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Riccardo Solari

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Riccardo Solari, poeta e scrittore anarchico

Riccardo Solari (Carrara, 1 dicembre 1969) è un poeta e scrittore anarchico italiano. È l'autore di Satirik, opera satirica edita dalla Biblioteca Archivio Germinal e giunta al secondo volume (il ricavato verrà  donato in favore di una situazione di disagio creata dall'alluvione del 5 novembre 2014).

Satirik, Viaggio di un disastronauta, Prefazione[modifica]

Satirik, Rime per un regime (2012) e Satirik, Viaggio di un disastronauta (2015). Copertine di Patrizia Diamante e Riccardo Canini.

«Immaginate un agglomerato urbano in cui edifici perennemente in costruzione sfidano i principi più elementari della fisica, immaginate che questo enorme consesso di sinapsi in calcestruzzo venga illuminato, d'un tratto, da un sole che nasce e adagia i propri raggi su antichi cartelloni pubblicitari, tramutandone i grandi caratteri in vortici dorati di parole: state assistendo ad uno degli infiniti processi creativi di Riccardo Solari, poeta in prosa che fa della sua energia e del suo istinto luce per la mente e per le labbra, dove un sorriso si affaccia beffardo per poi svanire al pensiero di una società  che non include nei libri di botanica i fiori dell'utopia ed anzi li asfalta. Questo asfalto, però, diventa, a colpi di rima, orto della fantasia, e in ogni crepa spunta un disperato inno alla vita, alla rivolta, all'amore, allo scherno. Perdonate se in questa prefazione non scomoderemo nomi altisonanti, non indugeremo sullo stile, non accosteremo l'artista a penne illustri, perché prevale in noi l'abbandono: ci lasciamo trasportare da questi versi, sempre ben cadenzati, che non ci portano lontano nel fu e nello spazio, ma che ci inducono a fermare, per un attimo, il nostro sguardo sul quotidiano. Cosa vediamo? Una scritta “Compro Oro”, un prete, un piatto di spaghetti, un orologio, un computer, dei topi... misere icone del nostro viver quieti o men quieti si trasformano in detonatori dell'immaginazione, dell'osservazione che, divenuta critica, traspone in sillabe la realtà . Nessun accostamento, s'è detto, nessun paragone, ma inevitabile è ricordare in questo susseguirsi di allegorie sociali ed eufonie vibranti i germi del canto libertario: compagna di questi scritti è, infatti, la musica, la sentiamo farsi largo tra le strofe, armonia trasportata da un ritmo costante e viscerale che puntella il cielo, ora terso, ora grigio, di questo opuscolo satirico e tuttavia intriso di un umorismo e di un autoumorismo profondi, pirandelliani, che ad ogni riga suggono nutrimento da un irriducibile “sentimento del contrario”. Se per i latini la satira era un manicaretto, ricco dei più vari frutti, che si offriva ogni anno agli dei, per l'autore di questa seconda raccolta di appetitosi ed eterogenei scritti essa è cibo per il cervello, un pasto succulento amorevolmente donato al mondo delle idee: lente scorrono le nuvole lassù, sempre più piccole ed offuscate dallo smog della modernità , dall'ipocrisia del potere, sempre più distanti dall'essere umano, relegato al ruolo di mannequin nella colorata eppur spettrale vetrina del consumismo, ma proprio nell'istante in cui la città  sembra addormentarsi nell'ovattato suono di tubi di scappamento, che a tutto servono fuorché a scappare dalla depressione universale del nostro tempo, proprio il quel momento la voce del poeta diviene incanto, speranza del cambiamento, bagliore negli occhi d'un bimbo, d'un monello. Ebbi il piacere di ascoltare gli studenti del liceo artistico di Carrara rappare il primo “Satirik”: fu un gesto spontaneo, quasi automatico, indotto dall'essenza dinamica e scoppiettante, dinamitarda dei componimenti; constato oggi, senza stupore, che quella carica dirompente non si è indebolita ed è, invece, maturata, attingendo anche dal negativo e dal dolore, attraverso meccanismi di metabolizzazione e sublimazione dai quali solo i veri cantori riescono ad estrarre perle preziose per le proprie collane di lettere. Mi firmo con il nome con cui ci siamo conosciuti. Il Ministero della Sommossa.».

Bibliografia[modifica]