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Saint-Simon

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Henri de Saint-Simon

Claude Henri de Saint Simon ((Parigi, 17 Ottobre 1760 – Parigi, 19 maggio 1825), filosofo francese, è considerato un importante precursore dell'anarchismo.

Biografia[modifica]

Saint Simon è uno dei precursori del socialismo utopistico francese insieme a Charles Fourier e Pierre Joseph Proudhon. Da giovane partecipò alla guerra d'indipendenza americana, durante la Rivoluzione Francese rinunciò ai titoli nobiliari.

Fu tuttavia il primo ad avvertire la trasformazione industriale della società , individuando problematiche fondamentali che occuperanno in seguito i Positivisti e soprattutto Marx e i suoi seguaci.
Nel 1802 pubblica il suo primo scritto "Lettere di un abitante di Ginevra ai suoi contemporanei"; dal 1817 entra in contatto, divenendone anche amico, di Auguste Comte; nel 1819 insieme ad Augustine Thierry pubblica la Riorganizzazione della società  europea. Nel 1817 viene pubblicato il capolavoro: L'industria, del 1825 è Il nuovo Cristianesimo.

Muore il 19 Maggio 1825. La sua salma verrà  interrata, dopo un rito esclusivamente civile, il 22 maggio presso il cimitero di Père-Lachaise.

Il pensiero[modifica]

Il fondamento della dottrina di Saint Simon (destinata a più grandi e diversi sviluppi), è quella per cui la storia è regolata da una legge di progresso, non lineare, in un alternarsi di epoche "organiche" (una società  organica per Saint-Simon è quella con un sistema di valori coerenti e ben determinati) ed epoche "critiche" (in cui la società  arriva al punto di rinnegare gli stessi principi su cui prima si fondava); così come il monoteismo mise in crisi l'età  organica del politeismo, la Riforma, la Rivoluzione Francese, e specialmente lo sviluppo della scienza hanno messo in crisi l'età  organica del Medioevo.

Nella sua società  ideale egli attribuisce un ruolo centrale e imprescindibile ai tecnici, agli imprenditori e agli scienziati piuttosto che ai funzionari pubblici, politici e religiosi, che possono essere facilmente reperibili e sostituibili. Saint-Simon relaziona in maniera indissolubile i problemi di natura economica con quelli di natura politica e quindi ritiene che una società  etica possa realizzarsi solo con un riconoscimento equo del valore del lavoro dell’individuo e con un’opportuna distribuzione della ricchezza. Per questo Marx lo elogia, poichè lo ritiene uno dei primi filosofi ad aver compreso la divisione della società  in classi e le conseguenze derivanti dalla proprietà  privata, tuttavia, sempre secondo Marx egli ha il limite di non individuare nel proletariato la sua funzione storica e antagonista della borghesia.

Il filosofo francese auspica un ritorno ad un cristianesimo vecchia maniera, non dogmatico e fondato sull’amore libero e spontaneo tra le persone, dando vita ad un corrente di pensiero religiosa, il saint-simonesimo, che ebbe anche fortissimi tratti mistici. Il saint-simonesimo riuscirà  negli anni successivi ad avere notevoli influenze in Francia, sia nello sviluppo delle correnti socialiste che in quelle di natura imprenditoriale, promuovendo lo sviluppo scientifico e l’industrializzazione.

Opere[modifica]

  • Lettres d'un habitant de Genève (1802)
  • Réorganisation de la société européenne (1814)
  • L'organisateur (1820)
  • Système industriel (1821)
  • Le Catéchisme des industriels (1824)
  • Le Nouveau Christianisme (1825)
  • Nuovo cristianesimo Milano, M&B Publishing

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]