Still working to recover. Please don't edit quite yet.

Octave Mirbeau

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search
Octave Mirbeau
Octave Mirbeau (Trévières, Francia, 16 febbraio 1848 - Parigi, 16 febbraio 1917), scrittore, giornalista, drammaturgo, critico d'arte, polemista anarchico e pittore francese.

Biografia[modifica]

Octave Mirbeau è uno scrittore di romanzi e racconti nonché autore di opere teatrali e giornalista francese. Si è occupato molto anche di critica letteraria e dei principali eventi politici della sua epoca.

Nato nell’anno della grande ondata rivoluzionaria europea e morto in quello che avrebbe visto la rivoluzione popolare russa di lì a poche settimane, Octave Mirbeau presenta la rara particolarità  di essere nato e morto nello stesso giorno e mese della propria nascita. I suoi nonni erano stati dei notai normanni, il padre era invece stato medico di Rémalard, nella Perche. Mirbeau compì gli studi alla scuola dei gesuiti di Vannes da cui verrà  espulso per motivi molto sospetti e che egli rievocherà  nel romanzo Sébastien Roch.

Dopo aver conseguito il diploma, inizia gli studi di diritto che non porta a termine e fa ritorno a Rémalard dove lavora presso il notaio del villaggio. Mobilitato, partecipa alla guerra franco prussiana del 1870 nell’esercito della Loira. Questa esperienza traumatizzante gli ispirerà  molti racconti di Il Calvario (Il calvario) e una parte di Sébastien Roch. Nel 1872, si reca a Parigi e compie il esordio giornalistico al servizio dei bonapartisti nel quotidiano l’Appel au Peuple, di orientamento bonapartista; L’Ordre de Paris, diretto da un vecchio amico di suo padre, il vecchio deputato Henry Dugué de la Fauconnerie che gli ha offerto l’occasione di evitare il tediante lavoro notarile per cui Mirbeau si sentiva sprecato. Diventato segretario particolare di Dugué si ritrova incaricato di scrivere tutto quel che si attribuisce all’uomo politico, evento che egli ricorderà  nel romanzo incompiuto "Un gentiluomo", edito postumo.

Questa sua attività  di “negro” lo perseguiterà  a lungo, segnandolo nel profondo e portandolo ad una condanna irrevocabile del marciume sociale e al disprezzo per certe categorie di individui. Mirbeau scriverà  anche poi per giornali conservatori come il monarchico Le Gaulois, l’Ariégeois, e Les Grimaces, quest’ultimo un giornale addirittura antisemita. Per conto d’altri scriverà  anche almeno una decina di romanzi, finché nel 1884, ritornato a Parigi, non decide di farla finita approfittando di una disastrosa relazione con Judith Vimmer, e scrivere d’ora in poi per proprio conto e su argomenti per cui prova interesse. L’esperienza burrascosa con Judith verrà  descritta nel suo secondo romanzo Le Calvaire, del 1886, in cui la donna amata è chiamata Juliette.

L’anno precedente aveva dato alle stampe Lettres de ma chaumière (Lettere dal mio tugurio), il cui titolo pur scimmiottando le celebri Lettere dal mio mulino di Alphonce Daudet, sono caratterizzate da una totale mancanza di lirismo per l’infanzia e i toni idilliaci della vita di provincia. Le storie di Mirbeau sono infatti intrisi di pessimismo e malevolenza per l’uomo in generale e di condanna per la società  e le sue istituzioni.

Nel 1888, in L'Abbé Jules, in cui vi è una forte influenza di Dostoievski, viene evocato il personaggio di un ribelle sacerdote cattolico capace di denunciare l'oppressione sociale e la corruzione della Chiesa; in Sébastien Roch (1890), ambientato nel collegio Saint-François-Xavier di Vannes, racconta "l'assassinio di un cuore di ragazzo" da un gesuita violentatore. Parallelamente Mirbeau, firmando gli articoli col suo nome o con pseudonimi, collabora a molti giornali - Gaulois, La France, L’Évenement, Le Matin, Gil Blas, Le Figaro e L’Écho di Parigi -, in cui intraprende sia lotte artistiche che politiche (si avvicina agli anarchici, denuncia il nazionalismo, il colonialismo, il militarismo ed ogni forma di autorità …).

Negli anni intorno 1890 vive una grave crisi esistenziale e coniugale (si era sposato nel 1887 con Alice Regnault, una donna molto “chiacchierata”, ex professionista del teatro e donna galante). Nonostante viva anni dolorosi, pubblica nei giornali la prima versione del Journal d’une femme de chambre e del Jardin des supplices (allora intitolato En mission), oltre ad un romanzo pre-esistenzialista, initolato Dans le ciel (1892-1893), sulla tragedia dell'artista ed ispirato da Van Gogh, che Mirbeau ha appena scoperto. Collabora attivamente con Journal e scrive una tragedia proletaria, Les Mauvais Bergers, assai simile a Germinal di Zola.

Lo sciopero degli elettori (1902)

Con l’esplodere del caso Dreyfus, Mirbeau si impegna per primo, due giorni prima di Emile Zola, nella difesa di Dreyfus e nella denuncia dell’antisemitismo (quest'attività  contribuirà  a distrarlo e ad allontanarlo dalla depressione): è lui che redige il testo della seconda petizione di "intellettuali" e sempre lui che accompagna Zola al suo processo e gli paga la multa di 7.500 franch (ottine anche Reinach altri 30.000 franchi per pagare le numerose multe inflitte sempre a Zola). In L’Auror, giornale dreyfusista, pubblica una serie di scritti in cui incita gli operai a schierarsi contro il nazionalismo, il clericalismo e il militarismo. Segue con indignazione, durante più di un mese, il processo di Alfred Dreyfus a Rennes, e torna a Parigi disperato dalla condanna assurda ed ingiusta del capitano.

Profondamente pessimista, pubblica successivamente il Jardin des supplices (1899); Le Journal d’une femme de chambre (1900), dove stigmatizza la schiavitù moderna per colpa della borghesia; 21 Jours d’un neurasthénique (1901), una cinquantina di racconti crudeli pubblicati da quindici anni nella stampa.

Nell'aprile 1903 riceve grandi congratulazioni per la realizzazione della commedia classica Les affaires sont les affaires (Gli affari sono affari), in cui denuncia il mito del denaro e della ricchezza (la commedia trionferà  anche in Germania, in Russia, negli Stati Uniti ed in altri paesi). Paradossalmente grazie a questa commedia diventa ricco ed inizia a rallentare la propria collaborazione giornalistica. Nel 1907 pubblica La 628-E8, in cui la protagonista di un viaggio attraverso il Belgio, l'Olanda e la Germania è la propria macchina; nel 1913 è la volta di Dingo, un romanzo in cui il protagonista è invece il suo cane. Nel dicembre 1908 ritorna a far scandolo con la commedia Le Foyer, dove Mirbeau si scaglia contro il commercio della carità  e lo sfruttamento economico e sessuale di ragazze.

Sempre più depresso e sfiduciato sull’umanità , Mirbeau si ritira a Triel dove riceve visite e doni dei suoi amici pittori. Con lo scoppio della guerra, lui che era stato da sempre pacifista, sembra svanire in lui ogni briciolo di speranza sulla società  umana. Octave Mirbeau muore il giorno stesso dei suoi 69 anni, il 16 febbraio 1917.

Octave Mirbeau. Grande artista e grande libertario[modifica]

Alcuni giorni dopo la sua morte, la sua vedova pubblica nel Petit Parisien un falso "Testamento politico di Octave Mirbeau", in cui Mirbeau viene presentato come nazionalista e militarista. Questa vergognosa operazione mistificatoria è denunciata dagli amici di Mirbeau, purtroppo senza molto successo: per una sessantina di anni passerà  l’idea di Mirbeau-nazionalista. Non solo, per tutto questo tempo Mirbeau è denigrato e offeso, etichettato anche come "naturalista", pornografo, palinodista, ecc.

Le cose cominciano a cambiare alla fine degli anni 1970, con la pubblicazione dei suoi romanzi nella collezione "Fin de siècle"; negli anni 80 è riabilitato dalle prime ricerche universitarie francesi, poi nel 1990 la pubblicazione della sua prima biografia, Octave Mirbeau, l’imprécateur au cœur fidèle, oltre che ad una trentina di volumi di testi inediti (Dans le ciel, Contes cruels, Combats pour l’enfant, ecc. e diversi epistolari con Alfred Bansard, Claude Monet, Camille Pissarro, Auguste Rodin e Jean Grave...) e l’organizzazione di quattro congressi internazionali ridanno dignità  e verità  ad Octave Mirbeau.

Nel 1993 si costituisce una Société Octave Mirbeau, che pubblica i Cahiers Octave Mirbeau annuali e tutta una serie di romanzi, testi teatrali, ecc. Octave Mirbeau è così ricollocato al suo giusto posto: egli è stato uno dei più grandi letterati e artisti dell'intera storia della Francia e non solo. Esempificazione dell'autore impegnato, libertario ed individualista, Mirbeau è il grande demistificatore del potere borghese e capitalista e della pseudo-cultura che ne è derivata.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

Testi[modifica]