentesco del 1978 fu notevolmente influenzato dall'anarchismo e gli scontri di piazza con la polizia furono pressoché regolari per tanto tempo.

Col tempo, parte degli anarchici che si erano opposti alla dittatura abbandonarono il movimento e la lotta contro il capitalismo, specie dopo l’alleanza di governo tra il partito socialista e quello comunista che portò alla pacificazione del paese. Dalla metà  degli anni ’80 cominciarono la militanza anarchica nuove e giovani forze, fortemente incollerite con il sistema “democratico” greco. Nel biennio 85-86, manifestazioni e scontri furono quasi all’ordine del giorno: l'assassinio degli anarchici Mixalis Kaltezas (1970 - 1985) e Xristos Tsoutsouvis (?- 1985), avvenuti durante uno dei tanti violenti scontri con la polizia, scatenò massicce ondate di protesta ad Atene e Salonicco. L'omicidio di un poliziotto a Salonicco e l'occupazione della facoltà  di Chimica dell'Università  di Atene, non fecero altro che incrementare la repressione del movimento, senza però riuscire ad impedirgli di resistere e ad organizzare ad Atene manifestazioni con oltre 10000 militanti.

Negli anni ’80 il movimento anarchico greco salì ancora agli onori della cronaca per l’attacco ad un albergo dove si stava tenendo una conferenza neofascista (tra cui vi era anche il leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen).

L'ultimo decennio del secolo[modifica]

Murales antifa ad Exarchia, Atene.

La nascita nel 1991 di un nuovo movimento studentesco, uno dei più caldi e radicali dell'intera storia del paese, fornì anche una nuova ondata di giovani anarchici. Durante quell'anno ci furono circa 1.500 scioperi selvaggi, occupazioni di scuole e manifestazioni di centinaia di migliaia di persone. In quel contesto sociale di lotta, una banda neofascista greca assassinò il professore e militante di sinistra Nikos Temponeras, provocando un susseguirsi di manifestazioni ed insurrezioni in quasi tutte le principali città  della Grecia. A Patrasso in particolare, città  dove era stato ucciso Temporenas, gli anarchici diedero prova di straordinaria forza e compattezza, portando in piazza almeno 25 000 persone (in una popolazione di 100 000 abitanti) che diedero l'assalto all'edifico della polizia e del municipio. Lo stesso giorno, ad Atene, 4 persone morirono in un incendio scoppiato durante una manifestazione di massa. I disordini ebbero termine solo dopo il ritiro di una riforma scolastica voluta dal ministro della Pubblica Istruzione.

Bandiera anarchica nell'Università  di Atene

Il ruolo degli anarchici nell'organizzazione della lotta studentesca e nella radicalizzazione del movimento fu determinante. Ciò però causò l'inizio di una campagna mediatica orchestrata dai nuovi mass media privati che dipinsero gli anarchici come violenti e terroristi. Il movimento anarchico greco visse di conseguenza momenti estremamente difficili, aggravatisi dopo l'arresto di 504 anarchici del collettivo studentesco che nel 1995 aveva occupato il Politecnico di Atene. I media nazionali continuarono nelle loro campagne diffamatorie contro gli studenti e gli anarchici in particolare, giustificando la repressione di « questi hooligans, banditi coscienti della loro ignoranza» (così frequentemente i media greci definivano i militanti anarchici), ottenendo però l'effetto contrario visto che gli attacchi polizieschi e mediatici suscitarono simpatie in larghi strati della popolazione. Tuttavia per i successivi 5 anni gli effetti della repressione si manifestarono in tutta la loro drammaticità , in particolare sul movimento studentesco che nel 1998 di fatto cessò di esistere.

L'anarchico Kostas Sakkas, anarchico arrestato con l'accusa di appartenenza alla CCF. È stato detenuto illegalmente nelle prigioni greche, oltre i termini preventivi, sino a quando un suo sciopero della fame ha sollevato un caso nazionale.

XXI secolo[modifica]

Con l'avvento del nuovo secolo, e dopo 5 anni di sostanziale inattivismo, il 17 novembre 2001, durante la manifestazione di Atene in ricordo dei fatti del 1973, un blocco anarchico di circa 800 persone attaccò la polizia greca che difendeva e protteggeva l'ambasciata americana. Una vera e propria svolta per il nuovo movimento è stata l'imponente manifestazione che si tenne ad Atene nel gennaio del 2002, perché dopo molto tempo si trovarono fianco a fianco tutte le diverse anime libertarie della città . Nello stesso anno viene costituita anche la "Corrente Anti-Autoritaria" (Antiexousiastiki Kinisi), fondata sui principi generali dell'anarchismo e dell'azione diretta, particolarmente attiva ad Atene, Salonicco e in molti altri centri urbani. Due anni dopo gli anarchici si trovano in prima fila nell'opposizione alle Olimpiadi di Atene, utilizzate dal governo greco per le solite speculazioni affaristiche, per incrementare l'autoritarismo, la repressione e il controllo sociale. Una novità  di questi anni è stata la comparsa di manifesti anarchici in altre lingue (albanese, russo, georgiano e arabo), segnale evidente della volontà  dei libertari greci di voler comunicare con i migranti presenti nel paese.

Una data molto importante per il movimento greco è quella del 6 dicembre 2008, quando un giovane anarchico di 15 anni, Alexandros Andreas Grigoropoulos, viene assassinato dalla polizia nel "quartiere anarchico" ateniense di Exarchia. Per protestare contro quell'assurdo assassinio per molte settimane si sono susseguite violente manifestazioni, attacchi ai simboli dello Stato e del capitalismo. Tutte queste insurrezioni hanno suscitato l'immediato interesse di molti anarchici non greci: ai primi dell'ottobre 2009 l'anarchico italiano Alfredo Maria Bonanno viene arrestato a Trikala insieme all’anarchico greco Christos Stratigopoulos, l'accusa per entrambi è stata quella di rapina a mano armata[7] [8].

Anche per gran parte del 2010 le manifestazioni e gli scioperi contro la crisi economica e le misure restrittive adottate dal governo su imposizione del Fondo Monetario Internazionale sono state quasi quotidiane. Il 10 marzo, in uno scontro a fuoco con la polizia greca viene assassinato Lambros Fountas, anarchico militante di Lotta Rivoluzionaria (EA), un gruppo armato greco responsabile di molte diverse azioni (la più famosa fu l'attacco con RPG all'ambasciata statunitense di Atene nel 2007). Il 5 maggio, ad Atene, la folla in sciopero ha assaltato il Parlamento. Nella stesso giorno ignoti danno fuoco ad una banca ateniese: muoiono tre dipendenti. Il quartiere Exarchia (Atene) viene messo a ferro e fuoco dalla polizia greca che darà  inizio ad una vera e propria caccia all’anarchico. [9]

Dal 2008 è attivissimo sul fronte rivoluzionario informale il gruppo Cospirazione delle Cellule di Fuoco, contro i cui membri sono stati effettuati numerosi arresti e processi spesso fondati su prove meramente indiziarie se non su vere e proprie macchinazioni giudiziarie.

In controtendenza rispetto ad un predominio degli anti-organizzatori, nel 20155 ci sono stati numerosi dibattiti interni al movimento anarchico greco che hanno portato allo sviluppo di due progetti organizzativi, da un lato la Federazione Anarchica nata durante il congresso del 3-4 ottobre, e dall'altro l'Organizzazione Anarchica Politica.[10]

Note[modifica]

  1. Il lettore tenga a mente che la presunta democrazia ateniese fu discriminatoria nei confronti di donne e stranieri
  2. Regno delel due Sicilie
  3. Pagina 412, History of late and modern Greece- Volume A, Tasos Bournas. Kastaniotis, Atene 1997
  4. Patrasso, terza città  della Grecia, si trova nel nord-ovest del Peloponneso. Ha un'area metropolitana di oltre 200.000 abitanti ed è un importante centro commerciale interno nonché un porto trafficato, con regolari traghetti per Venezia, Ancona, Bari e Brindisi.
  5. History of the Greek Workers Movement, Yannis Kordatos
  6. The History of the Greek Workers Movement
  7. Ottobre 2009- Arresto Alfredo Maria Bonanno
  8. Dopo oltre un anno di detenzione preventiva, a metà  del novembre 2010 si è svolto a Larissa il processo a carico dei due: Bonanno, dopo essere stato condannato a 4 anni, ridotti poi a due, è stato scarcerato in quanto maggiore di 70 anni. Christos Stratigopoulos è stato invece condannato a 8 anni e 9 mesi di carcere (Alfredo Maria Bonanno è libero)
  9. Video sulla violenza della polizia ad Exarchia (1), Violenze della polizia ad Exarchia (2), Video sulle violenze della polizia ad Exarchia (3)
  10. Grecia: nasce la Federazione Anarchica

Bibliografia[modifica]

Anarchici prigionieri e assassinati in Grecia[modifica]

Anarchici detenuti[modifica]

Anarchici assassinati[modifica]

Organizzazioni anarchiche e rivoluzionarie greche[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

  • Recensione