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Samuel Fielden

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Samuel Fielden (1886)
Samuel Fielden (Todmorden, Inghilterra, 25 febbraio 18477 febbraio 1922) è stato un anarchico e sindacalista statunitense d'origine inglese che fu condannato a morte (poi amnistiato) con l'accusa di aver preso parte alla rivolta di Haymarket Square.

Biografia[modifica]

Nato a Todmorden, in Inghilterra, da Abramo e Alice Jackson, Samuel Fielden rimane orfano di madre all'età  di 10 anni. Suo padre faceva di professione il caporeparto di un cotonificio ed era un'attivista del movimento cartista [1]e di quello in favore delle 10 ore lavorative in Inghilterra. Assunto ad appena otto anni in un cotonificio, Samuel impara in tenera età  il significato dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e soprattutto la fatica del lavoro, che gli minerà  la salute per il resto della sua vita. Come molti proletari europei, al compimento della maggiore età  emigra negli Stati Uniti in cerca di maggiori fortune. Nel 1869 raggiunge Chicago, dove sbarca il lunario facendo mille lavori, non disdegnando frequenti spostamenti verso sud in cerca di nuove opportunità .

Stabilitosi definitivamente nella città  dell'Illinois, dopo aver trovato un'occupazione stabile come carrettiere, nel 1880 si sposa con una donna con la quale avrà  due figli (il secondo nascerà  durante la sua detenzione in carcere). A partire dal 1884 comincia ad interessarsi all'approfondimento del pensiero socialista, che lo porterà  a sostenere la causa operaia come membro del locale gruppo dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori.

Fielden diventa un oratore capace e rispettato, un sindacalista che ha definitivamente preso a cuore la causa dei diritti dei lavoratori. Diviene uno dei leader delle lotte sindacali in favore delle 8 ore lavorative, in particolare egli è in prima fila in quelle del maggio 1886 di Chicago. Il 3 maggio Fielden era stato all'Hall Greif a Chicago, il luogo in cui secondo i pubblici ministeri si sarebbe svolta la cosiddetta "cospirazione del Lunedi Notte", ovvero la riunione tra anarchici e sindacalisti in cui sarebbero stati programmati gli scontri di Haymarket del giorno successivo. In realtà , secondo quanto egli stesso riferirà  durante il processo, iniziato il 21 giugno 1886, in quell'aula aveva discusso con un gruppo di persone che non c'entravano nulla con i cosiddetti "cospiratori". Inoltre aveva saputo solo all'ultimo momento della manifestazione che si sarebbe tenuta ad Haymarket il 4 maggio, essendo stato informato durante una riunione urgente del gruppo dell'«Arbeiter Zeitung» a cui aveva partecipato in quanto tesoriere.

Disegno rappresentante gli scontri di Chicago

Giunto in piazza Haymarket, gli era stato chiesto di arringare i lavoratori subito dopo il discorso di August Spies e Albert Parsons, ma poiché il tempo era pessimo, e i lavoratori avevano cominciato a sfollare a causa della pioggia, era dubbioso sull'opportunità  di parlare di fronte a così poca gente. Alla fine aveva dato il suo assenso, ma dopo un discorso di circa 20 minuti era stato bruscamente interrotto da una delegazione della polizia, guidata dal capitano John Bonfield, che aveva ordinato la fine della manifestazione. Nel momento in cui Fielden era sceso dal palco, non senza protestare, in mezzo alla folla era esplosa una bomba che aveva lasciato esanime un poliziotto ed aveva dato il via alla reazione poliziesca che aveva causato alcuni morti tra gli operai. Nella deflagrazione era rimasto leggermente ferito, ma aveva potuto far rientro a casa,anche se poche ore dopo viene arrestato dalla polizia con l'accusa di aver organizzato gli scontri insieme ad altri suoi sette compagni: August Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer, George Engel, Michael Schwab, Louis Lingg, Oscar Neebe.

L'anarchico inglese viene accusato di aver incitato la folla alla rivolta e alla violenza. Un detective della Pinkerton [2], riferirà  ai giudici che aveva sentito Fielden promuovere l'uso della dinamite e delle armi contro le forze dell'ordine.[3] Altri testimoni, non si sa bene quanto attendibili, sosterranno di averlo sentito incitare la folla al momento dell'arrivo della polizia: «Arrivano da lì i cani ora,.. uomini fate il vostro dovere e io farò mio»[4]; alcuni poliziotti riferiranno di averlo visto mimare con le dita della mano una pistola che spara [5]. D'altro canto, durante il processo, Fielden negherà  sempre d'aver detto o fatto ciò che gli veniva imputato, portando dalla sua parte diverse testimonianze.

Samuel Fielden viene condannato a morte il 19 agosto 1886 [6] insieme ad altri sei imputati (solo Oscar Neebe viene condannato a 15 anni di carcere).

Pur essendo innocente, scriverà  una lettera al governatore dell'Illinois Richard James Oglesby per chiedere la grazia. Stessa cosa farà  anche Michael Schwab. Il 10 novembre 1887, il giorno prima dell'esecuzione, Oglesby commuta la pena di Schwab e Samuel Fielden nel carcere a vita (gli altri condannati - August Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer e George Engel - saranno impiccati l'11 novembre; Louis Lingg, anch'egli condannato a morte, si suicida in cella il giorno prima dell'impiccagione.). Entrambi rimarranno nel penitenziario di Joliet per 6 anni, sino a quando il 26 giugno 1893 il governatore dell'Illinois John Peter Altgeld concederà  loro, insieme ad Oscar Neebe, l'amnistia definitiva.

Tornato il libertà , acquista un ranch in Colorado. Muore il 7 febbraio 1922 ed è l'unico imputato di Haymarket non sepolto al cimitero di Waldheim. È stato sepolto con la moglie Sara, il figlio Samuel Henry "Harry" e la figlia Alice a La Veta, cimitero di Huerfano County, Colorado.

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]