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Revisionismo

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All'origine, il termine revisionismo designava quella corrente d'opinione che chiedeva la revisione del processo Dreyfus. [1] Il significato di questo termine è stato poi ampliato e ora si riferisce ad una scuola di pensiero che tende a mettere in discussione e modificare più o meno profondamente, a seconda del caso, un sistema ideologico o politico ormai consolidato, oppure un trattato internazionale o un testo legge, o ancora dei fatti considerati storici.

Il suo utilizzo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ha assunto spesso una connotazione negativa, dal momento che alcuni pseudo-storici legati all'estrema destra se ne sono spesso appropriati per mettere in dubbio alcuni fatti acclarati, come per esempio la Sohah. Ed è per questo che comunemente questo "genere di ricerca storica" viene più propriamente definita col termine negazionismo.

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Revisionismo marxista[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Revisionismo del marxismo.

Con revisionismo si indica, all'interno della storia del movimento socialista di impostazione marxista, il processo storico di revisione dei principi fondamentali delle concezioni politico filosofiche marxiane derivate dai suoi studi storici e sociali e che vedono nella strutturazione sociale delle entità  statuali esistenti in un certo periodo storico, e nei loro inevitabili contrasti e conflitti, così come nei loro riflessi in tutti gli altri ambiti di una certa rilevanza materiali e ideologici, il principale fattore dei mutamenti storici.

Revisionismo storico[modifica]

Revisionismo vs. negazionismo[modifica]

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Domenico Losurdo, Il revisionismo storico: problemi e miti, Bari, Laterza, 2002
  • Valentina Pisanty, L'irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo, Milano, Bompiani, 1998