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Noe Ito

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Noe Ito

Noe Ito (伊藤 野枝) (Imajuku, 21 gennaio 1895- Tokio, 16 settembre 1923) è stata un’anarchica giapponese, una scrittrice e una femminista.

Biografia[modifica]

Noe Ito nasce a Imajuku, nell’isola di Fukuoka, il 21 gennaio 1895. A 17 anni si diploma nella scuola femminile di Ueno, a Tokio, e poi entra nella Seito-sha, una sorta di scuola artistica femminile con cui immediatamente collaborerà  alla pubblicazione dell’omonima rivista femminile.

Durante i suoi anni di scuola s'era sposata con un uomo di nome Fukutaro, di cui non era innamorata ma con il quale sperava di andare in America (una volta giunta negli States avrebbe abbandonato il marito, così aveva rivelato alla sorella).

Negli stessi anni della scuola, aveva instaurato una confidenziale amicizia con il suo insegnante di inglese, Jun Tsuji, conosciuto anche per essere il primo traduttore di Max Stirner in giapponese. Man mano che il suo matrimonio va a rotoli, soprattutto perchè il marito non riusciva a sostenere la sua formazione artistica e culturale (impegno di cui si era fatto carico con il matrimonio), Ito cerca sempre più il sostegno morale ed economico di Tsuji. I due iniziano anche una relazione amorosa, così lei decide di lasciare Fukutaro e sposa il suo ex-insegnante. La coppia avrà  due figli: Makoto e Ryuji.

Diventata redattrice capo della rivista «Seito» nel 1915, Ito si distingue per i suoi scritti di critica sociale e per la traduzione di un romanzo di Emma Goldman (Emma Goldman, The Tragedy of Woman's Emancipation, New York, Mother Earth Publishing Association, 1906), che sarà  curato anche dall’anarchico giapponese Sakae Osugi, da lei incontrato la prima volta nel 1914.

A partire dal 1916, vive e collabora proprio con Osugi (da cui avrà  quattro figlie), di cui prenderà  le difese dopo che «Shimbun Heimin», la rivista libertaria dello stesso, era stata chiusa dalla polizia giapponese. I due instaurano un rapporto fondato sull’amore libero che crea non poco scandalo nella tradizionale e conservatrice società  giapponese. Ancor più lo scandalo si accresce quando Osugi sarà  ferito con una coltellata dalla sua prima amante.

Le critiche sulla sua vita privata non le impediscono tuttavia di attivarsi per far crescere il movimento anarchico e quello femminista giapponese, di cui Ito è considerata una vera e propria pioniera. Nel 1921 partecipa alla creazione di un gruppo di donne socialiste a Sekirankai e collabora a differenti pubblicazioni, tutte traduzioni di Kropotkin o Emma Goldman.

Evidentemente la crescita del movimento anarchico crea preoccupazioni tra le autorità  giapponesi, infatti, durante il caos seguente il grande terremoto di Kanto del 1° settembre 1923, una squadra militare guidata da Masahiko Amakasu ne approfitta per arrestare e poi ammazzare di botte Ito, Osugi e il suo nipotino di 6 anni. È il 16 settembre, Noe Ito aveva 28 anni.

L’uccisione di questi anarchici (il fatto è passato alla storia con il nome di incidente di Amakasu), suscita molta rabbia in Giappone, anche perché era stato fatto scempio dei cadaveri gettandoli in fondo ad un pozzo. Lo scandalo dell’assassinio di queste tre persone, costringe le autorità  giapponesi ad arrestare il militare Amakasu. Sarà  condannato a 10 anni ma rimesso in libertà  poco dopo.

Film[modifica]

Nel 1969 il regista giapponese Yoshishige Yoshida ha girato il film エロス+虐殺, Erosu purasu Gyakusatsu (Eros + Massacro), che racconta le vicende di Noe Ito e Sakae Osugi sino alla loro tragica morte. Nel film la figura di Noe Ito è preminente rispetto a quella di Osugi.

Voci correlate[modifica]