Still working to recover. Please don't edit quite yet.

Maria Lacerda de Moura

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search
Maria Lacerda de Moura
Maria Lacerda de Moura (Manhuassu, Brasile, 16 maggio 1887-Rio de Janeiro, 20 marzo 1945) è stata una pedagogista libertaria, una femminista, una scrittrice ed un'anarchica brasiliana. [1]

Biografia[modifica]

Maria Lacerda de Moura nasce il 16 maggio 1887 nella fattoria Monte Alberne, a Manhuassu (Stato di Minais Gerais). Inizia gli studi primari all’asilo per orfani di Barbacena, ma suo padre, per controbilanciare l'insegnamento prettamente religioso a cui viene sottoposta a scuola, le traduce testi anticlericali che Maria comincia a leggere dall'età  di 10-12 anni. Iscrittasi alla scuola Normale [2] di Barbacena nel 1900, si diploma nel 1904, l'anno stesso in cui, in gennaio, si era unita in matrimonio con Carlos Ferreira de Moura.

Nominata verso il 1909 professoressa di lavori manuali presso la scuola media locale, in seguito prenderà  ad insegnare pedagogia prima di divenire la direttrice della scuola.

Inserendosi via via sempre più nella vita sociale del luogo, Maria riesce sempre più spesso ad organizzare con altre donne feste per raccogliere fondi e migliorare l'alloggio dei più poveri: in questo modo riesce a reperire fondi per costruire su una collina di Barbacena 22 alloggi che vengono ceduti alle famiglie più bisognose. Si occupa sempre più spesso della condizione femminile, di sessualità  e studia con grande attenzione la pedagogia (in particolare le esperienze di Maria Montessori, Paul Robin, Sébastien Faure, Francisco Ferrer y Guardia, ecc.) e fonda la Lega contro l'analfabetismo.

Nel 1921 parte per San Paolo ed entra molto rapidamente in contatto con il movimento anarchico locale. Pur affaticandosi molto nel suo lavoro in stamperia riesce a dare numerose conferenze sulla pedagogia della Scuola Moderna di Ferrer e a collaborare con il giornale anarchico «La Plebe», dove si occupa in particolare delle rubriche «scienze di base e annessi alla pedagogia».

Nel febbraio 1923 fonda la rivista «Renascenca» e si mostra molto interessata al pensiero del filosofo libertario di Han Ryner. Sviluppa inoltre una grande attività  di conferenziera che la rende molto popolare in tutta l’America del sud (Uruguay, Cile e Argentina). Dal 1928 al 1935 vive e collabora presso la comunità  anarchica La Guararema fondata nel 1888 nello Stato di Sao Paolo da parte di Arturo Campagnoli. Ritornata nel 1935 a Barbacena, non riesce a trovar lavoro poiché è stata schedata come «comunista pericolosa». Parte allora per Rio e si stabilisce con la sua madre in una piccola casa dell'isola del Governatore, dove muore il 20 marzo 1945.

Il pensiero: femminismo e sessualità [modifica]

Maria Lacerda de Moura è considerata una dei pionieri del femminismo in Brasile ed una delle poche che inquadrò la condizione femminile nell'ambito della lotta di classe. Anticlericale, ha scritto molti articoli e libri sulla morale sessuale borghese, denunciando l'oppressione delle donne, specie quelle degli stati più poveri. Tra le tematiche affrontate: verginità , formazione dei giovani, amore libero, il piacere sessuale, il divorzio, la maternità  coscienziosa e la prostituzione, all'epoca considerata vero e proprio tabù sessuale. Gran parte dei suoi articoli furono pubblicati nei giornali libertari brasiliani, uruguayani, spagnoli e portoghesi.

Nel suo libro Religião do amor e da beleza, Maria Lacerda de Moura difende strenuamente l'amore libero, che per lei sarà  effettivamente libero solo quando le donne si saranno emancipate dal dominio maschile. L'autrice inoltre, nella sua concezione di amore libero, tende a voler differenziarsi dal concetto che viene invece espresso da pensatori come Emile Armand. [3]

Note[modifica]

  1. Fonte principale: Biografia (in francese) tratta da "militants-anarchistes.info"
  2. Una scuola che conferisce il diploma per poter insegnare. Trattasi quindi di una sorta di scuola magistrale.
  3. Fonte capitolo: Wikipedia in lingua portoghese

Scritti principali[modifica]

  • A fraternidade na escola (1922)
  • A mulher hodierna e o seu papel na sociedade (1923)
  • A mulher é uma degenerada? (1924)
  • Religião do amor e da beleza (1926)
  • Amai-vos e não vos multipliqueis (1931)
  • Han Ryner e o amor no plural (1933)

Voci correlate[modifica]