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Raymond Callemin

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Raymond Callemin
Raymond Callemin (Bruxelles, 26 marzo 1890 – Parigi, 21 aprile 1913), molto conosciuto con il soprannome di Raymond la Science, è stato un anarchico belga e uno dei più attivi membri della banda Bonnot. [1]

Biografia[modifica]

Raymond Callemin nasce a Bruxelles il 26 marzo 1890. Suo padre è un ciabattino, socialista oramai disgustato dagli eventi della vita e dal socialismo stesso, e quindi più dedito oramai al bere che all’impegno politico.

L’incontro e l’amicizia con Victor Serge[modifica]

Raymond, «piccolo, tozzo, miope e di spirito caustico» [2], nel 1902 incontra Viktor L'vovic Kibal'cic, che in seguito sarà  più conosciuto come Victor Serge, e nonostante inizialmente il primo approccio tra i due si risolva quasi in uno scontro fisico, tra loro nasce subito una grande e vera amicizia, anche se gli aspri e vivaci scontri ideologici non mancheranno mai.

Raymond, Victor ed altri due loro amici-compagni condividono le prime letture politiche (Fenimone Cooper, Louis Blanc, Emile Zola, ecc.), le prime manifestazioni e l’approccio all’anarchia. Insieme vivono sulla propria pelle le fatiche fisiche del lavoro, poi a diciasette Raymond viene condannato per la prima volta a tre mesi di carcere. Ne uscirà  più arrabbiato che mai. [3]

Per un breve periodo Raymond e Victor aderiscono alla Colonia di Stoeckel, nei pressi di Bruxelles. Raymond collabora al giornale individualista belga «Le Révolté» [4] che aveva succeduto a «Le Communiste» [5], il cui gerente era Desflandres.

Amante del buon teatro e della musica, con il passar del tempo Raymond si spinge sempre più verso il radicalismo individualista ed illegalista, invocando continuamente la «ragione scientifica» contro i misfatti del sentimento [6]; disprezza per questo l'amore e l'innamoramento verso le donne, diventa vegetariano e si rifiuta di bere caffè e alcolici. Queste sono le ragioni per cui verrà  soprannominato dagli amici-compagni con il nomignolo di Raymond la Science.

Esilio in Francia: «l'Anarchie» e la banda Bonnot[modifica]

Non avendo risposto alla chiamata al servizio militare, Raymond nel 1910 lascia il Belgio e si trasferisce in Francia, a Romainville. Nella cittadina entra in contatto con gli anarchici del giornale «L’Anarchie» diretto da Albert Libertad e attorno cui gravitano individualisti come Edouard Carouy, André Soudy, Octave Garnier, Elie Monnier, René Valet, Eugène Dieudonné ed altri.

Scheda poliziesca di Raymond Callemin

A Romainville si trovano pure Victor Serge e Rirette Maitrejean. Dopo la morte di Libertad saranno loro a prendere in mano la direzione del giornale, ingenerando ben presto conflitti con il gruppo di Callemin e degli individualisti illegalisti che porterà  questi ultimi ad allontanarsi dal giornale e a stringere rapporti sempre più stretti con Jules Bonnot, dal quale nascerà  la cosiddetta banda Bonnot.

Con Bonnot e la sua banda, Raymond partecipa alla maggior parte delle rapine da loro messe in atto. È lui che, il 27 febbraio 1912 in Place Havre (Parigi), abbatte a colpi di pistola un agente che cercava di fermarli.

L'arresto e la condanna a morte[modifica]

Arrestato il 7 aprile 1912 [7] , Raymond viene processato (a partire dal 3 febbraio 1913) insieme a molti altri anarchici accusati, a torto o ragione, di far parte della banda.

«I principali imputati erano Raymond Callemin, André Soudy, il giardiniere Monier, il falegname Eugéne Dieudonné, negavano tutto [...] Sorridenti, aggressivi, prendendo degli appunti, Raymond “negava il diritto di giudicare“, ma si inchinava dinanzi alla forza, rivolgeva al presidente delle frasi spiritose..». [8]

Il verdetto viene pronunciato il 28 febbraio 1913: condanna alla pena di morte per ghigliottina insieme a André Soudy, Elie Monnier e Eugène Dieudonné [9]. Dopo la lettura della sentenza Raymond proverà  a scagionare quest’ultimo, accusato ingiustamente di omicidio in merito ai fatti accaduti in rue Ordener a Parigi il 21 dicembre 1911, assumendosene le colpe. Questa sua deposizione viene però considerata troppo tardiva, anche se alla fine la pena di Dieudonné sarà  commutata nei lavori forzati a vita.

Raymond Callemin viene giustiziato a Parigi il 21 aprile 1913. Ai giornalisti accorsi per seguire la sua esecuzione dice « È bello vero, veder morire un uomo?».

Citazioni[modifica]

  • «Mi sono detto che occorreva trovare un modo per uscire da questa putrefazione che sono i proprietari, gli operai, i borghesi, i magistrati ed i poliziotti. Tutta questa gente mi ripugna.» [3]
  • [All'amico Victor Serge che aveva osato criticare il gruppo di Callemin sulle pagine de «L'Anarchie»...] «....Se non vuoi scomparire guardati bene dal giudicarci!Che vuoi, mi disturbi, ti sopprimo!» [10]
  • «Ci dicono: voi dovete rispettare la patria, morire per lei. Ma, per me, la patria è tutta la terra. La patria, è là  dove io vivo, in Germania, in Russia, in Francia. Lei è ovunque io trovo la felicità . Se gli operai riflettessero un pò, comprenderebbero che tra i capitalisti non esistono frontiere. Questi rapaci si organizzano per meglio opprimerli» [3]
  • « ... Non so se sono anarchico [...] molti sono nelle mie condizioni. Sono convinto soltanto che gli individui della rue O. erano tizi che volevano vivere, ed è tutto.» [11].

Note[modifica]

  1. Fonte principale: Biografia tratta da "militants.anarchistes.info"
  2. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 15,
  3. 3.0 3.1 3.2 Note biografiche su Callemin
  4. «Le Révolté», Boisfort, 1908-1914
  5. «Le Communiste», Boisfort, 1907-1908
  6. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 68
  7. André Soudy era stato arrestato il 30 marzo; anche gli altri membri della banda fanno l'identica fine: Etienne Monier, Eugene Dieudonné, Marius Metge, Edouard Carouy, Victor Serge e Rirette Maitrejean saranno tutti arrestati. Diverso il destino per [Jules Bonnot]], ucciso dalla polizia il 28 aprile 1912, e per Octave Garnier e René Valet, assassinati in un conflitto a fuoco con le forze dell'ordine il 15 maggio 1912
  8. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 50
  9. Il processo e le condanne alla Banda Bonnot
  10. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 44
  11. Lettera del 24 dicembre 1912 indirizzata all'amico Arthur Mallet e pubblicata nel supplemento del n° 4 de «L'En Dehors», dicembre 1922

Bibliografia[modifica]

  • Pino Cacucci, In ogni caso nessun rimorso, Feltrinelli, 1994 (romanzo ispirato alla vita di Jules Bonnot).
  • Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, 2001
  • Paolo Valera, I clamorosi rossi dell’automobile grigia. Memorie di Giulio Bonnot, Milano, La Folla, 1921
  • Bernard Thomas, La banda Bonnot, Milano, Forum Editoriale, 1968

Voci correlate[modifica]