Pasquale Fancello
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Pasquale Fancello (Dorgali, Nuoro, 3 novembre 1891 – Roma, 13 febbraio 1953), detto "Pascale Crodatzu", é stato un anarchico italiano e un antifascista attivo nella rivoluzione spagnola. [1][modifica] Biografia
Pasquale Fancello nasce a Dorgali (Nuoro) il 3 novembre 1891. Avvicinatosi alle idee della sinistra, è ben presto schedato come "socialista estremista". Di professione muratore, come molti altri sardi emigra all'estero in cerca di fortuna e lavoro: nel 1921 è in Belgio, poi per qualche periodo si trasferisce in Francia dove, il 26 aprile 1923, è oggetto di un decreto d'espulsione, in seguito al quale poi sarà condannato il 24 novembre 1929 a 15 giorni di carcere per non aver ottemperato a tali disposizioni. Nel 1929 risiede a Bray (Charleroi), dove diffonde il giornale anarchico «Bandiera Nera» (Bruxelles, 17 numeri dall'aprile 1929 al maggio 1931) pubblicato da Giuseppe Bifolchi [2].
Espulso del Belgio, si installa clandestinamente in Francia, a Brest, dove continua la sua militanza anarchica. E’ sospettato di avere progettato, nel 1934, un attentato contro la barca italiana Artiglio; nella primavera del 1935, a Tolosa, è attivamente ricercato dai servizi polizieschi italiani. L'anno successivo, dopo le elezioni spagnole di febbraio a cui ha partecipato anche il "Fronte Popolare" e la presa di posizione dei compagni spagnoli, si pronuncia senza mezzi termini contro qualsiasi partecipazione dei libertari alle elezioni.
Durante la rivoluzione spagnola si sposta frequentemente in Spagna, dove peraltro è presente una cospicua colonia di anarchici sardi [3], dando il suo contributo alla lotta antifranchista in svariate maniere. A Tolosa è polemico con i comunisti italiani, in particolare con gli stalinisti, da lui considerati quasi più pericolosi dei fascisti stessi. Dopo gli eventi spagnoli del maggio 1937 (militarizzazione delle milizie e repressione di anarchici e comunisti non allineati) e fino alla seconda guerra mondiale, scrive molte lettere a «L’Adunata dei Refrattari» (New York) per denunciare i crimini stalinisti, i processi contro i militanti del POUM e le derive nazionalistiche del comunismo internazionale. Nel 1941 si hanno notizie della sua presenza in Belgio. Nel novembre di due anni dopo guida 500 pastori e contadini all'occupazione dei pascoli di Isalle e Orrule (Dorgali). Per riconoscere «il diritto alla terra a chi la lavora», il 22 novembre 1943 si registrerà a Dorgali a l'occupazione degli uffici municipali. Durante lo sgombero poliziesco un giovane contadino di 28 anni, Leonardo Masuri, sarà colpito a morte da uno sparo di un poliziotto. [4]
Dopo la guerra, Pasquale Fancello si stabilisce definitvamente in Sardegna, dove, nel 1947, partecipa attivamente al sostegno dello sciopero dei minatori del carbone del Sulcis-Iglesiente [5], per questo sarà arrestato insieme ad altri anarchici, tra cui Giuseppe Serra ed i fratelli Montecucco. Trasferitosi nella penisola nel 1950 con lo scopo di meglio collaborare con «Umanità Nova», viene condannato dal tribunale di Roma ad otto mesi di prigione per un articolo pubblicato sulla storica rivista anarchica a favore delle occupazioni delle terre.
Pasquale Fancello è morto a Roma il 13 febbraio 1953. Sulla sua tomba così recita l'epitaffio:
- «A Pasquale Fancello che, dalla natia Sardegna, diede alla causa degli oppressi i tesori della sua fede e del suo animo ribelle».
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ↑ Fonte principale dell'articolo: Militants-anarchistes.info
- ↑ da anarkismo.net
- ↑ Gli anarchici sardi nella rivoluzione spagnola
- ↑ Poco tempo dopo il soldato che sparò fu assassinato da ignoti, sotto il portico, tra via Roma e Corso Umberto.
- ↑ Sardegnaminiera.it


