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Spartaco Stagnetti

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Spartaco Stagnetti
Spartaco Stagnetti (Roma, 4 luglio 1888 - Ustica, 15 agosto 1927) è stato un anarchico e sindacalista rivoluzionario italiano.

Biografia[modifica]

Figlio della Roma proletaria, Stagnetti cominciò presto a lavorare e contemporaneamente aderì alle correnti rivoluzionarie del sindacalismo, diventando segretario del sindacato dei tranvieri romani.

Nel 1911 prese parte alla Commissione esecutiva incaricata di organizzare un congresso a Roma con lo scopo di discutere e chiarire le divergenze interne al movimento anarchico italiano[1].

Il 30 aprile 1920 Stagnetti partecipò ad un presidio in solidarietà  ai rivoluzionari russi. La polizia caricò e ferì numerosi compagni, che tuttavia riuscirono a resistere degnamente. Pochi mesi dopo, il 20 luglio, Stagnetti venne attaccato dai fascisti: in risposta a questo agguato, i lavoratori romani proclamarono lo sciopero generale. In questi anni Stagnetti pubblicò anche un libretto destinato ad avere grande diffusione, L'anarchia vissuta.

Il fascismo mise a tacere Spartaco solo col confino: il sindacalista venne mandato a Ustica il 15 gennaio 1927. Qui venne ucciso da un detenuto comune il 15 agosto 1927, nella taverna che aveva aperto per guadagnare quel minimo con cui mantenere la famiglia[2].

Bibliografia[modifica]

  • Roberto Carocci, Roma sovversiva. Anarchismo e conflittualità  sociale dall'età  giolittiana al fascismo (1900-1926), Odradek, 2012.

Note[modifica]

  1. Fabrizio Giulietti, Storia degli anarchici italiani in età  giolittiana, FrancoAngeli, 2012, p. 183.
  2. Spartaco Stagnetti (1888-1927), voce da Estel Negre. Altra data diffusa della morte di Stagnetti è il 15 agosto 1928; noi ci siamo attenuti a quanto riportato dai compagni di Estel Negre.