Pedagogia

Da Anarchopedia.

La pedagogia (dal greco παιδαγογια, da παιδος (paidos) «il bambino» e αγω «guidare, condurre, accompagnare») è la scienza che studia il problema dell'educazione in un determinato ambiente sociale, suggerendone gli orientamenti per risolverlo razionalmente.

Indice

[modifica] Brevi nozioni storiche

La pedagogia esisteva già al tempo di Omero, di Socrate, Platone e Aristotele, ed era intesa come formazione etica del cittadino. Il modello educativo vigente nella polis ateniese era chiamata "Paideia", ed era articolata in due rami paralleli: la paideia fisica (cura del corpo) e la paideia psichica (l'educazione del fanciullo secondo i valori della democrazia ateniese).

La filosofia educativa cristiana invece trasferisce il problema dell'educazione, da un fatto strettamente filosofico ad una questione morale e teologica (S. Agostino e s. Tommaso d'Aquino). Durante l'Illuminismo si sviluppa il pensiero sostenente il libero sviluppo delle facoltà individuali (Locke, Jean-Jacques Rousseau) e da cui derivano varie altre teorie educative (es. quella che attribuisce al gioco una funzione educativa). Sul finire del 1800 la pedagogia viene definitivamente considerata una scienza.

[modifica] Teorie pedagogiche

La pedagogia si fonda sul concetto di educabilità dell'individuo: secondo questo principio egli è educabile in ogni fase della sua vita e quest’obiettivo è raggiungibile intenzionalmente e scientificamente.

Verranno ora confontati due modelli pedagogici contrapposti: quello basato sull'individuo (con riferimento a Immanuel Kant e Jean-Jacques Rousseau) e quello basato sulla società (con riferimento a Émile Durkheim).

  • La teoria kantiana si fonda su una smisurata fiducia nei confronti dell’individuo. Egli viene visto come un possibile protagonista del miglioramento della società, purché formato in maniera appropriata (impedendogli il contatto diretto con la realtà... che altrimenti potrebbe “corromperlo”). Jean-Jacques Rousseau, nell' “Emilio o dell'educazione”, propone un sistema pedagogico esterno alla società, analogamente alla teoria kantiana. Il problema della teoria kantiana-rousseauniana è che l'educatore può insegnare al bambino tutto ciò che riguarda i costumi, leggi ecc., ma questa, senza una diretta e concreta esperienza reale, rimane pura e semplice teoria astratta e ben difficilmente potrebbe portare successi sostanziali.
  • Durkheim si colloca in antitesi rispetto a Kant. Egli è recalcitrante all’idea di educare secondo i principi kantiani, giacché il tutto si ritorcerebbe contro l’individuo se questi non rispettasse le regole, a lui sconosciute, in vigore in quella determinata situazione sociale. Durkheim sostiene l’idea di una pedagogia indissolubilmente legata all’esperienza diretta nella società, attribuendo maggior importanza all'educazione impartita dalla società piuttosto che a quella data dagli insegnanti. Oggi la pedagogia è più che altro un metodo interdisciplinare che si avvale delle esperienze della psicologia, della sociologia, della filosofia ecc.

[modifica] Pedagogia Libertaria

[modifica] Generalità

La pedagogia è una delle tematiche ritenute più importanti in ambito libertario e spesso fonte di discussione. Non di rado, la parola pedagogia è stata utilizzata per giustificare sistemi educativi autoritari e repressivi, che impediscono al fanciullo di strutturare le proprie conoscenze in funzione dei propri bisogni, desideri e delle proprie capacità fisiche ed intellettive.

I libertari, al contrario, attribuiscono alla pedagogia una valenza positiva, soprattutto perché i bambini, con le loro domande, tendono a mettere tutto in discussione (...cosa c’è di più libertario che respingere verità preconfezionate e porsi in continuazione domande, proprio come fanno i bambini?).

I fini della pedagogia libertaria sono quelli di conseguire un metodo d’apprendimento che consenta alle persone di sviluppare liberamente le proprie attitudini, senza l’intervento di alcuna autorità. La pedagogia libertaria, facendo proprie le considerazioni di Lev Tolstoj, tende a separare il concetto di "educazione" da quello di "cultura", ossia, in pratica, a distinguere gli "uomini educati", ma sottomessi, dagli "uomini liberi".

[modifica] Breve storia del pedagogismo libertario

Alcuni libertari come Francisco Ferrer y Guardia, Sébastien Faure, Lev Tolstoj, Louise Michel e altri, con i loro testi e le loro esperienze dirette, hanno contribuito a sviluppare la nascita di questa corrente di pensiero.

L’esponente più importante della pedagogia libertaria è stato lo spagnolo Francisco Ferrer y Guardia, fondatore nel 1901 della "Scuola Moderna" di Barcellona. Questa scuola si avvaleva di collaboratori eccellenti del tempo: il geografo anarchico Élisée Reclus, l'astronomo Camille Flammarion, lo scrittore e premio nobel Anatole France, il filosofo Herbert Spencer, il biologo Ernst Haeckel, gli anarchici Pëtr Kropotkin e Lev Tolstoj (Tolstoj già nel 1857 aveva fondato una scuola libertaria per fanciulli e adulti a Jasnaja Poljana).

L'Escuela Moderna si prefiggeva l’obiettivo di sottrarre i fanciulli al meccanismo autoritario dell'istruzione pubblica. Ferrer inoltre, insieme ad altri libertari interessati a proporre modelli educativi non repressivi (Lev Tolstoj, Pëtr Kropotkin, Louise Michel e Élisée Reclus), fin dal 1887 fonda la "Lega per l'educazione libertaria". Nel corso del tempo molti altri libertari hanno espresso considerazioni critiche sull’istruzione repressiva e autoritaria: uno dei primi è stato William Godwin. Egli riteneva che l'educazione istituzionale, controllata dallo Stato, mirasse a formare cittadini abituati ad essere governati e a sostenere menzogne quali il patriottismo (ossia a fiancheggiare il potere politico ed economico-capitalistico).

"il governo dipende sempre dall'opinione dei governati" (William Godwin).

Sulla base dei principi pedagogici libertari di Francisco Ferrer y Guardia, nel 1910, a Torino, Pietro Ferrero e Maurizio Garino fondano il Centro di Studi Sociali della Barriera di Milano (Torino), che successivamente si trasforma in “scuola moderna”, accogliendo tra i suoi "allievi" numerosi operai e proletari in genere.

In Spagna, soprattutto durante gli "anni ‘30" (XX secolo), venne rinvigorita la vasta tradizione educativa del movimento libertario, mediante la diffusione degli atenei libertari, nei quali furono alfabetizzati numerosi operai.

Negli "anni 50 e 60" (XX secolo) sono nate numerose scuole libere, denominate "free schools" (tra queste va ricordata la scuola britannica di Summerhill, creata da Alexander Sutherland Neill), di cui uno dei maggiori fautori è stato l’americano Paul Goodman. Goodman si oppone al sistema educativo dove l'individuo viene “vistato, classificato, abilitato e poi restituito alla società”. Per ovviare a queste problematiche egli suggerisce che alle aule, talvolta, si sostituiscano i luoghi autentici della vita quotidiana (strade, negozi, musei, fabbriche ecc.) e che si possa fare a meno anche degli insegnanti, poichè una persona che svolge un determinato lavoro è sicuramente più preparata del maestro scolastico.

Altri esponenti della pedagogia libertaria sono stati: Paul Robin divulgatore delle teorie neomalthusiane e precursore della pedagogia moderna; Sébastien Faure che, nel 1904, creò presso Rambouillet una scuola libertaria denominata «La Ruche»; Elizabeth Ferm che, nel 1920, divenne direttrice della Scuola Moderna di Stelton (anche chiamata Scuola Ferrer).

Alcuni altri sono stati particolarmente radicali nel loro pensiero educativo libertario: l’austriaco-messicano Ivan Illich proponeva la descolarizzazione e l’apprendimento diretto dei concetti (<<la scuola ha alienato l'uomo da ciò che apprende... Ad ogni latitudine, sotto ogni regime e comunque venga propinata, l'istruzione inculca nell'allievo l'idea che l'istruzione stessa non ha valore se non si acquista a scuola e che ciò che conta è avere "titoli" per riuscire nella vita e che è più importante apprendere cose sul mondo che non trarre il proprio sapere dal mondo>>), ancora più radicale appare Raoul Vaneigem con il testo "Avviso agli studenti" (1995).

[modifica] Un esempio: la Escuela Paideia di Merida (Spagna)

La Paideia è una scuola alternativa (nata nel 1978) a quella classica. Situata a Merida (Spagna), qui convivono, durante tutto il giorno, bambini tra i 18 mesi e i 16 anni d’età, educatori, collaboratori, e osservatori. Gli alunni organizzano il tempo e la convivenza in collaborazione con gli educatori, autogestendosi in forma assembleare e mediante commissioni composte da ragazzi\e di diversà età.

La scuola cerca inoltre di incentivare la cooperazione e la critica alla società in una prospettiva anarchica, attraverso il rispetto di alcuni principi: negazione dell’autorità, lotta contro la violenza, la competitività e il consumismo.

Le finalità della scuola sono ben spiegate dalle parole di Josefa Martin Luego: <<Noi siamo inclini alla linea di Ferrer. Inizialmente fummo anche in accordo con Ricardo Mella, ma abbiamo visto che se non potenziamo il nostro pensiero, la società imporrà il suo; così scegliamo un’opzione socio-politica indirizzata al rispetto dei ragazzi\e. Pretendiamo che i bambini e le bambine si formino in modo che possano vivere con i valori dell’anarchia, possano autodeterminarsi e creare nuove forme di trasformazione della società>>.

[modifica] Collegamenti esterni

Pedagogia Libertaria - Percorsi Possibili di Rino Ermini

Pedagogia - Pagina di SocialismoLibertario.it

Avviso agli studenti di Roul Vaneigem

Scuola Paideia - Sito web

Invece dell'Istruzione... - Blog per un'educazione libertaria

[modifica] Voci correlate

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