Simone Weil
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Simone Weil (3 febbraio 1909 – 24 agosto 1943), conosciuta anche con lo pseudonimo Emile Novis, è stata una mistica, filosofa, ed attivista sociale.
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[modifica] La vita
Nata a Parigi nel 1909 da famiglia agiata, fu donna sempre molto sensibile alle sofferenze altrui. A quattordici anni attraversò una profonda crisi interiore che la portò vicino al suicidio (fortunatamente superò la crisi). Allieva di René Le Senne e di Alain (pseudonimo di Émile-Auguste Chartier), nel 1931 si laureò in filosofia, insegnando nei licei di provincia e avvicinandosi ai movimenti dell’estrema sinistra rivoluzionaria e del sindacalismo. All'inizio degli "anni '30" fu attiva militante del sindacalismo rivoluzionario e dell’area dell'antimilitarismo. Nel 1934 abbandonò la vita di studi per sperimentare su se stessa le fatiche del lavoro manuale (lavorò come manovale presso una società di costruzioni meccaniche a Parigi, poi alla Renault).
In seguito ad un viaggio in Portogallo si avvicinò al cristianesimo "prima maniera", e per certi versi più radicale, con notevoli analogie con l'anarchismo cristiano. Nel 1936 fu miliziana nella guerra di Spagna contro i fascisti di Francisco Franco, ma rimase delusa per quelli che lei considerava gli eccessi di una rivoluzione giusta. Durante questo periodo attraversò una profonda crisi spirituale che la portò ad Assisi, dove si dedicò alla preghiera e allo studio del sanscrito. In seguito alle prime "esperienze mistiche" del 1938 radicalizzò il suo pensiero e il desiderio di "sperimentarsi", ovvero di cercare l'intima affinità esistente tra la figura di Cristo e quella di tutti gli emarginati.
Tornata a Marsiglia riprese i contatti con gli ambienti della Resistenza, ma la rete alla quale collaborava fu scoperta nella primavera del 1941 e per questo subì diversi interrogatori da parte della polizia, che però fortunatamente non l'arrestò.
Nel 1942 emigrò negli USA (a New York conobbe Jacques Maritain) ma solo per raggiungere il Comitato nazionale di "France libre" e sperare così di rientrare clandestinamente in patria per partecipare attivamente alla Resistenza. Il 14 dicembre si stabilì a Londra dove divenne redattrice della "Direction de l'interieur de la France Libre".
Dopo aver trascorso una vita di generosità, abnegazione, sofferenze, morì nel sanatorio di Ashford, Inghilterra, il 24 agosto 1943.
[modifica] Il pensiero
Simone Weil subì inizialmente il fascino del marxismo (durante il periodo della rivoluzione d’Ottobre), di cui però rifiutò sempre il carattere autoritario. Si occupò sempre di politica ma non s’iscrisse mai ad alcun partito e la sua stessa militanza sindacale e politica iniziale - più anarchica che marxista – trovava la ragione in un’ispirazione etica che la porterà sempre a mettersi dalla parte degli oppressi: "Occorre essere sempre disposti a cambiare di parte per seguire la giustizia, questa eterna fuggiasca dal campo dei vincitori."
Filosoficamente fu affine al pensiero dei suoi insegnanti Alain e Le Senne, esponenti di un filone dello spiritualismo francese di inizio secolo, permeato di una forte carica anti sistematica.
Successivamente Simone Weil sviluppò il proprio pensiero sulla base delle esperienze interiori. Gli anni di lavoro in fabbrica avviarono una profonda riflessione sul senso della propria esistenza. Lentamente abbandonò l’interesse più propriamente politico, sospingendo sempre più la sua riflessione in direzione del senso dell’esistere, colto nei suoi risvolti religiosi e mistici, senza con ciò rinunciare al tentativo di tradurre il tutto in "Pensiero", compito che non delegò mai ad alcuna istituzione politica nè ecclesiastica: questo fu uno dei punti fermi che le garantì la coerenza con se stessa.
Per Weil, scoprendo "l’esistenza nell’anima di una facoltà superiore a se stessa, che conduce il pensiero al di sopra di essa.", frutto di alcuna costrizione esterna, l’intelligenza umana trova in se stessa "un motivo sufficiente che la costringa a subordinarsi all’amore soprannaturale." E’ su queste basi che la filosofa francese arriva ad una delle formulazioni cardine del suo pensiero che l’avvicina così alle posizioni della più moderna epistemologia, là dove afferma che "la verità non si trova mediante prove, ma mediante esplorazione. Essa è sempre sperimentale".
[modifica] Opere
- Oppression et liberté, 1955, (Oppressione e libertà, 1956);
- Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale, 1997;
- L'enracinement, 1949, (La prima radice, 1996);
- Primi scritti filosofici, 1999;
- Piccola cara, lettere alle allieve, 1996;
- Lezioni di filosofia, 1999;
- Attente de Dieu, 1950, (L'attesa di Dio, 1998);
- L'ombra e la grazia, 1996;
- Pensieri disordinati sull'amore di Dio, 1984;
- Quaderni I, II, III, IV; in Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale.
[modifica] Citazioni
"Nessuno che ami la vita vorrebbe imitare la sua dedizione al martirio o se l'augurerebbe per i propri figli o per qualunque altra persona cara. Tuttavia, Simone Weil ci commuove, ci dà nutrimento". (Susan Sontag)
«Ogni volta che riscattiamo un peccato distruggiamo un po' del male che possediamo.» (Simone Weil)
«Nell'universo cristallino della matematica vengono tese alla ragione le stesse trappole che nel mondo reale.» (Simone Weil)
«Nessun essere umano fugge la necessità di concepire attorno a se qualcosa di buono verso cui il pensiero muta in un movimento di desiderio, supplica e speranza.» (Simone Weil)
<<Non mentire, non essere complici, non rimanere ciechi>> (Simone Weil)

