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Mauricio Morales

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Mauricio Morales
Mauricio Morales Duarte (Cile, 1981 o 1982 -Santiago del Cile, 22 maggio 2009) è stato un anarchico cileno. Soprannominato Punky Mauri, Morales è morto il 22 maggio 2009 nell'esplosione di un ordigno che lui stesso stava trasportando.

Cenni biografici[modifica]

Mauricio Morales nasce in Cile nel 1981 o 1982 in una famiglia della classe media. Originario di San Bernardo, il capoluogo della provincia di Maipo distante 18 km dalla capitale Santiago, dopo aver frequentato la scuola dell'obbligo si iscrive all'Universidad Academia de Humanismo Cristiano. Qui entra in contatto con i collettivi libertari e diventa un militante molto attivo. la sua militanza, oltre che nell'ambito universitario, si esplica anche negli ambiti squatters; in particolare stringe rapporti con il Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti e da anarco-individualista qual è si impegna nelle lotte anti-carcerarie ed in sostegno dei prigionieri politici, mostrando anche interesse verso l'antispecismo e la filosofia vegan [1].

Quando oramai è prossimo alla laurea, il 22 maggio 2009 Mauricio Morales muore a Santiago del Cile nell'esplosione di una bomba che era intento a trasportare verso la locale scuola di polizia, la «Escuela de Gendarmeria», probabilmente obiettivo di un attentato.

22-05-2009: i fatti[modifica]

L'incidente è avvenuto quando Morales stava viaggiando sulla sua bicicletta, presumibilmente diretto verso la Scuola di Gendarmeria del Cile, momento in cui il dispositivo esplosivo che stava trasportando in una borsa è improvvisamente esploso. L’ordigno consisteva in una sorta di tubo metallico riempito con polvere da sparo, così trasformato in una bomba rudimentale. Evidentemente nella preparazione qualcosa è andato storto ed il tubo è esploso durante il trasporto. Un’altra persona che lo accompagnava, ripreso da una telecamera di sicurezza, è immediatamente fuggito. In seguito la polizia crederà  di aver individuato in Cristián Carcamo uno dei principali complici di Morales, ma in seguito questi sarà  rilanciato in libertà  condizionata.

Lo stesso giorno della morte i suoi compagni ed amici del C.S.O. Sacco e Vanzetti lo hanno ricordato con il seguente comunicato:

«È morto un guerriero, ma il nostro fuoco non si spegne...
Mauricio Morales, un nostro fratello, è morto questa mattina. Trasportava un ordigno esplosivo che è detonato sulla sua schiena, ammazzandolo all'istante. Si presume che la nefasta istituzione della Gendarmería fosse l'obiettivo del suo attacco. È morto da guerriero, affrontando senza timori e senza cedimenti qualsiasi forma di potere.[...] Ha deciso di trasformare il suo odio in azione, trasformando la sua vita quotidiana in un costante combattimento contro l'esistente. Pubblicazioni, appoggio diretto ai compagni prigionieri, diffusione della letteratura anarchica e antiautoritaria, assemblee di propaganda delle idee, sono stati i coltelli che ha affilato nella sua esistenza. Ha cercato di dare il suo apporto in diverse maniere alla distruzione di questa società  basata sulla logica del potere e dello sfruttamento.[...]Di fronte alla dolorosa scomparsa di Mauri, la polizia, i magistrati e la stampa si sfregano le mani e passano al contrattacco perquisendo i due centri sociali: “Cueto con Andes”?? e “La idea”. La violenza di queste due operazioni non ci sorprende, la guerra è stata sferrata senza contemplazioni e noi ne prendiamo atto.[...] Il fuoco vendicatore del nostro compagno ci dà  la forza per mantenere l'esistenza in un eterno combattimento. Per te, Mauri, una abbraccio enorme e non dubitare: continueremo a lottare per la distruzione del potere. Sei con noi, sentiamo qui il tuo sorriso e la tua forza.
Appostati sul tetto della casa, sbirciando l'orizzonte... mai sconfitti, né pentiti. (Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti, 22 maggio 2009, Santiago del Cile) [2]

Conseguenze immediate e successive[modifica]

Nelle ore successive alla morte di Morales la polizia cilena ha dato immediatamente inizio alla repressione: diversi centri sociali (in particolare La Idea, Biblioteca Sacco y Vanzetti e Cueto con Andes) e abitazioni di squatter e attivisti anarchici sono state perquisite.

«Sin dal giorno dopo si scatena la repressione contro l'area anarchica e diversi circoli e case occupate sono perquisite. Nel tentativo di difesa del centro "Sacco e Vanzetti" vengono arrestate dieci persone per avere opposto resistenza alla polizia. A metà  giornata la policia de investigación (PDI) irrompe nella casa e centro di studi sociali "La Idea" sfondando la porta e facendo sfoggio di tutto il proprio apparato di guerra, compreso un elicottero.» [3]

La repressione è andata avanti anche nelle settimane successive e non si è ancora fermata: per esempio, il 14 agosto 2010, «agenti della BIPE e dell’ERTA della Policía de Investigaciones da un lato ed agenti del GOPE, LABOCAR ed Inteligencia de Carabineros dall’altro, assieme a elicotteri e camionette della polizia sono stati l’arsenale utilizzato per effettuare le 17 perquisizioni a Santiago e Valparaíso, nella nottata di sabato 14 agosto. Tra le 17 case perquisite, 3 corrispondono a case occupate o centri sociali, come la casa occupata La Crota Bike Punk ed il Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti nel centro di Santiago ed il Centro Social Autónomo y Biblioteca Libertaria Jonny Cariqueo nel comune di Pudahuel.» [4]. Quest'azione poliziesca, mediaticamente conosciuta come Caso Bombas, è stata compiuta nell'ambito di una serie di investigazioni, iniziati circa cinque anni prima, sui numerosi attentati di matrice anarchica (vera o presunta) che hanno colpito il Cile da qualche anno a questa parte. Tutti gli arrestati sono stati accusati di appartenere ad un'organizzazione terroristica insurrezionalista [5].

La morte di Mauricio Morales ha quindi da una parte incrementato la repressione istituzionale, ma dall'altra ha portato ad un'esasperazione della radicalità  degli antagonisti: solamente nei giorni successivi ai fatti del 22 maggio, si sono verificati almeno 20 esplosivi attacchi esplosivi nella città  di Santiago de Cile. Un anno dopo la morte di Morales, molti gruppi anarchici hanno voluto ricordarne la morte con un incontro che avrebbe visto la partecipazione di militanti provenienti da diversi paesi: Messico, Italia, Grecia, Argentina e Spagna. [6]

In tutto il mondo alcuni gruppi informali anarchici, anche italiani [7], che in diverse occasioni, hanno compiuto e rivendicato attentati in nome di Mauricio Morales. (Tralasciamo le discussioni sull'attendibilità  di queste sigle, che è fonte di animose discussioni sia fuori che dentro il movimento anarchico, n.d.r).

Note[modifica]

  1. Reflexiones: Por qué murió Mauricio Morales Duarte
  2. Cile – Muore in combattimento il compagno anarchico Mauricio Morales
  3. Il movimento sotto attacco, articolo di «Umanità  Nova»
  4. Santiago (Chile) - 17 case perquisite e 14 persone arrestate
  5. Cile - La costruzione del "Caso Bombas" una montatura giuridico poliziesca. Il 4 ottobre 2011 il giudice Valderrama ha assolto Pablo Morales, Rodolfo Retamales, Camilo Peres, Vinicio Aguilera, Diego Morales, Felipe Guerra, Carlos Rivero, Andrea Urzua, Monica Caballero, Francisco Solar, Candelaria Cortez-Monroy, Omar Hermosilla e il "collaboratore". Cristian Cancino deve invece subire un processo separato. Gli anarchici sono stati assolti dall'accusa specifica di “Associazione Illecita Terrorista”, 5 compagni affronteranno il procedimento giudiziale/politico (Rivero, Hermosilla, Guerra, Caballero e Solar )
  6. Juntando polvora a un ano de la muerte del anarquista Mauricio Morales
  7. Mauricio Morales, l'anarchico cileno morto mentre trasportava una bomba

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]