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Socialismo scientifico

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Friedrich Engels

Il socialismo scientifico è un termine ideato da Friedrich Engels per distinguere il pensiero proprio e di Karl Marx dal socialismo utopistico e da tutti i socialismi che non si fondano sul materialismo storico. Questa interpretazione del socialismo fu ideata da Marx ed Engels e si fonda su una visione storica improntata sulla lotta di classe e sull'ineluttabile sconfitta della borghesia che sarà  soppiantata dal proletariato con la rivoluzione sociale che condurr??  al comunismo e alla soppressione delle classi sociali.

Antecedenti del socialismo scientifico: gli utopisti[modifica]

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Socialismo utopistico.

Il socialismo utopistico, così definito da Karl Marx, si diffuse particolarmente in Francia e fu precursore del movimento operaio organizzato, che sarà  in seguito influenzato dal marxismo e dall'anarchismo. Le idee utopistiche erano fortemente idealiste e talvolta astratte, pertanto non poterono trovare applicazione concreta nella società , tanto che, dopo la rivoluzione del 1848, con il fallimento degli «opifici nazionali» di Louis Blanc, esse furono accantonate in favore delle teorie di Marx, che avevano una pretesa scientifica (socialismo scientifico) e propugnavano una "rivoluzione sociale".

Il limite fu l'astrattezza delle sue teorie, molto spesso ispirate al rimpianto per un mondo precapitalistico oramai perduto, che in seguito furono in parte superate dal marxismo e dal socialismo scientifico.

La tradizione del socialismo utopistico suole farsi iniziare con i francesi Saint-Simon, Blanc e Blanqui. Anche l'inglese Robert Owen può essere annoverato tra gli utopistici, nonostante il socialismo inglese si sia storicamente distinto per il suo carattere riformistico piuttosto che per quello rivoluzionario.

Socialismo scientifico[modifica]

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Materialismo storico.

Per Marx il materialismo storico è «la concezione materialista della storia» ed è un metodo di analisi reale delle condizioni materiali (cioè economiche) dello sviluppo sociale e quindi uno strumento pratico atto a modificarle rivoluzionariamente. Invece il materialismo dialettico, che Karl Marx "abbraccia" in una fase successiva all’elaborazione del materialismo storico, reinterpreta la dialettica hegeliana, considerando l’evoluzione della materia e non dell’Idea (come faceva Hegel). Il materialismo dialettico non solo reinterpreta la realtà , ma ha la pretesa di offrire una visione scientifica e deterministica degli avvenimenti storici, prevedendo la crisi del capitalismo e il conseguente arrivo del comunismo.

La concezione materialista della storia porta Marx a sostenere che la storia dell’umanità  è lotta di classe e quella che attualmente vede contrapposte borghesia e proletariato è il risultato della contraddizione capitalista. La schiavitù dell’uomo non è quindi data dalle loro rappresentazioni bensì dalle condizioni materiali (“non è la coscienza che determina la vita, ma la vita che determina la coscienza”), quindi solo la “praxis umana” (teoria e pratica rivoluzionaria) può modificare le strutture sociali e quindi anche il modo di pensare degli esseri umani. Poiché le idee delle classi dominanti sono le idee dominanti, è quindi necessario modificare i rapporti di produzione materiale (struttura) per cambiare le idee politiche religiose, culturali, filosofiche, morali ecc. (sovrastruttura).

La concezione materialista della storia non può essere interpretata in maniera eccessivamente meccanicista, nonostante esistano correnti del marxismo di questo genere, perché Marx non nega l'importanza delle idee, proprio perché possono trasformarsi in prassi. Da questa considerazione deriva che è compito storico del proletariato maturare la coscienza di classe che lo porti alla rivoluzione, ad impadronirsi dello Stato (dittatura del proletariato) e ad educare le masse sino alla «scomparsa dello stato nel significato politico attuale».

Anarchismo e socialismo scientifico[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Anarchismo e Marxismo.

La maggior parte degli anarchici rifiuta la visione deterministica, (pseudo)scientifica ed esclusivamente economicista della storia, considerando invece il materialismo storico come un mezzo utile per la valutazione degli avvenimenti, senza però ritenerlo l'unico ed esclusivo metodo d'indagine, ma attribuendo grande importanza anche alle contraddizioni ambientali, quelli di genere ecc. Per gran parte degli anarchici il materialismo dialettico non fa altro che disumanizzare l'analisi sociale e politica della realtà , portando come conseguenza i risultati drammaticamente osservati per esempio durante la rivoluzione russa.

Bibliografia[modifica]

  • Luigi Fabbri, Nikolaj Bucharin, Anarchia e comunismo scientifico. Un teorico marxista ed un anarchico a confronto, Edizioni Zero in Condotta, 2009
  • Gian Mario Bravo (a cura di), Il socialismo prima di Marx: antologia di scritti di riformatori, socialisti, utopisti, comunisti e rivoluzionari premarxisti, Editori Riuniti, Roma, [1966].
  • Friedrich Engels, L'evoluzione del socialismo dall'utopia alla scienza, 1880

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]