Portale:Citazioni Anarchiche
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[modifica] Max Stirner
- Ma intorno all'altare si inarcano le volte di una chiesa e le sue mura si estendono sempre più in là. Ciò che esse racchiudono, è - sacro. Tu non puoi raggiungerlo e tanto meno toccarlo. Gridando per la fame che ti divora, ti aggiri intorno a quelle mura, per raccogliere quel poco di profano che è rimasto, ma i cerchi del tuo percorso si fanno sempre più ampi. Presto quella chiesa abbraccerà tutta la terra e tu verrai ricacciato al margine estremo; ancora un passo ed il mondo del sacro avrà vinto: tu sprofondi nell'abisso. Perciò riprenditi, finché hai tempo; non errare più a lungo nel prato falciato del profano, rischia e sfonda le porte, irrompendo nel santuario stesso. Se tu divori il sacro te ne appropri! Digerisci l'ostia e te ne sarai sbarazzato! (Max Stirner, L'Unico e la sua proprietà)
- Rivoluzione e Rivolta non devono essere presi per sinonimi. La prima consiste in un rovesciamento dello stato di cose esistente, dello statuto dello Stato o della Società; essa è dunque un atto politico o sociale. La seconda, pur comportando inevitabilmente una trasformazione dell'ordine costituito, non ha in questa trasformazione il suo punto di partenza. Essa deriva dal fatto che gli uomini sono scontenti di se stessi e di ciò che li circonda. Essa non è una levata di scudi, ma un sollevamento di individui, una ribellione che non si preoccupa assolutamente delle istituzioni che potrà produrre. La rivoluzione ha come obiettivo delle nuove istituzioni. La rivolta ci porta a non lasciarci più amministrare ma ad amministrare da soli. La rivolta non attende le meraviglie delle istituzioni future. Essa è una lotta contro ciò che esiste. Una volta riuscita, ciò che esiste crolla da solo. Essa non fa che liberare il mio Me dallo stato di cose esistente, il quale, dal momento in cui me ne congedo, viene meno e cade in putrefazione! (Max Stirner)
- Non c'è nulla che m'importi più di me stesso! (Max Stirner, L'Unico e la sua proprietà)
- Ho riposto le mie brame nel nulla. (Max Stirner, L'Unico e la sua proprietà)
- Chi, per rimanere padrone di ciò che possiede, deve contare sulla mancanza di volontà di altri, é una cosa fatta da questi altri, così come il padrone é una cosa fatta dal servo. Se venisse meno la sottomissione. il padrone cesserebbe d'essere. (Max Stirner)
- La rivoluzione mira ad un'organizzazione nuova; la ribellione ci porta a non lasciarci più organizzare, ma ad organizzarci da soli come vogliamo, e non ripone fulgide speranze nelle "istituzioni" ... Se il mio scopo non è rovesciare un ordine costituito ma innalzarmi al di sopra di esso, il mio proposito e le mie azioni non sono politici e sociali, ma egoistici. La rivoluzione ci comanda di creare istituzioni nuove; la ribellione ci domanda di sollevarci o innalzarci. (Max Stirner)
- Per lo stato è indispensabile che nessuno abbia una sua volontà; se uno l'avesse, lo stato dovrebbe escluderlo, chiuderlo in carcere o metterlo al bando; se tutti avessero una volontà propria, farebbero piazza pulita dello stato. (Max Stirner)
[modifica] Pierre Joseph Proudhon
- La proprietà è un furto! (Pierre Joseph Proudhon)
- E voi, uomini del potere, magistrati irosi, proprietari codardi, mi avete almeno capito? [...] Non fate che la nostra disperazione esploda, perché anche se i vostri soldati e poliziotti riuscissero a conculcarci, non potreste resistere a quella che sarebbe la nostra ultima risorsa. Non é il regicidio, né l'assassinio, né il veleno, né l'incedio, né il rifiuto di lavorare, né l'emigrazione, né l'insurrezione, né il suicidio; é qualcosa più terribile di tutte queste cose, qualcosa che si può vedere ma di cui non si può parlare. (Pierre Joseph Proudhon)
[modifica] Errico Malatesta
- Anche se sarem vinti, la nostra opera non sarà stata inutile, poichè più saremo stati decisi a raggiungere l’attuazione di tutto il nostro programma, e meno proprietà e meno governo vi sarà nella nuova società. E avrem fatto opera grande, perchè il progresso umano si misura appunto dalla diminuzione del governo e dalla diminuzione della proprietà privata. E se oggi cadremo senza piegar bandiera, possiamo esser sicuri della vittoria di domani. (Errico Malatesta)
- Noi dobbiamo cercare che il popolo, nella sua totalità o nelle sue frazioni, pretenda, imponga, prenda da sé tutti i miglioramenti, tutte le libertà che desidera, man mano che giunge a desiderarle ed ha la forza di imporle; e propagandando sempre tutto intero il nostro programma e lottando sempre per la sua attuazione integrale, dobbiamo spingere il popolo a pretendere ed imporre sempre di più fino a che non ha raggiunto l'eman-cipazione completa. (Errico Malatesta, Il programma anarchico)
- Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza. (Errico Malatesta, Il programma anarchico)
- Ottenere il comunismo prima dell'anarchia, cioé, prima di avere completamente conquistato la libertà politica ed economica,significherebbe stabilire una tirannia cosi terribile, che la gente rimpiangerebbe il regime borghese, per poi tornare al sistema capitalista... (Errico Malatesta, 1920)
- Organo e funzione sono termini inseparabili. Levate ad un organo la sua funzione o l'organo muore o la funzione si ricostituisce. Mettete un esercito in un paese in cui non ci siano nè ragioni nè paure di guerra interna o esterna, ed esso provocherà la guerra, o, se non ci riesce, si disfarà. Una polizia dove non ci siano delitti da scoprire e delinquenti da arrestare, inventerà i delitti e delinquenti, o cesserà di esistere. (Errico Malatesta, Anarchia)
- Lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede. (Errico Malatesta)
[modifica] Michail Bakunin
- Di qui innanzi, tutto ciò che rimane della mia vita, si potrà riassumere in una sola parola: Libertà. (Michail Bakunin)
- L'impulso alla distruzione è anche un impulso creativo. (Michail Bakunin)
- E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo. (Michail Bakunin)
[modifica] Noam Chomsky
- La democrazia ha bisogno della dissoluzione del potere privato. Finchè esiste il potere privato nel sistema economico, è una barzelletta parlare di democrazia. Non si può nemmeno parlare di democrazia, se non c'è un controllo democratico dell'industria, del commercio, delle banche, di tutto..... (Noam Chomsky)
- Se le leggi Norimberga fossero attuate ancora oggi, ogni presidente americano del dopo guerra sarebbe stato impiccato. (Noam Chomsky)
[modifica] Altri
- Io ho fondato la mia causa sul nulla. (Johann Wolfgang Goethe, in Vanitas!Vanitatum vanitas!)
- Sin dall'infanzia, mi sembra di avere sempre avuto, molto netto, il doppio sentimento che doveva dominarmi durante tutta la prima parte della mia vita: quello cioè di vivere in un mondo senza evasione possibile, dove non restava che battersi per un evasione impossibile. (Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario)
- V'è solo un potere al quale posso prestare un'obbedienza convinta: la decisione della mia intelligenza, il comando della mia coscienza. (William Godwin)
- Guardate nella profondità di voi stessi, cercate la verità e realizzatela voi stessi, non la troverete in nessun altro luogo. (Petr Arshinov)
- Sento le leggi dell’arte, che portano sempre e soltanto felicità. Ma le leggi politiche mi sembrano menzogne così enormi, che non capisco come una di esse possa essere migliore o peggiore dell’altra… Di qui innanzi non servirò mai nessun governo, di nessun paese. (Lev Tolstoj)
- Chiunque abbia nelle mani un'autorità tiranneggia gli altri. (Gerrard Winstanley)
- La mia anima é un tempio sacrilego in cui le campane del peccato e del crimine voluttuose e perverse, risuonano di rivolta e disperazione. (Renzo Novatore)
- Coloro che non vogliono seguire sono condannati a comandare [1] (Anarchico, Magic the Gathering [anonimo utente])
- In una società di omologati, coloro che si distinguono semplicemente per voler essere se stessi, peccano di protagonismo e sono condannati ad apparire autoritari quando sostengono con forza le proprie ragioni.[2] (Altipiani azionanti)
[modifica] Versi
- … l’atroce maschera è caduta, l’uomo rimane
senza scettro, libero, non circoscritto, ma uomo
eguale, senza classi, senza tribù né nazioni,
esente da timore, culto, grado, re
di se stesso; giusto, benigno, saggio: ma uomo
senza passioni? no, ma tuttavia libero da colpa e dolore,
che esistevano perché la sua volontà li creava o tollerava,
non però esente, pur dominandoli come schiavi,
dalla sorte, dalla morte e dalla mutabilità,
pastoie di un essere che altrimenti potrebbe librarsi piu alto
della piu alta stella del cielo inasceso
alta sul culmine del profondo vuoto.
(Percy Bysshe Shelley)
- Ricomincia la grande età del mondo,
Tornano gli anni d'oro,
La terra, come un serpente, rinnova
La sua veste logora di erbe invernali,
Il cielo sorride, e fedi ed imperi rilucono
Come relitti in un sogno svanente
(Percy Bysshe Shelley, Hellas)
- Intellettuali d'oggi,
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
(Fabrizio De André, Il Bombarolo)
- Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza,
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
(Fabrizio De André, Nella mia ora di libertà)
- E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora Libertà signorina Anarchia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza
con la tua nuvola
di dubbi e di bellezza
(Fabrizio De André, Se ti tagliassero a pezzetti)
- Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
Stretti l'uno con l'altro e se in loro non credi
Li puoi sbattere in terra ma sono sempre in piedi
Sono gli anarchici
(Leo Ferrè, Gli anarchici)
- Ed è per voi sfruttati per voi lavoratori
che siamo incatenati al par dei malfattori
eppur la nostra idea è solo idea d'amor...
Eppur la nostra idea è solo idea d'amor...
(Pietro Gori, Addio a Lugano)
[modifica] Note
- ↑ Considerazione: Questa citazione francamente mi pare che abbia assai poco di anarchico. Mi pare più un'esaltazione del comando piuttosto che una critica al potere. O l'autore non è riuscito ad essere chiaro oppure si tratta di semplice provocazione (Un altro anonimo)
- ↑ sono daccordo con la considerazione fatta in merito alla precedente citazione e penso che l'autore non si sia espresso bene. Ho ritenuto così aggiungere una sorta di mia variante a chiarimento. (Altipiani azionanti)

