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Pedro Vallina Martínez

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Pedro Vallina
Pedro Vallina Martinez (Guadalcanal, Spagna, 29 giugno 1879 - Veracruz, Messico, 16 febbraio 1970 ) è stata una figura di rilievo dell'anarchismo andaluso.

Biografia[modifica]

Famiglia[modifica]

Suo padre gestiva un piccolo negozio di dolciumi ed una piccola azienda agricola. Ebbero sette figli, ma quattro di loro moriranno in età  prematura. Suo fratello Juan Antonio, insegnante, morirà  durante la guerra civile ad Igualada (Barcellona).

Formazione[modifica]

Nonostante le scarse risorse famigliari, a tutti i figli viene concessa la possibilità  di studiare e Pedro prima frequenta la scuola superiore a Siviglia sino al diploma ottenuto nel 1898. Durante gli studi entra in contatto con la realtà  sociale ed è stato informato dei disastri della guerra a Cuba e dell'assassinio Canovas del Castillo per mano di Sante Caserio. Nello stesso anno si trasferisce a Cadice per studiare Medicina.

L'anarchismo[modifica]

A Cadice conosce Fermín Salvochea e inizia la sua militanza nel movimento anarchico partecipando inoltre ai lavori della Federazione dei Lavoratori della Regione Spagnola (F.T.R.E). Condannato a otto anni di lavori forzati per propaganda anarchica, riesce a fuggire verso Parigi.

L'esilio a Parigi e Londra[modifica]

Nel 1904, è a Parigi dove milita contro la repressione in Spagna. Alla fine di maggio 1905, è arrestato preventivamente durante la visita del re di Spagna Alfonso XIII, a Parigi. Ma dopo l'attentato contro il re in rue de Rohan, nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 1905, è con Charles Malato, e con un anarchico inglese di nome Harvey e uno chiamato Caussanel, incolpato di complicità  nell'attentato. Giudicati il 27 novembre 1905, saranno rilasciati per mancanza di prove.

Espulso dalla Francia trova rifugio a Londra dove prosegue i suoi studi di medicina. Qui si relaziona con gli anarchici risiedenti nella capitale inglese, ovvero Rudolf Rocker, Malatesta e Kropotkin. Nel 1907, partecipa al Congresso Antimilitarista di Amsterdam.

A Londra, dal rapporto con la sua compagna Josefine Colbach, nasce la sua prima figlia.

Rientro in Spagna[modifica]

Grazie ad un'amnistia, torna in Spagna nel 1914, costretto però all'esilio in Extremadura (Spagna), un luogo alquanto inospitale denominato “la Frontiera Siberiana”, dove però la sua etica anarchica e la sua umanità  gli permettono di farsi accettare dalla povera popolazione locale. In questo periodo entra a far parte della CNT che aveva sede a Siviglia, città  in cui nel 1918 dopo la fine dell'esilio pubblica la rivista Paginas Libres.

Il suo anarchismo umanitario lo porta a voler conciliare medicina e anarchismo, fondando a Cantillana (terra d'origine della sua famiglia), un sanatorio antitubercolitico. La sua azione rivoluzionaria all'interno della CNT durante la dittatura di Primo de Rivera gli vale alcuni arresti. Nel 1931, è di nuovo arrestato per aver partecipato a Almaden (dove è medico), a una sollevazione. Intorno a questo periodo scoppia all'interno della CNT il "Caso Vallina", così denominato perchè l'anarchico andaluso contrasterà  vivamente l'uso che egli considera scriteriato della violenza da parte di alcuni militanti.

La rivoluzione[modifica]

Il 19 luglio 1936, alla scoppio della rivoluzione, si pone alla testa di una milizia di 500 minatori partecipando alla presa di Santa Eufemia ed è nominato presidente del Comitato rivoluzionario di Almaden. In seguito è incaricato dei servizi Sanitari a Madrid poi responsabile dell'ospedale della colonna Del Rosal a Cañete. Sul fronte di Albacete sino a marzo 1938, dirige in seguito l'ospedale di Bonanova a Barcellona e durante la sconfitta, organizza l'evacuazione dell'ospedale di Massanet. Dapprima a Perpignan, riesce a imbarcarsi per il Messico.

Esilio in Messico[modifica]

Dopo un breve soggiorno a Santo Domingo, si stabilisce a Loma Bonita, nello Stato di Oaxaca, dove viene apprezzato da tutti per la sua carica umana. Nel 1943, fonda il Consultorio medico chirurgico "Ricardo Flores Magon", dove i prende cura degli indios.

Oltre a le sue numerose collaborazioni con la stampa libertaria, è autore di una biografia di Fermín Salvochea, così come di una raccolta dei suoi ricordi Mis Memorias (1968).

Voci correlate[modifica]