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Roberto Elia

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Roberto Elia (Catanzaro, 29 luglio 1871 - Napoli, 11 giugno 1924) è stato un anarchico italiano emigrato per un certo periodo negli Stati Uniti, dove si legò in amicizia ad Andrea Salsedo e ai gruppi insurrezionali galleanisti.

Biografia[modifica]

Di professione tipografo, aderisce sin da ragazzo al partito socialista e collabora al giornale «Calabria Avanti».

Negli Stati Uniti[modifica]

Emigrato nel 1906 negli Stati Uniti, si lega in amicizia con Andrea Salsedo, Gaspare Cannone, Michele Caminita, tutti tipografi anarchici che ruotavano intorno alla redazione del giornale «Cronaca Sovversiva» di Luigi Galleani, che veniva stampato a Barre, nel Vermont.

«Cronaca Sovversiva», 30° numero, 22 luglio 1916

Diventato anarchico, Elia per qualche tempo assume anche l'amministratozione del giornale. Le autorità  americane, nello specifico il Dipartimento di Giustizia Americano, includono il suo nome in una lista di sovversivi anarchici fuggiti in Messico per evitare la chiamata alle armi. Oltre a lui, nella lista compaiono altri nomi conosciuti: Andrea Salsedo, Luigi Galleani, Bartolomeo Vanzetti, Nicola Sacco, Mario Buda e molti altri.

Terminata la guerra, fonda con il suo amico Salsedo la rivista quindicinale Il Domani (teoricamente avrebbe dovuto sostituire Cronaca Sovversiva dopo la sua chiusura d'autorità ), che assume posizioni filo-bolsceviche, ma ben presto dovrà  uscire clandestinamente con una nuova testata, L'Ordine, dopo la violenta repressione dei comunisti (intendendo con questo termine tanto il marxismo quanto l'anarchismo) voluta dal ministro della Giustizia, Mitchell Palmer. Tra i vari collaboratori c'è anche Vanzetti che si firmava con lo pseudonimo «Il Picconiere».

Il 25 febbraio 1920, Elia e Andrea Salsedo vengono fermati dalla polizia per essere interrogati riguardo al volantino di rivendicazione degli attentati del 2 giugno 1919 (in uno di questi era morto l'anarchico Carlo Valdinoci a causa dell'improvvisa deflagrazione dell'ordigno che doveva collocare negli uffici del Ministro Palmer) recanti il titolo il titolo «Semplici Parole» (Plain Words, in inglese). L'FBI era arrivato ai due anarchici tramite le soffiate dell'infiltrato Luigi Ravarini (il cosiddetto agente D-5), grazie alle quali i federali erano giunti ad individuare la tipografia di Beniamino Mazzotta e Ludovico Caminiti. I due, sottoposti ad interrogatorio, avevano fatto diversi nomi di persone invischiate negli attentati, tra cui Roberto Elia e Andrea Salsedo (oltre a Recchi, Felicani, Caci, Sberna..) ...

I due vengono arrestati illegalmente e sottoposti a torture e violenze, secondo la ricostruzione fatta da Paul Avrich in Ribelli in paradiso. Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti i due cedono e parlano: Elia conferma la confessione di Salsedo, ovvero che era stato proprio l'anarchico di Pantelleria ad aver stampato, su richiesta di Nicola Recchi, il volantino Plain Words in settecento copie nella tipografia di Goffredo Canzani.

Andrea Salsedo morirà  defenestrato (suicida o assassinato) il 3 maggio 1920, volando a terra dal 14° piano del palazzo di Giustizia dove da diversi mesi veniva interrogato e torturato. Al contrario, Elia si salva grazie al «Comitato pro Vittime Politiche», costituito da Carlo Tresca, Luigi Quintiliano e Bartolomeo Vanzetti, che ne ottiene il rilascio ma senza poterne impedirne la deportazione in Italia.

Ritorno in Italia[modifica]

Bruno Misefari e Pia Zanolli, anarchici che con Elia furono attivi nel movimento anarchico calabrese

Elia, fortemente minato nel fisico non solo per colpa della tubercolosi contratta negli USA ma anche a cause delle violenze subite in carcere, giunge in Italia il 30 agosto 1920.

Immediatamente si attiva per la ricostruzione del movimento anarchico calabrese e meridionale, grazie anche a Paolo Schicchi che gli affida insieme a Gaspare Cannone la redazione del Vespro Anarchico di Palermo. L'idea di Elia però è diversa, egli vorrebbe infatti fondare un giornale nuovo, capace di spiegare le istanze dell'anarchismo e del sindacalismo ad una popolazione prevalentemente contadina e con una bassissima scolarizzazione.

Insieme a Bruno Misefari, Roberto Elia è il principale organizzatore del primo convegno anarchico calabrese tenutosi a Reggio Calabria il 15 gennaio 1922. Con lo stesso Misefari, un mese dopo, lancia la circolare per la pubblicazione di Pane e libertà . Organo per la diffusione dell'Ideale Anarchico in Calabria. Il giornale, che vorrebbe pubblicare anche alcuni articoli in dialetto calabrese, si prefiggeva l'obiettivo di condurre «soprattutto una lotta tenace, continua, incessante contro signorotti e funzionari [che il popolo ...] vede e considera qual primo flagello delle sue povere case».

Purtroppo, il mancato aiuto finanziario dei gruppi anarchici del Nord Italia e d'America, ritarderà  la realizzazione del progetto che si concretizzerà  solo due anni più tardi, il 14 dicembre 1924, con la fondazione a Reggio Calabria de L'Amico del popolo, redatto da Misefari con l'aiuto di Nino Malara e Nino Napolitano.

Roberto Elia non potè dare il suo contributo alla realizzazione del giornale perchè nel frattempo era deceduto a Napoli l'11 giugno precedente.

Bibliografia[modifica]

  • Paul Avrich, Ribelli in paradiso. Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti, Nova Delphi Libri, 2015.
  • Filippo Manganaro, Dynamite girl. Gabriella Antolini e gli anarchici italiani in America, Nova Delphi, Roma, 2013.

Voci correlate[modifica]