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Luis Agustín Vicente

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Luis Agustín Vicente (El Metralla)
Luis Agustin Vicente, detto El Metralla (Lorca, 22 gennaio 1920) è un anarchico e guerrigliero antifranchista.

Biografia[modifica]

Vicente cominciò la sua militanza a Cordoba, dove prese parte alla guerra civile spagnola. Nel 1939, persa la rivoluzione, si rifugiò in Francia. Tornò in Spagna, nel Llobregat, tre anni dopo, da combattente del maquis.

Nel 1947 partecipò alle azioni di guerriglia in Catalogna. Il 27 settembre venne arrestato con altri 11 compagni nei pressi di Barcellona, con le accuse di rapina ed innesco dell'esplosione della polveriera di una fabbrica a Sant Feliu de Llobregat. Riuscì ad evadere da una prigione-castello il 28 settembre 1952.

Cominciò per El Metralla un periodo di permanenza nei Paesi europei dove l'anarchismo era più forte. Riparò innanzitutto in Francia, paese a lui già  noto, sotto il falso nome di "Luis Ruiz Costa". Si spostò poi in Italia, a Carrara, città  dal fiorente movimentismo anarchico. Qui lavorò per qualche tempo nelle cave di marmo, sotto il nome di "Mario Miglia".

Con i compagni italiani e con un altro anarchico spagnolo, José Lluis Facerias (conosciuto in Italia come "Alberto Di Luigi"), prese parte ad almeno due rapine: la prima, ai danni di una banca di Genova, fruttò 4 milioni di lire; la seconda, in una banca di Villanova di Monferrato, procurò al movimento anarchico un altro milione e mezzo di lire[1].

La permanenza di Vicente in Italia terminò nel 1957. L'affinità  di metodi e vedute, infatti, portò Agustín Vicente ad accompagnare Facerias nel suo ritorno in Spagna. I due, assieme a Gogliardo Fiaschi, attraversarono il confine in bicicletta, spacciandosi per escursionisti. Le strade si divisero a San Quirico di Bassora; Vicente non avrebbe mai rivisto Face, che cadde il 30 agosto in un'imboscata della polizia franchista.

Agustín Vicente si sistemò a Sabatell da Emilio Tena Gorriti, al numero 337 di Avenue José Antonio. Il 12 agosto, però, i franchisti fecero irruzione in casa di Tena Gorriti e arrestarono Vicente: il compagno Metralla tentò la fuga uscendo da una finestra del bagno, ma la casa era stata circondata e venne catturato[1]. Un anno dopo (12 agosto 1958) venne condannato dal Tribunale speciale a 21 anni e 4 mesi di carcere.

Luis El Metralla tornò in libertà  solo nel 1973. Agli inizi degli anni '80, risultava residente a Lorca.

Riferimenti[modifica]

Note[modifica]

  1. 1.0 1.1 Agustin Vicente, Luis, losdelasierra.info