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Mohamed Saïl

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(Mohamed Sail (con il turbante) al banchetto degli 80 anni di Sébastien Faure
Mohamed Saïl, il cui nome completo è MOHAND AMEZIAN ben Ameziane Saïl (Taourirt, 14 ottobre 1894 - Francia, aprile 1953) è stato un antimilitarista e militante anarchico franco-algerino.[1]

Biografia[modifica]

Ribelle e disertore durante il primo conflitto mondiale, si avvicina agli ambienti anarchici. Nel 1923 viene nominato segretario della sezione di Livry-Gargan dell'Union anarchiste (UA) ed è insieme a Kiouane animatore del Comitato d'azione per la difesa degli indigeni algerini fondato dalla Fédération anarchiste della regione parigina.

Nel 1925, in Algeria, passa un breve periodo in carcere per aver criticato le autorità  locali. In questo periodo collabora al giornale anarchico Le flambeau (Algeri, 1923-1926) pubblicando articoli di denuncia del colonialismo. Collaboratore del giornale Libertaire nel 1930, firma un articolo sotto lo pseudonimo un « un anarchiste kabyle » (un anarchico della Cabilia) in cui condanna la celebrazione del centenario della colonizzazione dell'Algeria.

Nominato gerente del giornale l'Eveil Social («Il Risveglio Sociale», 29 numeri dal gennaio 1932 al maggio 1934), che poi si fonderà  nel maggio del 1934 con Terre libre («Terra Libera»), negli anni trenta che sarà  perseguitato «per incitamento di militari alla disobbedienza».

Nel 1934 fonda un gruppo anarchico degli indigeni algerini, subendo 4 mesi e mezzo di prigione per porto d'armi proibito. Nel 1936, allo scoppio della rivoluzione, parte a combattere in Spagna per arruolarsi nella Centuria Sébastien Faure della Colonna Durruti[2]. Ferito in battaglia il 21 dicembre 1936, fa rientro in Francia, intervenendo assiduamente a diversi convegni in favore della rivoluzione libertaria spagnola.

In quest'epoca risiede al n° 16 di rue d’Amiens ad Aulnay, dove è uno dei principali animatori del gruppo locale dell'Union anarchiste, che secondo la polizia contava 92 aderenti e più di 200 simpatizzanti. il 1° maggio 1937, le autorità  segnalano la presenza per tutta la giornata di una bandiera nera recante l'inscrizione «Nè Dio nè padroni». Il rapporto della polizia lo qualifica come «molto attivo, pericoloso..costituisce un vero pericolo sociale».

Nel 1938-39, è condannato due volte alla prigione per aver distribuito dei volantini contro la guerra. Nel 1941, in quanto pericoloso sovversivo, viene internato in un lager durante la guerra. Nel 1951 viene nominato responsabile alle questioni nord-africane della Commissione sindacale della FA, denunciando sino all'ultimo lo sfruttamento colonialistico del nord Africa da parte dei francesi.

Il 30 aprile 1953, il giornale Libertaire annuncerà  la sua inumazione.

Note[modifica]

Voci correlate[modifica]