Moneta alternativa
Da Anarchopedia.
Il denaro è nato in origine come mezzo per favorire gli scambi delle merci tra le persone. Nel corso del tempo esso è divenuto fonte di speculazione (una moneta può perdere una buona parte del suo valore nel giro di poche ore) e uno strumento di dominio e di controllo delle popolazioni e dei paesi più poveri, per lo più è anche gestito da una oligarchia che detiene il vero Potere. Con le politiche delle Banche Centrali e del Fondo Monetario Internazionale è possibile controllare le ricchezze di un paese, senza nemmeno inviare alcune truppe militari. La diffusione delle monete alternative è un modo per contrastare l'arroganza del sistema capitalistico.
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[modifica] La moneta alternativa
Le valute alternative sono strumenti di scambio con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). Solitamente le valute complementari non hanno corso legale e sono accettate su base volontaria, ciò contribuisce al loro aspetto identitario, cioè al loro identificare la comunità all'interno della quale sono usate alla stregua dei vantaggi di una tessera associativa.
Un sistema di valuta complementare è infatti accettato ed utilizzato all’interno di un gruppo, di una rete, di una comunità per facilitare e favorire lo scambio di merci, la circolazione di beni e servizi all’interno di quella rete sociale, rispetto al resto della comunità.
Per comprendere le ragioni che danno vita ad un sistema di valuta complementare, è utile rifarsi al significato antico del denaro: Il denaro è un accordo all’interno di una comunità che accetta di utilizzare "qualcosa" come bene di scambio riconosciuto.
Le valute complementari si collocano come “sistemi di accordo” all’interno di una comunità e promuovono la pianificazione a lungo termine, stimolando i partecipanti al circuito ad investire in attività produttive connesse, piuttosto che nell’accumulo di denaro. Esse incoraggiano gli scambi e la cooperazione con la propria rete di aderenze, attraverso la circolazione del bene di scambio a cui, solitamente, viene attribuito un valore etico ed ideale.
[modifica] L’esperienza argentina
La crisi economica argentina del 2001, con gravi responsabilità del Fondo Monetario Internazionale e dell'inettitudine dei burocrati dell'economia argentina, determinò una serie di eventi catastrofici per l’economia: disoccupazione galoppante, collasso del sistema produttivo e commerciale, oltre soprattutto all’assoluta mancanza di soldi in circolazione. Le enormi difficoltà economiche determinarono però la formazione di gruppi spontanei di mutuo sostegno per la produzione e la distribuzione del pane, dei mattoni, per l’assistenza ai bisognosi ecc. Attraverso lo stesso meccanismo di sostegno reciproco venne pure a costituirsi la Rete Globale del Baratto, che favoriva lo scambio di merci e di servizi attraverso l'utilizzo una moneta alternativa denominata "credito".
Già nel maggio del 1995 i primi nuclei della futura Rete Globale del Baratto cominciarono, tra enormi difficoltà, ad appellarsi alla solidarietà reciproca per combattere l’emarginazione e favorire la messa in comune e lo scambio reciproco di beni e servizi. Tale “associazione” arrivò in seguito a riunire 5800 gruppi (equivalenti a 2 milioni e mezzo di persone).
La moneta denominata “credito” raccolse l’eredità del tedesco Silvio Gessell, ministro delle finanze della breve Repubblica dei Consigli Operai e Contadini della Baviera durante la crisi degli "anni 20", che in quella circostanza emise una moneta che si doveva ossidare velocemente, in modo da essere utilizzata solo per gli scambi e non per l’accumulo e per l’incremento della ricchezza individuale. Per conservare il suo valore nominale era necessario applicare un bollino mensile pari all'1% del suo valore (dagli studi si comprese che quella moneta poteva circolare con una velocità superiore 40 volte a quella delle monete ufficiali).
L’applicazione effettiva della "moneta di Gesell" arrivò però solo circa un decennio dopo, quando alcuni comuni del sud della Germania fecero ricorso a questo sistema per porre freno alla disoccupazione e alla povertà.
II "credito" argentino, rifacendosi a quell’esperienza, misurava solo le ore di lavoro contenute nei servizi e nei beni che le persone si scambiavano. Anche se la falsificazione frenò la diffusione, non mancarono i risultati eclatanti: nella provincia di Mendoza riaprì una piccola fabbrica grazie al credito concesso dalla Rete Globale del Baratto. I proprietari della fabbrica poterono inoltre contare sul lavoro di elettricisti e muratori, tutti retribuiti con i "credito". Addirittura a livello locale i comuni della provincia di Buenos Aires, di Chabacano, Quilmes e Avellaneda accettarono i "credito" per il pagamento delle tasse.
La rilevanza di questa nuova economia non sfuggì però alle istituzioni pubbliche, che tentarono, in realtà senza gran successo, di appropriarsi di questa moneta per regolarizzarla e disciplinarla sotto il controllo del governo centrale.
[modifica] Voci correlate
- nota di lavoro di Warren - un tipo di moneta alternativa che non si affida a banche e che fa corrispondere il prezzo al lavoro effettuato

