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Movimento Socialista Libertario (Egitto)

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Bandiera del Movimento Socialista Libertario (Egitto), costiuito nel maggio del 2011

Il Movimento Socialista Libertario (الحركة الاشتراكية التحررية )è stato fondato il 23 maggio 2011 al Il Cairo, capitale egiziana e vero e proprio centro nevralgico delle rivolte contro Mubarak.

Il movimento, in attesa di una amggiore strutturazione sul territorio, e di una migliore elaborazione strategica delle proprie attività , ha nel frattempo pubblicato un Manifesto dei princìpi (tradotto dalla FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali e pubblicato su Anarkismo.net).

Manifesto[modifica]

Noi socialisti libertari siamo in lotta per una società  socialista senza classi ed antiautoritaria, libera dagli apparati repressivi dello Stato e del capitale, noi siamo contro la costituzione di un capitalismo di Stato sotto il nome di socialismo, come è accaduto nei paesi repressivi del campo socialista, ma siamo per rifiutare ed anche opporsi al sistema capitalista.

Noi crediamo che la classe lavoratrice possa mettersi alla testa di una vasta coalizione frutto di duro lavoro per far cadere sia la potenza del capitalismo che il potere dello Stato repressivo.

Noi perseguiamo:

  1. il decentramento amministrativo senza governatori e sindaci, gestito dai consigli locali di quartiere e di zona, il diritto al controllo popolare con delegati eletti e revocabili dai consigli locali e dai comitati cittadini.
  2. la conversione di tutti le aziende di servizi e degli impianti di produzione in cooperative autogestite dai loro soci in una società  democratica e decentralizzata, con il sostegno della libertà  e dell'indipendenza dallo Stato amministrativo.
  3. l’annullamento degli incentivi fiscali di cui godono gli investitori e l'applicazione della tassazione progressiva, perché vada a sostegno delle cooperative di servizi, tra cui l'istruzione, la sanità  e così via.
  4. il pluralismo sindacale, la libertà  sindacale negli stabilimenti e l'avvio dei sindacati per tutti i dipendenti statali e nelle fabbriche militari, per sostenere la partecipazione dei lavoratori nella gestione della fabbrica, e l'autogestione delle fabbriche e delle aziende che sono state privatizzate nell’ingiustizia e nella corruzione durante l'era Mubarak.
  5. la confisca del denaro di provenienza illegale e la sua distribuzione alle cooperative.
  6. una Costituzione che garantisca tutte le libertà  umane, come la libertà  di religione, di organizzazione e di pensiero, e la creazione di una repubblica parlamentare, la gestione decentrata con il controllo popolare permanente da parte delle autorità  delle amministrazioni locali e dei comitati dei cittadini che facciano il lavoro del Governo e del Capo dello Stato, il diritto ai delegati su mandato popolare di proporre le leggi e un referendum.
  7. la costituzione di una società  socialista, che non dipende da un atto di autorità  liberale, ma dipende dalla volontà  delle cooperative senza un'autorità  centrale, perché una società  senza classi possa auto-organizzarsi attraverso i comitati popolari e i comitati locali e possa farlo contro l'autorità  dello Stato centrale di repressione.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]