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Sof'ja Perovskaja

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Sof'ja L'vovna Perovskaja

Sof'ja L'vovna Perovskaja [1] - in russo: Софья Львовна Перовская - (San Pietroburgo, 13 settembre 1853 - San Pietroburgo, 15 aprile 1881) è stata una rivoluzionaria e populista russa. Militante di Zemlja i Volja («Terra e Libertà ») e Narodnaja VoljaVolontà?? del Popolo»), con quest'ultimo gruppo organizzò e mise in atto il 13 marzo 1881 [2] un attentato che costò la vita allo zar Alessandro II. [3]

Biografia[modifica]

Sof'ja L'vovna Perovskaja nasce a San Pietroburgo il 13 settembre 1853. Figlia di un generale ed ex-governatore di San Pietroburgo, frequenta l'Università  delle donne di Alarchinsky a partire dal 1869. Nel biennio 1871-1872, insieme ad altre tre sue amiche, inizia a frequentare il Circolo di Cajkovskij, una società  letteraria russa che si prefiggeva lo scopo di educare le masse alfabeticamente e contemporaneamente emanciparle ed indirizzarle verso principi rivoluzionari. Dal 1872 al 1873 prima e dal 1874 al 1877 poi, lavora nelle province di Samara, di Tver e di Simbirsk. Durante questo periodo si diploma come insegnante e assistente medico.

Attività  anti-zariste[modifica]

Dopo aver partecipato nel 1873 a diverse riunioni segrete cospiratrici contro lo zar, Sof'ja Perovskaja è arrestata nel gennaio 1874 e trattenuta nel carcere-fortezza di Petropavlovskaya. Rilasciata intorno al 1877-1878, la giovane donna partecipa ad un tentativo di liberazione di un prigioniero rivoluzionario russo, Ippolit Myškin. Nell'estate del 1878 entra a far parte di Zemlja i Volja («Terra e libertà »), un movimento rivoluzionario e populista russo, che le costa l'arresto l'esilio nella provincia di Olonetskaya. Riuscita a fuggire, si nasconde e inizia un'attività  clandestina.

In qualità  di membro di Zemlja i volja, Perovskaya si sposta a Char'kov con l’intento di liberare alcuni prigionieri detenuti nel carcere cittadino. Nell'autunno del 1879 diviene come membro del Comitato esecutivo e poi in seguito membro del Comitato amministrativo dello stesso. Perovskaja conduce instancabilmente propaganda rivoluzionaria e antizarista con studenti, soldati e operai, stringendo rapporti con riviste specifiche e legandosi indissolubilmente alle lotte in favore dei prigionieri politici.

Rimasta attiva sino al 1879 (fondata nel 1861 sarà  attiva sino al 1864, per poi ricostituirsi dal 1876 al 1879), Zemlja i Volja si divide in due gruppi a partire dall’agosto 1879: Narodnaja Volja e Cërnyj Peredel [4] [5]. Sof'ja Perovskaja entra a far parte del primo, che letteralmente significa «Volontà  del Popolo», e partecipa all'organizzazione di vari attentati contro lo zar Alessandro II: il primo tentativo è attuato a Mosca nel novembre 1879, il secondo a Odessa nella primavera del 1880 ed il terzo, quello che finalmente provocherà  la morte dello Zar, a San Pietroburgo il 13 marzo 1881 [2] .

L'attentato contro lo zar[modifica]

Sof'ja Perovskaja partecipa in prima persona all'organizzazione dell'azione, che prevedeva l'intervento di Rysakov, Grinevickij, Michajlov e Emel'janov, i quali avrebbero lanciato ciascuno una bomba costruita da Kibal'cic qualora quella precedente non avesse colto nel segno.Se ancora lo zar si fosse salvato, come ultima risorsa sarebbe intervenuto Š»eljabov con un pugnale. Purtroppo però, due giorni prima dell'attentato, Š»eljabov viene arrestato. Sof'ja abbandona la casa che condivideva con il suo compagno a Prima Izmajlovskaja e si trasferisce da Vera Figner, assumendo la direzione delle operazioni.

Domenica 13 marzo del 1881, Kibalcic‰ e Perovskaja distribuiscono le bombe ai quattro lanciatori, i quali cominciano il proprio intervento poco dopo le 14:00: Rysakov scaglia un ordigno contro la carrozza imperiale mancando il bersaglio, ma subito dopo è la volta di Grineviski, la cui bomba colpisce nel segno uccidendo Alessandro II seppur al prezzo della propria vita. In totale i morti sono 3 e i feriti 20.

Arresto e condanna a morte[modifica]

Vedi anche: Repressione, arresti e processo dopo l'attentato contro Alessandro II

Già  due giorni prima dell'attentato Andrej Željabov, militante di Narodnaja Volja e compagno di Sof'ja, era stato fermato dalle forze dell'ordine per le sue attività  cospiratrici. Subito dopo l'attentato, Rysakov era stato immediatamente arrestato e sottoposto a torture e interrogatori pesantissimi che lo avevano indotto a fare i nomi dei suoi complici. Pentito, in seguito ritratterà , ma oramai era troppo tardi.

Così, la polizia segreta può arrestare prima Timofej Michajlov, poi il 22 marzo è la volta di Sof'ja ed infine, una settimana dopo, le porte del carcere si aprono per Nikolaj Kibal'cic [6]. Tutti sono giudicati colpevoli e condannati a morte per impiccagione. La sentenza viene eseguita a San Pietroburgo il 15 aprile 1881.

Ai piedi della forca quattro (Michajlov, Željabov, Perovskaja e Kibal'cic) dei cinque militanti di Volontà  del Popolo si abbracciano sorridendo, felici di poter condividere insieme quella sorte. Rysakov, che invece aveva ceduto alle torture durante li interrogatori, viene tenuto in disparte e morirà  in solitudine e senza il conforto dei compagni.

Sof'ja Perovskaja e il populismo russo. Specificità  e affinità  con l'anarchismo[modifica]

La società  russa ottocentesca era alquanto chiusa, autoritaria, priva di libertà  individuali; una vera e propria società  feudale, anche se nel 1861 era stata abolita la servitù della gleba proprio dallo zar Alessandro II, per modernizzare apparentemente il paese, nella realtà  affinché nulla cambiasse nella sostanza.

Sof'ja Perovskaja e Andrej Željabov, militante di Narodnaja Volja e compagno di Sof'ja

Nel suo Padre e figli [7] Ivan Turgenev usò il termine nichilisti per definire il movimento rivoluzionario e populista russo (narodnicestvo, da narod, popolo) di cui Sofia Perovskaya era attiva militante. Essi però non possono essere confusi con il nichilismo filosofico di Nietzsche e d’altri pensatori simili, poiché la loro fede fu essenzialmente rivolta verso il positivismo e il materialismo. Ben lontani dall'egoismo individualistico, il loro incredibile altruismo portò Sof'ja e compagni a concepire l’estremo sacrificio di sé stessi per il bene del popolo russo, non considerando importante il giudizio dei contemporanei quanto quello degli uomini e delle donne future.

Nonostante la Perovskaja non fosse propriamente anarchica, notevoli sono le sue affinità  con l'anarchismo [8]. Per esempio, pur avendo sempre voluto rimarcare la propria specificità , la loro parola d’ordine fu «Morte all'autorità », il desiderio più grande la creazione di una società  di liberi ed uguali ed il loro motto «Terra e libertà » sarà  ampiamente ripreso da anarchici di mezzo mondo (soprattutto messicani e spagnoli con il loro: «Tierra y Libertad»). Per contro la sua organizzazione si fondava su basi verticistiche e sull'assoluta disciplina dei militanti rispetto alle decisioni del Comitato esecutivo, quindi in totale antitesi rispetto ai principi dell'anarchia.

Il legame tra i due movimenti è rappresentato dalla discussa figura del nichilista russo Sergej Necaev [9], che per lungo tempo strinse rapporti sia con Bakunin che con il movimento rivoluzionario russo. Bakunin cercò contatti anche con Pëtr Lavrovic Lavrov ma le relazioni tra i due si interruppero bruscamente nonostante le evidenti affinità  comuni.

Con il loro gesto inoltre, Perovskaya e compagni, inaugurarono l’azione diretta e violenta contro la massima autorità  delle istituzioni (re, zar, capi di stato), poi proseguita da Sante Caserio, Michele Angiolillo, Luigi Lucheni, Leon Czolgosz, Gaetano Bresci ed altri.

Note[modifica]

  1. Alcuni testi riportano il nome di Sofia Petrowskaia o Sofia Peroskaya o anche Sofia Perowskya.
  2. 2.0 2.1 Alcuni testi o siti web riportano quale data dell'attentato 1° marzo 1881. In realtà  quella data fa riferimento al calendario giuliano, allora in uso nella Russia zarista, corrispondente al nostro 13 marzo.
  3. Sofia Perovskaya non fu propriamente anarchica, tuttavia le sue affinità  con l'anarchismo non furono poche (si veda il cap.2) ed è per questo che l'abbiamo catalogata tra gli anarchici.
  4. I principali militanti di questa frazione furono: Georgij Valentinovic Plechanov, Pavel Aksel'rod, Lev Dejc (chiamato anche Deutsch) e Vera Zasulic. In seguito si convertiranno al marxismo.
  5. Si legga Karl Marx e il socialismo populista russo
  6. Chimico e lontano parente di Victor Serge
  7. Padri e figli è un romanzo dello scrittore russo Ivan Turgenev. Fu pubblicato per la prima volta nel 1862 sulla rivista «Il messaggero russo»
  8. Proprio a causa di queste chiare affinità  con i principi anarchici si è scelto di catalogare Sof'ja Perovskaja tra gli anarchici, anche se formalmente non lo fu mai e anzi rivendicò, come gli altri populisti, la propria specificità 
  9. Il maestro e il demone

Bibliografia[modifica]

  • Franco Venturi, Il populismo russo. Dall'Andata nel popolo al terrorismo, Einaudi, 1972
  • Il populismo russo, Franco Angeli editore, 1985

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]