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Peter Singer

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Peter Singer

Peter Albert David Singer (Melbourne, 6 luglio 1946-) è un filosofo australiano, pioniere dell’antispecismo e autore del celeberrimo Liberazione animale.

Biografia[modifica]

Peter Singer nasce a Melbourne, in Australia, il 6 luglio 1946. Di origine ebraica, i suoi parenti fuggirono dall’Austria al momento dell’annessione al Reich. In Australia, dopo aver frequnetato le scuole superiori, Singer ottiene la laurea triennale in filosofia nel 1967, poi due anni dopo ottiene quella specialistica. Riceve poco dopo una borsa di studio presso l' Università  di Oxford che gli permette di approfondire le sue ricerche, ottenendo un dottorato con tesi sulla disobbedienza civile nel 1971.

Poco dopo ha iniziato la carriera di insegnante all'Università  di Oxford (2 anni), poi New York (16 mesi), Colorado (Boulder), California (Irvine) e Trobe University.

Pioniere delle questioni antispeciste, è stato l’autore nel 1975 di Liberazione animale, vera e propria “bibbia” del movimento animalista, da cui però non mancano le critiche per alcune suo posizioni utilitaristiche. Nel 1996 si è candidato al Parlamento australiano nel Partito dei Verdi, senza però essere eletto. Nel 1999 viene nominato docente di filosofia morale all’Università  di Princeton, nomina che sollevò un accanito dibattito.

Da sempre interessato ai diritti animali e alle questioni etiche, nel 2004, è stato riconosciuto come l'umanista australiano dell'anno dal Consiglio delle società  umaniste australiane (Council of Australian Humanist Societies). È stato il fondatore dell’International Association of Bioethics, mentre attualmente dirige il Centre of Human Bioethics presso la Monash University di Melbourne.

Pensiero[modifica]

Il pensiero di Peter Singer è di stampo utilitaristico, secondo cui un gesto è giusto quando massimizza la soddisfazione di un maggior numero di senzienti rispetto a quelle che invece non soddisfa. Comunque, tutte le sue tesi, che vanno dall’etica delle relazioni uomo-animale ai rapporti paesi ricchi-paesi poveri, per finire a riflessioni sull’eutanasia e la “sacralità ” della vita, possono essere ricondotti a 4 punti:

  • Il dolore, inteso come qualsiasi genere di sofferenza (fisica e psicologica) è sempre negativo, a prescindere da chi lo provi;
  • Non solo gli esseri umani provano sofferenza o dolore, anche la maggior parte degli animali non umani lo provano ed è del tutto identico a quello degli animali umani: per es. l’angoscia di una mamma che viene forzatamente separata dai suoi piccoli, la noia e la paura dell’esser rinchiusi in una gabbia senza far nulla ecc.;
  • Se si decidesse di togliere la vita ad un essere vivente, o comunque provocargli dolore, la razza, il sesso e la specie non possono essere parametri validi a giustificare un tale atto, altrimenti si scade nella discriminazione. L’unico parametro per giudicarlo è quello utilitaristico (es. se provoco sofferenza ad un essere vivente per salvarne 1000, quell’atto potrebbe essere giustificabile). E’ necessario, sempre e comunque, valutare: desiderio di continuare o meno a vivere, qualità  della vita che poterebbe avanti ecc.;
  • Tutti gli esseri umani non sono solo responsabili di quello che hanno fatto, ma anche di quello che non hanno fatto per impedire una determinata situazione.

Singer ha definito per primo lo specismo come: «Un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie» (Liberazione animale, 1975).

Bibliografia[modifica]

  • Diritti animali, obblighi umani, Gruppo Abele, 1987 (vedi Gli allevamenti intensivi)
  • Etica pratica, Liguori, 1989
  • Liberazione animale, Arnoldo Mondadori Editore, 1991
  • Il progetto grande scimmia, Theoria, 1994
  • Ripensare la vita, la vecchia morale non serve più, il Saggiatore, 1996
  • Una sinistra darwiniana, Comunità , 2000
  • La vita come si dovrebbe, il Saggiatore, 2001
  • One World. L'etica della globalizzazione, Einaudi, 2003
  • "Scritti su un vita etica, le idee che hanno messo in discussione la nostra morale", 2000, Net

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]