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Rivolta delle Asturie

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Manifesto che celebra la rivolta

La Rivoluzione asturiana, promossa ed organizzata dall'U.H.P. (Uníos Hermanos Proletarios), ovvero l'alleanza delle forze socialiste delle Asturie [1] (compresi gli anarchici della CNT), va inquadrata nell'ambito delle insurrezioni anarchiche della CNT del 1932, del gennaio e dicembre 1933, e nella cosiddetta rivoluzione spagnola del 1934, che furono tutte preludio dela rivoluzione del 1936. I rivoltosi delle Asturie, alla cui testa si posero i minatori, volevano l'abolizione del sistema repubblicano, imposto con la costituzione del 1931, e la sua sostituzione con un sistema socialista.

Pur caduta nell'oblio, fu un fatto molto importante nella storia del marxismo e dell'anarchismo spagnolo, visto che portò alla nascita dell'effimera Repubblica Socialista Asturiana (5-18 ottobre 1934) e fu il preludio alla rivoluzione spagnola del 1936.

L’alleanza socialista asturiana (U.H.P.)[modifica]

Nel febbraio del 1934 si costituì l' Uníos Hermanos Proletarios (UHP) o Uníos Hijos del Proletariado, un’alleanza operaia sottoscritta inizialmente dalla Federación Socialista Asturiana (la federazione asturiana del Partido Socialista Obrero Español.), l’Unión General de Trabajadores (UGT) e le sezioni delle Asturie, di León e Palencia della CNT. In seguito si unì anche il Bloque Obrero y Campesino e la Izquierda Comunista (Sinistra Comunista) di Manuel Grossi. In settembre il PCE (Partito Comunista Spagnolo) chiese di poter entrare nell’U.H.P.

La Repubblica Socialista Asturiana[modifica]

Nel 1934, in tutta la Spagna, ci furono una serie di sommosse che sfociarono in ottobre in un’azione rivoluzionaria sostenuta da un grande sciopero generale e dalla proclamazione della Repubblica in Catalogna.

La Repubblica Socialista Asturiana fu proclamata ad Oviedo il 5 ottobre 1934, in risposta all’entrata al governo della Confederación Española de Derechas Autónomas (CEDA), che le sinistre consideravano un partito fascista.

Dopo la proclamazione della repubblica, prese il potere un Comitato Rivoluzionario che esercitò la propria funzione nella zona controllata dai rivoluzionari, arrivando ad avere sino a tre comitati con i suoi rispettivi presidenti:

  • Ramón González Peña; presidente del primo comitato.
  • Teodomiro Menéndez; presidente del secondo comitato.
  • Belarmino Tomás; presidente del terzo comitato.

Gli asturiani diedero vita a molti consigli operai e a collettivizzazioni, era dai tempi della Comune parigina (1871) che in Europa non si assisteva a nulla di simile. « Unitevi, fratelli proletari », fu il loro slogan.

La repressione[modifica]

Il governo affidò ai generali Francisco Franco e Manuel Goded il comando delle truppe marocchine e della Legione straniera, che in sole due settimane (il 18 ottobre la Repubblica Socialista Asturiana era ufficialmente decaduta), facendo ricorso alla più brutale violenza, riportarono l’ordine nella provincia. Prima di abdicare i minatori, e gli altri rivoltosi, diedero fuoco a molti edifici religiosi (la Chiesa spagnola si era schierata con le forze della repressione) e uccisero molti ricchi esponenti della borghesia locale.

La repressione provocò almeno 1000 morti tra gli asturiani, le casas del pueblo furono trasformate in carceri e in luoghi adibiti a torture.

Considerazioni sulla rivolta delle Asturie[modifica]

  1. Il governo spagnolo represse duramente le rivolte spagnole del 1934, incarcerando a Madrid i promotori dello sciopero generale e a Barcellona, capitale dall'autoproclamatasi Repubblica Catalana, Lluis Companys. Questo determinò l'isolamento dei rivoltosi asturiani e il governo ebbe vita facile a portare avanti la repressione antiproletaria.
  2. La rivolta delle Asturie insegnò alle forze di sinistra che solo attraverso l'unione delle forze proletarie era possibile fronteggiare la destra reazionaria e, contemporaneamente, intraprendere un percorso rivoluzionario.
  3. Gli anarchici della CNT non ebbero un ruolo di primo piano, visto che il ruolo egemone lo avevano i socialisti dell'U.G.T., tuttavia riuscirono a promuovere anche le loro istanze libertarie.
  4. L'esercito fu visto dalla destra conservatrice e nazionalista come la salvezza contro il "pericolo" comunista e anarchico. Nel luglio del 1936 fu l'esercito, guidato proprio da Francisco Franco, ad insorgere contro il Fronte Popolare (era uscito vittorioso dalle elezioni del febbraio 1936) a partire dal 18 luglio 1936.

Note[modifica]

  1. Il Principato delle Asturie (in asturiano: Principáu d'Asturies), è una comunità  autonoma della Spagna settentrionale composta da una sola provincia ed avente una popolazione di circa 1.100.000 abitanti. Fregiata del titolo di principato, ancora oggi, l'erede al trono spagnolo viene chiamato príncipe de Asturias. Bagnata dal Mar Cantabrico, tra la Galizia e la Cantabria, il principato è divisa in 78 concejos, figura che corrisponde al municipio. Il capoluogo delle Asturie è Oviedo (Uviéu), anche se è Gijón (Xixón) la città  più abitata. Altri centri importanti sono Avilés, Mieres, Langreo, Cangas de Onís, Villaviciosa e Llanes.

Voci correlate[modifica]