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Pietro Ferrua

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Pietro Ferrua
Pietro Michele Stefano Ferrua (Sanremo, 18 settembre 1930 - ) è uno scrittore, obiettore di coscienza e propagandista anarchico italiano.

Biografia[modifica]

«Nato a Sanremo, in Italia, Pietro Ferrua è il fondatore di diverse organizzazioni anarchiche, molte delle quale perdurano a tutt’oggi. Come professore al Portland College, Oregon, negli Stati Uniti, ha svolto un importante ruolo nella riflessione sui rapporti tra l'anarchismo e l'arte. Nel stesso tempo, ha avuto come interprete una carriera internazionale che l’ha messo in contatto con alcuni dei più importanti dirigenti politici della fine del ventesimo secolo.» (Ronald Creagh)

Pietro Ferrua aderisce all'anarchismo immediatamente dopo l'avvenuta liberazione dal fascismo, partecipando nel 1946 alla fondazione della Federazione Anarchica di Sanremo, di cui assumerà  la delega durante il congresso regionale della federazione Anarchica Ligure tenutosi lo stesso anno. Trasferitosi in Francia nel 1948 per proseguire gli studi, inizia a frequentare il Circolo libertario degli studenti di Parigi.

Militante del Gruppo Anarchico Alba dei Liberi, nel 1950 diventa il primo obiettore di coscienza anarchico riconosciuto come tale dai tribunali e condannato a 15 mesi di carcere (lo seguiranno altri militanti dello stesso gruppo come Angelo Nurra e Liberoso Gugliemi). Nel 1953 è confondatore della rivista Senza Limiti e in quest'epoca collabora con le pubblicazioni del Gruppo «Anarchismo» di Napoli e Palermo. Perseguitato dalla giustizia italiana, che vorrebbe costringerlo ancora a svolgere il servizio militare, Ferrua si rifugia a Ginevra a partire dal 25 aprile 1954 insieme alla compagna brasiliana Dina, da dove segue l'attività  organizzativa dei primi Campeggi Anarchici Internazionali (il primo si era svolto a Cecina nel 1953). Nel 1955 partecipa al Campeggio Internazionale di Salernes (Francia) e fonda una struttura clandestina di solidarietà  ed accoglienza per renitenti e disertori francesi ed algerini sotto l'egida delle Jeunesses Libertaires. Tra il 1955 e il 1962, col supporto di André Bösiger, aiuta tantissimi antimilitaristi ed obiettori di coscienza ad attraversare il confine e rifugiarsi in Svizzera.

Nel 1956, assieme a Claudio Cantini, ridà  vita allo storico periodico anarchico svizzero Il Risveglio Anarchico, che aveva cessato le sue pubblicazioni. L'anno seguente, insieme ad altri compagni (Alexandre Alexiev, Henri Bartholdi, André Bernard, André Bösiger, Jean-Pierre Conza, ecc.) , fonda a Ginevra il Centro Internazionale di Ricerche sull’Anarchismo (attualmente con sede a Losanna), mentre nel 1958 dà  inizio alla sezione svizzera di Solidarietà  Internazionale Antifascista (S.I.A.).

A causa delle sue attività , viene espulso dalla Svizzera nel 1963 e si reca in in Brasile, dove anche lì si dimostra un instancabile propagandatore dell'anarchia fondando il Centro Brasiliano di Studi Internazionali e una sezione brasiliana del Centro Internazionale di Ricerche sull’Anarchismo. A causa delle sue attività  anarchiche si renderà  assai inviso ai militari brasiliani che detenevano il potere. Arrestato assieme ad altri quindici compagni nell'ottobre del 1969, nel dicembre seguente parte in esilio per gli Stati Uniti. Negli States diventa diventa docente universitario, approfondendo inoltre le proprie ricerche nel campo delle avanguardie artistiche e letterarie, della rivoluzione messicana, ecc… che sfoceranno nella pubblicazione di una dozzina di libri e di un'infinità  di articoli per le più importanti riviste accademiche e\o anarchiche.

Dopo una conferenza sull'anarchismo tenutasi nel Circolo Filosofico, la Facoltà  di Filosofia di Portland gli affida nel 1980 un corso superiore sull'Anarchismo grazie al quale prende forma il Primo Simposio Internazionale sull’Anarchismo che vedrà  riuniti un centinaio di ricercatori e militanti per tutta una settimana di dibattiti (spettacoli, concerti, mostre, ecc…).

Nel 1982 partecipa alla fondazione dell'Istituto Anarchos a Montreal (Canada), mentre nel 1984 è relatore della sessione di Arte e anarchia in occasione della riunione internazionale di Venezia. Essendo principalmente interessato all'attività  propagandistica anarchica, nel 1987 abbandona la cattedra e si dedica interamente alla diffusione dell'anarchismo come oratore, ricercatore e saggista. Instancabile, nel 1992 è uno degli oratori ufficiali al convegno "Outros Quinhentos" indetto dalla Pontificia Università  Cattolica di San Paolo del Brasile.

Recentemente ha pubblicato numerosi articoli in occasione della morte di diversi compagni anarchici come Franco Leggio, John Cage ed altri. I suoi articoli sono stati pubblicati in innumerevoli riviste di tutto il mondo.

Bibliografia[modifica]

Opere di Ferrua[modifica]

  • Gli anarchici nella Rivoluzione Messicana: Praxedis G.Guerrero, La Fiaccola, Ragusa, 1976
  • Surrealismo ed anarchismo, trad. del francese di Sandro Ricaldone, libreria Sileno, Genova, 1985;
  • Ricardo Flores Magón e la Rivoluzione Messicana, Anarchismo, Catania, 1983
  • Avanguardia cinematografica lettrista, Tracce, Piombino, 1984
  • Appunti sul cinema nero americano, Tracce, Piombino, 1987
  • Italo Calvino a Sanremo, Famija Sanremasca, Sanremo, 1991
  • L'obiezione di coscienza anarchica in Italia. Parte prima: I pionieri, Archiviu-Bibrioteka “T. Serra”, 1997
  • Ifigenia in Utopia, Sicilia Libertaria, Ragusa, 2000

Traduzioni[modifica]

  • La pittura olandese di Jean Leymarie (Traduzione dal francese), Skira, Ginevra, 1961.
  • Mondo e Croce Rossa di Henri Dunant (Traduzione dal francese), Ligue des Sociétés de Croix-Rouge, Ginevra, 1959.
  • Un quacchero d’oggi, Pierre Ceresole di Hélène Monastier (Traduzione dal francese), American Friends Service Committee, Roma, 1954.
  • Il fascismo rosso di Volin (Traduzione dal francese), Edizioni Anarchiche, Reggio Calabria, 1953.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]