Stato

Da Anarchopedia.

Lo Stato è un’istituzione organizzata in differenti modi (Repubblica, Monarchia ecc.) che possiede l’autorità di definire le leggi, attraverso le quali governa una società delimitata dai confini nazionali (Stato sovrano). È caratterizzato dalla divisione in classi (classismo), in cui una dirige (la classe dominante) e l'altra è diretta (i subordinati).

L’anarchismo si oppone a tutte le forme organizzate in maniera autoritaria, conseguentemente si oppone anche allo Stato.

Indice

[modifica] Generalità sullo Stato

Prima della scoperta dell'agricoltura (10-12000 anni fa) gli uomini vivevano secondo i principi del nomadismo, da quel momento gli uomini\donne hanno cambiato le proprie abitudini trasformandosi in sedentari.

Questo cambiamento epocale ha determinato la nascita del patriarcato, del dominio dell'uomo sulla natura e dei primi conflitti sul possesso (e poi sulla proprietà) della terra, ecc. A questo punto gli uomini più forti cominciarono ad organizzarsi in maniera tale da difendere i propri privilegi, basati sullo sfruttamento di altri esseri umani.

Lo Stato non è altro che l’evoluzione di quella forma primordiale di autorità. Storicamente lo Stato ha origine nell'alleanza strategica tra monarchia e borghesia in cui l'unificazione del territorio e l'accentramento del Potere nelle mani del Re, sono gli elementi che essenzialmente lo caratterizzano. La funzione amministrativa è svolta da una moltitudine di funzionari subordinati al Re, la difesa e il servizio d'ordine sono invece affidati agli eserciti permanenti, fedelmente asserviti allo stesso Sovrano.

Nel corso del tempo lo Stato ha cambiato forma ("Monarchia assoluta, Monarchia costituzionale, Repubblica" ecc.), ma non sostanza. Per questo, nonostante l'evoluzione storica, esso può ancora essere inteso come una concentrazione di Potere strutturato in una rigida gerarchia sociale, nel cui ambito territoriale il proprio diritto è ritenuto superiore a qualsiasi altro soggetto individuale o collettivo (autoritarismo).

[modifica] Nascita dello Stato-Nazione

E' necessario premettere che con il termine Stato si indica una entità politica e geopolitica, invece con quello di Nazione si definisce un'entità culturale e/o etnica. Il termine Stato-Nazione definisce, di conseguenza, la coincidenza tra entità politica ed entità geografica, distinguendosi dalle precedenti tipologie di Stati.

In realtà spesso i confini politici non combaciano con quelli etnici, e allora le minoranze etniche possono trovarsi a vivere al di fuori dello Stato della propria etnia (es. kurdi divisi tra Irak, Iran, Siria e Turchia oppure i baschi in Spagna ecc.), determinando in molti casi la loro repressione, più o meno cruenta, nel caso non si integrino nei modi determinati dallo “Stato padrone”. Proprio per queste ragioni la definizione di "Stato-Nazione" ha assunto più che altro il sinonimo di “Stato sovrano”.

Le origini dello Stato-Nazione risalgono al trattato di Westfalia (1648) che pose fine alla guerra dei trent’anni (dal 1618 al 1648 si svolse un lungo conflitto che impegnò soprattutto i territori dell'Europa centrale appartenenti al Sacro Romano Impero Germanico, e poi coinvolsero la maggior parte delle potenze europee, con le eccezioni di Inghilterra e Russia). Successivamente tale concetto andò sviluppandosi, giungendo alla sua “maturazione” nel 1789 con la Rivoluzione Francese.

Il concetto di Stato-Nazione comportò nel tempo la nascita delle mappe europee con confini e frontiere ben delimitate, l’ascesa della borghesia al potere, l’omogeneizzazione culturale forzata, la repressione delle minoranze etniche eventualmente presenti entro lo Stato ecc. Inoltre, secondo Michele Fabiani, la differenza tra Stato-Nazione e Stato feudale (dalle cui ceneri si è sviluppato lo Stato moderno) sta nel fatto che “[nello stato-nazione].. non si ha più il potere di un individuo su altri individui e su un territorio, ma il potere diretto dell’organizzazione su tutti gli individui, compresi i padroni stessi che secondo i principi di uno stato liberale devono rispettare la legge quanto i loro servi[1]

[modifica] Analisi dal punto di vista anarchico

Secondo Max Weber lo Stato possiede il "monopolio della violenza legittima". Dal punto di vista anarchico, lo Stato non è altro che la nuova forma con cui le classi dominanti si sono riorganizzate per gestire meglio il proprio Potere.

Oggi come ieri, controlla la popolazione, mediante i suoi specifici apparati repressivi (forze armate, amministrazioni, i tribunali e la polizia) ed è colpevole di gran parte dei mali che affliggono la popolazione. Per questo motivo è necessario abolirlo.

[modifica] La necessità dell'abolizione

Gli anarchici sono contrari a qualsiasi idea di Stato (su questo punto sono sostanziali le differenze tra anarchismo e marxismo, in quanto i primi auspicano l’immediata abolizione mentre i secondi usano il termine estinzione), in quanto esso contiene, comunque, il germe dell'autoritarismo, del dominio e della sopraffazione.

È necessario, per la costruzione di una società anarchica libera, la totale scomparsa dello Stato, in maniera tale che scompaia anche il dominio dell’uomo sull’uomo e con esso anche ogni sistema basato sulla gerarchia sull’autorità e la repressione, giacchè è del tutto illegittima la sua autorità, sia nella teoria (contratto) che nella pratica (diritto).

Lo Stato secondo Pëtr Kropotkin deve essere abolito per poter distribuire meglio le ricchezze ed evitare una concentrazione di potere. La fine delle contraddizioni istituzionali dovrebbe permettere anche la diminuzione della criminalità, la scomparsa dei privilegi e la creazione di una società meno iniqua e dove comunque i problemi vengano affrontati e risolti e non semplicemente repressi.

[modifica] Collegamenti esterni

Scienza e Anarchia (vari estratti delle opere principali di Kropotkin, tra cui alcuni capitoli dedicati allo Stato)

[modifica] Voci correlate

Citazioni sullo stato

[modifica] Note

  1. Michele Fabiani, Il razionale e l'assurdo, [1]
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