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Nelly Roussel

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Nelly Roussel, 1896

Nelly Roussel (Parigi, 5 gennaio 1878 - Parigi, 18 dicembre 1922), fu un'anarchica francese, scrittrice femminista e atea.

Biografia[modifica]

Sposata con lo scultore Henri Godet, avrà  due figli, Mireille e Marcel. Nel 1903 e nel 1904 partecipa al Congresso internazionale dei liberi pensatori, tenendovi il discorso di chiusura. Sempre nel 1904 manifesta contro l'anniversario dell'entrata in vigore del Codice civile napoleonico, espressione giuridica del moderno Stato autoritario.

Come Madeleine Pelletier, sarà  una delle prime donne europee a rivendicare pubblicamente il diritto delle donne a disporre del proprio corpo, chiedendo una politica di controllo delle nascite mediante l'uso dei contraccettivi, ufficialmente vietati dal governo francese con una legge approvata nel 1920, e il diritto ad abortire secondo il programma avanzato dal movimento neo-malthusiano di Paul Robin, che sosteneva l'emancipazione sociale attraverso al riduzione della natalità .

Nelly si batte per modificare l'immagine tradizionale della donna, tenendo conferenze e scrivendo articoli in numerose riviste: La Fronde , La Mère éducatrice , La Voix des femmes,La Femme affranchie, Génération consciente, Régéneration, Le Néo-Malthusien, Action, La Libre Pensée Internationale, Le Libertaire. Al posto di quella dell'« eterno femminino », propagandata dall'ideologia borghese, (che è in realtà  la figura di una « eterna sacrificata », come recita il titolo del suo libro L'Éternelle sacrifiée), Roussel presenta l'immagine di una donna spregiudicata, attiva, sportiva, professionalmente realizzata.

Molti anche i suoi opuscoli e le raccolte di suoi discorsi: Paroles de combat et de paix, Quelques discours, Quelques lances rompues pour nos libertés, Paroles de combat et d'espoir, Ma forêt, Trois conférences, Derniers combats. Per il teatro scrisse anche la commedia anticlericale Pourquoi elles vont à  l'église e la scena drammatica Par la révolte.

Bibliografia[modifica]

  • Claude Maignien, Magda Salwan, Deux féministes: Nelly Roussel, Madeleine Pelletier, Paris, Bibliothèque Marguerite-Durand, 1975.
  • Elinor Accampo, Blessed Motherhood, Bitter Fruit: Nelly Roussel and the Politics of Female Pain in Third Republic France, Baltimore, The Johns Hopkins University Press, 2006.

Scritti[modifica]

  • Quelques lances rompues pour nos libertés, Paris, Giard et Brière, 1910.
  • Paroles de combat et d'espoir, Paris, L'Avenir Sociale, 1919.
  • L'Éternelle sacrifiée, Paris, Syros, 1979 (postumo).

Collegamenti esterni[modifica]