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Mauro Bajatierra

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Mauro Bajatierra
Mauro Bajatierra (Madrid, 8 luglio 1884 [...oppure 1889...] - Madrid, 28 marzo [...oppure 2 aprile...]) 1939) è stato un attivista, giornalista, scrittore e propagandista anarchico e anarco-sindacalista spagnolo.

Biografia[modifica]

Figlio di un proprietario di una panetteria, Mauro Bajatierra svolge egli stesso la professione di fornaio per una buona parte della sua vita, prima di abbracciare la professione di giornalista.

Per buona parte della sua vita è membro della Sociedad de Obreros Panaderos («Sindacato Panetteria»), dominante nella capitale e legato al sindacato socialista UGT, quantunque le sue idee anarchiche l'avessero conquistato sin da ragazzo. probabilmente a partire dalla seconda decade del 900, comincia a frequentare la CNT, poichè il sindacato anarchico s'era strutturato stabilmente nella capitale spagnola.

Viaggia attivamente in tutta Europa, imparando la lingua francese e tedesca e venendo a conoscenza delle problematiche dei lavoratori in tutto il continente. Sempre attento alle lotte dei lavoratori, Bajatierra frequenta attivamente il Centro Federale di via Aguilera a Madrid, dove si lega in amicizia a Pedro Vallina. Divenuto presidente della Federación de Obreros y Peones (FOP, «Federazione dei lavoratori e dei contadini»), che rappresenterà  al Congresso del maggio 1915 indetto contro contro la guerra, in quello stesso anno proverà  a fondere la FOP con la Federación Nacional de Agricultores (FNA, «Federazione Nazionale Agricola»). Il 21 novembre 1916 partecipa in qualità  di delegato del FOP al IV Congresso del FNA tenutosi a Villanueva i Geltru.

Durante il Congresso dell'UGT del 1916, propone con Eusebio Carbó un progetto per la realizzazione di un patto d'unione con la CNT. In quello stesso viene iniziato alla massoneria, pensando che ciò potesse esser utile alla diffusione dell'anarchismo.

Durante questa fase abbandona il gruppo madrileno de Los Iguales dove militavano molti anarchici di rilievo, come Moisés López, Feliciano Benito e Pedro Merino, per legarsi più attivamente alla CNT, di cui sarà  delegato al Congresso di Castiglia (dicembre 1919). Sarà  anche uno dei firmatari della dichiarazione di principi che porterà  l'organizzazione anarco-sindacalista ad adottare il comunismo libertario come obiettivo. Partecipa a numerose manifestazioni in tutta la Spagna, ma soprattutto in Andalusia.

Mauro Bajatierra è anche uno dei fondatori dell'Ateneo di via Pizarro che sarà  chiusa nel 1920 mentre era in prigione (nel corso della sua vita militante accumulerà  in tutto ben quindici anni di carcere). In quest'epoca diventa amico di Andreu Nin. Coinvolto nell'attentato dell' 8 marzo 1921 contro il primo ministro spagnolo Eduardo Dato, viene accusato con false prove di essere il fornitore delle armi e trattenuto in carcere per un breve periodo prima di essere assolto durante il processo.

Nel giugno 1922, come segretario del comitato territoriale della CNT, riesce ad organizzare un plenum clandestino dell'organizzazione a Saragozza; in questa occasione darà  il suo sostegno alla nuova AIT nata a Berlino (25 dicembre 1922-2 gennaio 1923.).

Autore di numerosi opere militanti, libri e opuscoli, ma anche di romanzi e opere teatrali di argomento sociale, non disdegna di partecipare ad incontri clandestini in Andalusia e nelle Asturie e a prestare collaborazione con varie testate della stampa libertaria. Durante la dittatura di Primo de Rivera viene più volte arrestato prima di entrare clandestinamente in Francia. Alla fine della dittatura fa ritorno in Spagna, dove nel 1927 viene processato per il famoso «Complot del Puente de Vallecas» [1] insieme a numerosi altri anarchici ((Mariano Peláez López, María Luisa Tejedor, Saturnino Aransáez Aransáez, Aurelio Fernández Sánchez, Manuel Truchero, ecc). In quello stesso anno partecipa alal fondazione della Federazione Anarchica Iberica.

Nel 1930 passa una stagione a Castro del Río. Durante gli anni repubblicani è tra gli instancabili organizzatori di meeting rivoluzionari ed è tra i più attivi agitatori della stampa anarchica. Il 30 aprile 1935 è stato giudicato per la pubblicazione dello scritto Contra el capitalismo y contra el Estado e condannato per il reato di incitamento alla ribellione a sei mesi e un giorno di esilio da scontare in prigione.[2]

Nel 1936, lo troviamo come giornalista cronista della guerra sul fronte di Madrid per la CNT, Solidaridad Obrera ed è probabilmente anche direttore di Frente Libertario (40.000 copie distribuite gratuitamente sul fronte). Alla fine del 1937 viene nominato commissario di guerra e a partire dal 3 dicembre 1937 entra a far parte della sezione spagnola di Solidarietà  Internazionale Antifascista (SIA). Alla fine della guerra entra nel Consiglio Nazionale di Difesa, guidato dal colonnello Segismundo Casado, opponendosi al colpo di stato comunista che genera la costituzione di questo organismo.[3]

Nel 1939, Bajatierra si rifiuta di lasciare Madrid dopo la sconfitta repubblicana ed è così che trova la morte. Secondo una versione sembra che sia morto sparando sulle truppe di Franco durante la parata per la vittoria del 28 marzo 1939; secondo altre fonti sarebbe stato arrestato dopo aver sparato sulle persone andate a prelevarlo per processarlo e poi sottoporlo alla fucilazione sommaria il 2 aprile 1939

Note[modifica]

  1. Complotto ordito contro la monarchia attraverso un'insurrezione programmata nel novembre del 1926 che da Pamplona e le Asturie sarebbe poi dovuta arrivare sino a Madrid
  2. Mauro Bajatierra Morán – anarquista y periodista de accion
  3. Bajaterra

Bibliografia[modifica]

Scritti vari di Bajatierra[modifica]

  • Un ensayo revolucionario, (1918)
  • La violencia social-fascista, (1918)
  • El alma de la campiña, (1918)
  • Desde las barricadas. Una semana de revolución en España. Las jornadas de Madrid en agosto de 1917 (1918),
  • Comentarios al II Congreso de la Confederación Nacional del Trabajo de España (1920),
  • Como las águilas (1927),
  • La virgencita de los Merinales (1927),
  • El pitu de Peñarudes (1927),
  • Del Madrid de mis amores (1928),
  • El alimañero (1928),
  • La alegría del barrio (1929),
  • Fuera de la ley (1929),
  • El hombre que perdió el alma blanca (1929),
  • Canciones anarquistas: airones de guerra contra el capitalismo y contra el estado (1930),
  • Contra el capitalismo y contra el Estado (1930),
  • Los ateneos libertarios. Su orientación. Su moral. Su táctica revolucionaria. Demostración de cómo se enseña a nuestros camaradas en la vida de los centros libertarios (1930),
  • La justicia de los montañeses (1930),
  • Hacia otra vida (1930),
  • La rapaza de pradal (1930),
  • Cómo deben resolver los campesinos el problema de la tierra (1931),
  • ¿Quienes mataron a Dato? (1931),
  • Crónicas del frente de Madrid (1937),
  • Crónica de guerra (1937),
  • La guerra en las trincheras de Madrid (1937),

Scritti vari su Bajatierra[modifica]

  • Julián Vadillo Muñoz, Mauro Bajatierra, anarquista y periodista de acción, 2011.

Voci correlate[modifica]