Maurizio Garino
Da Anarchopedia.
Maurizio Garino (1892-1977) è stato un anarchico protagonista durante gli eventi del biennio rosso.
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[modifica] La vita
Maurizio Garino, nacque a Ploaghe (SS), in Sardegna, nel 1892. Tre anni dopo la famiglia si trasferì a Torino e nel 1900 a Cassine (AL). Dopo le scuole elementari e una breve permanenza in un collegio religioso, Garino inizia a lavorare come apprendista falegname, diventando poi modellista meccanico. Quando nel 1906 la famiglia ritornò a Torino, nel 1908 militò per due anni (1908-1910) nella gioventù socialista, primo passo verso la sua adesione all’anarchismo.
Nel 1910 fu tra i principali fondatori del Circolo di Studi Sociali della Barriera di Milano che successivamente, in ricordo di Francisco_Ferrer_y_Guardia (fucilato il 12-10-1909), assumerà la denominazione di Scuola Moderna "F. Ferrer". Garino assumerà la "carica" di direttore della scuola (nel 1911 l'amico Pietro Ferrero diviene segretario), in cui operai, lavoratori e anarchici in genere, discutevano e affrontavano gli argomenti più disparati (filosofia, archittetura, astronomia, scienze, biologia ecc.).
Partecipò attivamente agli scioperi dei metalmeccanici del 1912 e del 1913, alla settimana rossa ed alle dimostrazioni contro la guerra dell'agosto 1917; fu in seguito il primo ad indire uno sciopero nelle officine di Savigliano contro lo sfruttamento delle donne e dei soldati.
Nel 1919 Garino fu, come rappresentante degli anarchici torinesi, tra i fondatori dell’Unione Comunista Anarchica Italiana al Congresso di Firenze, dove fu designato membro del Consiglio generale. Al Congresso bolognese dell’Unione Anarchica Italiana (1°-4 lug. 1920) fu promotore di una mozione sui consigli di fabbrica.
Garino, aderente alla minoranza anarchica della FIOM, lo si ricorda soprattutto per la sua partecipazione tra i protagonisti delle occupazioni e dei consigli di fabbrica del 1919-20. Nel corso della sua vita fu spesso protagonista di clamorosi scioperi (come quello contro la decisione unilaterale della FIAT di spostare l'orario di lavoro dall'ora solare a quella legale) che gli costarono anche lunghi periodi di detenzione carceraria.
Durante il ventennio fascista, rimase a Torino subendo continui arresti e persecuzioni. Dopo l’8 settembre 1943 prese parte alla resistenza e riorganizzò il movimento anarchico torinese. Arrestato nell’ottobre 1944 fu rilasciato grazie a uno scambio di prigionieri.
A chi gli chiedeva cosa avesse significato per lui, e per l’anarchismo, quel biennio (1919-20), Garino rispondeva che "siamo sempre stati considerati dei sognatori, degli utopisti; noi siamo certi di non esserlo, ed anche l'esperienza del biennio rosso conferma le nostre tesi: l'unica via rivoluzionaria aperta di fronte alla classe operaia è quella della rivoluzione libertaria, dell'autogestione".
Garino è morto a Torino nell'aprile del 1977.
[modifica] Garino e Gramsci
Essendo ambedue sardi e avendo condiviso le esperienze delle occupazioni delle fabbriche, Gramsci esprime giudizi lusinghieri nei confronti del Garino: <<... poiché concepiamo il Consiglio di fabbrica come l’inizio storico di un processo che necessariamente deve condurre alla fondazione dello Stato operaio, l’atteggiamento del compagno Garino, libertario, sindacalista, era una riprova della profonda persuasione sempre nutrita che nel processo reale rivoluzionario tutta la classe operaia spontaneamente trova la sua unità pratica e teorica, che ogni operaio, in quanto sincero rivoluzionario, non può che essere portato a collaborare con tutta la classe allo svolgimento di un compito che è immanente nella società capitalistica è non è affatto un fine che viene proposto liberamente dalla coscienza e dalla volontà individuale>>.

