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Ou Ning

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Ou Ning
Ou Ning (Zhangjiang, 1969 – vivente) è un artista e attivista politico cinese, vicino al pensiero libertario.

Biografia[modifica]

Nasce nel 1969 a Zhangjiang (Guangdong), in una famiglia di contadini. Compie gli studi grazie al sostegno economico della sorella emigrata in città  per lavoro.

Tra i fondatori dell'organizzazione culturale indipendente U-théque, Ou Ning è un intellettuale molto noto a livello internazionale. Pur lavorando a progetti culturali istituzionali (ha lavorato, tra le altre cose, ad un'edizione della Biennale di Venezia), si dice critico nei confronti dell' industria culturale di Stato e ritiene che «lo sviluppo culturale debba essere libero e non guidato dal governo» [1]. Lavoro nelle istituzioni e istanze sociali possono anche incontrarsi: uno dei suoi lavori più noti, “Meishi Street” (“Da Zha Lan”), realizzato nell'ambito della Kulturstiftung des Bundes, racconta la lotta contro la demolizione di una casa a Pechino per mezzo dei filmati girati dallo stesso inquilino, al quale Ou Ning affida la telecamera.

Come graphic designer ha pubblicato il lavoro sperimentale “New Sound of Beijing”. È membro dell'Asian Art Concilium del Guggenheim Museum.

Ou Ning e l'anarchismo[modifica]

Ou Ning si rifà  ad un anarchismo kropotkiniano, basato sul mutuo appoggio [2] e sulla realtà  contadina della Cina.

Anticapitalista e di sinistra, pur non avendo in simpatia i maoisti[2], si oppone all'urbanizzazione delle campagne perpetrata dalla destra liberista del Partito Comunista Cinese e propone una 'ricostruzione rurale' con la quale ridare spazio alla campagna, unico ecosistema che può essere realmente autonomo e fondato sull'aiuto reciproco tra lavoratori (vedi più sotto).

Lo scrittore sostiene un'idea pacifica dell'anarchismo. L'influenza della riflessione anarchica contemporanea (specie di matrice nordamericana) è evidente nel rifiuto del concetto di “rivoluzione violenta” a favore di una “rivoluzione che rinnovi il sistema. Per Ou Ning, la rivoluzione «non vuol dire per forza violenza, può anche significare appianare i conflitti, affrontare insieme le difficoltà  per trovare una soluzione comune. Non è per forza mobilitazione fisica, può anche essere rappresentata da una tempesta di idee. Non significa necessariamente seppellire un sistema, ma può significare rinnovarlo. Non è per forza disordine, può essere anche ordine. Per migliorare, la società  ha bisogno di rinnovarsi continuamente, di correggere gli errori, di crescere in modo equilibrato e di creare sempre più ampi spazi di sviluppo sostenibile per il futuro» [3].

L'anarchismo di Ou Ning può essere anche inteso come una chiave di lettura unitaria delle varie lotte dal basso, come quelle ambientaliste o nelle fabbriche, che stanno attraversando la Cina[4].

Ou Ning si è anche cimentato nello studio del nuovo ruralismo, una corrente di pensiero del primo Novecento sviluppata dal giapponese Saneatsu Mushanokoji e dal cinese Zhou Zuoren, fortemente influenzata dall'anarchismo di Kropotkin e dalle teorie di Lev Tolstoj[5].

Lo studio del nuovo ruralismo ha contribuito alla riflessione sulla necessità  progettuale di una ricostruzione rurale.

La ricostruzione rurale[modifica]

Il progetto di una ricostruzione rurale parte dalla constatazione dell'invivibilità  della metropoli e della megalopoli cinese. Mentre le politiche di urbanizzazione forzata sottraggono sempre più spazio e terra ai contadini, si aggrava la situazione sociale, visto che la crisi dell'agricoltura comporta per forza di cose l'aumento dei quartieri poveri e degli slums attorno le grandi città .

La critica all'urbanizzazione forzata si collega alla tematica anticapitalista, visto che muove «dal rifiuto del liberismo economico, della globalizzazione, dell'ingresso nel Wto». Le politiche di urbanizzazione distruggono l'ecosistema e la Cina sarebbe poi costretta a comprare prodotti agricoli dalle forze capitaliste straniere, come l'America[2].

Ou Ning ritiene che l'unica via d'uscita a questa situazione sia la contro-urbanizzazione e il recupero del modello agricolo e rurale. Da intellettuale quale egli è, Ou Ning lavora a questo progetto utilizzando anche i suoi contatti col mondo accademico e istituzionale. Pur richiamandosi all'anarchismo, collabora anche con altri esponenti dell'intelligencija di sinistra, che lavorano al tema della ricostruzione rurale in una prospettiva di rafforzamento dello Stato cinese.

La Comune di Bishan[modifica]

Partendo dal progetto di ricostruzione rurale e dalla sua stessa esperienza di vita (l'essere cresciuto in un contesto rurale povero ha segnato fortemente ogni aspetto del lavoro di Ou Ning), lo scrittore ha avviato un'indagine sui movimenti sociali nelle campagne che lo ha condotto a fondare, assieme ad altri intellettuali, la comune di Bishan.

Scopo della comune è «promuovere la vita collettiva della campagna per ridare vita alle espressioni artistiche popolari» e «stimolare gli abitanti locali verso il mutuo appoggio» [5].

Controversie[modifica]

Bisogna notare che il lavoro della comune di Bishan è stato valutato positivamente anche da una testata capitalista quale il “Wall Street Journal – China”. La comune ha addirittura ottenuto il “premio per l'innovazione” indetto dal quotidiano.

Gli stessi contadini, inoltre, guardano con sospetto all'esperimento della comune di Bishen, ritenendola solo una forma di “turismo rurale” a fini economici [5]. Se ciò fosse vero, Ou Ning riproporrebbe una formula di capitalismo da green economy sperimentato anche in Occidente.

Note[modifica]

  1. Gabriele Battaglia, Un'altra campagna – Il lavoratore della cultura, China-Files.com
  2. 2.0 2.1 2.2 Ou Ning, Un'altra campagna - Io, la Cina e l'anarchia, China-Files.com
  3. Emma Lupano, Intervista a Ou Ning, AGI China 24
  4. Andrea Berrini, Temi cinesi (con molto Ou Ning), In diretta dall'Asia
  5. 5.0 5.1 5.2 Ou Ning, Un'altra campagna - Ricostruzione rurale, China-Files.com

Voci correlate[modifica]


Collegamenti esterni[modifica]